Ricordo le puerili e incomprensibili speranze che negli anni 1920-1921 sorsero nei circoli nazionali quando si disse che l'Inghilterra, in India, era prossima al crollo. Certi ciarlatani asiatici o, se volete, autentici «campioni della libertà indiana», che allora peregrinavano per l'Europa, erano riusciti ad infondere a uomini, del resto ragionevoli, l'idea fissa che l'impero britannico, il cui perno è l'India, appunto nell'India fosse prossimo a sfasciarsi. Non si resero conto che il loro desiderio era il padre di queste idee, né che le loro speranze erano assurde. Perché, quando dal crollo del dominio inglese in India essi aspettano la fine dell'impero britannico e della potenza inglese, ammettono così che l'India ha valore preminente per l'Inghilterra.
Ma è probabile che questo importantissimo problema sia ben noto non solo ai profeti tedesconazionali ma anche ai dirigenti della storia inglese. E' puerile supporre che in Inghilterra non si apprezzi al suo giusto valore l'importanza dell'India per l'impero britannico. Ed è prova di non avere imparato nulla dalla guerra mondiale e di non conoscere o di fraintendere la risolutezza anglosassone l'immaginarsi che l'Inghilterra possa perdere l'India senza aver messo in giuoco l'ultima sua posta. Ed è prova altresì dell'incomprensione tedesca del modo in cui la Gran Bretagna permea e amministra il suo impero.
L'Inghilterra perderà l'India, solo se essa medesima, nel meccanismo della sua amministrazione, soccomberà alla decomposizione razziale (cosa che ora non ha luogo in India)
o se sarà costretta a perdere l'India dalla spada d'un possente nemico. Insurrezioni di Indiani non espelleranno mai gli Inglesi. Noi Tedeschi abbiamo imparato abbastanza quanto sia difficile far soccombere l'Inghilterra. Dico questo astraendo dal fatto che io, nella mia qualità di Germano, preferisco vedere l'India in potere degli Inglesi che di altri.
Altrettanto pietose sono le speranze riposte nella mitica rivolta dell'Egitto. La «guerra santa» può apportare ai nostri minchioni tedeschi la piacevole illusione che altri siano disposti a dissanguarsi per noi. Quasi sempre, a dire il vero, questa codarda speculazione è la madre di tali speranze. Ma in realtà l'illusione finirebbe presto sotto il fuoco tambureggiante delle compagnie di mitraglieri inglesi e la grandine delle bombe.
E' impossibile dare l'assalto con una coalizione di storpii ad uno Stato potente, risoluto a versare per la propria esistenza, se è necessario, l'ultima goccia di sangue. A me, nazionalista apprezzante su basi razziste il valore dell'umanità, il riconoscimento del minor valore, dal punto di vista della razza, di quelle «nazioni oppresse» basta già per impedirmi di incatenare al destino di esse il destino del mio popolo.
Adolf Hitler,
Mein Kampf, Bompiani, 1940, pag. 136.