TRAMA NERA... TRAMA NERA... SOL CON TE SI FA CARRIERA...
(E INSIEME AI TIPI LOSCHI C'ERANO: DUE CARRIARMATI, UN'ANTIAEREA, VENTIDUE SS, UN RITRATTO DI BENITO, GIULIO CESARE, QUATTRO LEGIONI, DUE SVASTICHE, QUINDICI FORCHETTE NON SOCIALISTE, LA VOLPE DEL DESERTO, DUE CANI DA CACCIA, UN CAVALLO BIANCO E UNA CROSTATA DI MELE...)
Se un non fiorentino si trovasse a leggere i racconti che, da un po' di tempo a questa parte, i pennivendoli fiorentini si divertono a riversare come fiumi sui quotidiani della nostra città (ovviamente su quelli più "democratici" e "antifascisti"), penserebbe senza dubbio che, a Firenze, esiste una strada fuori dal contesto urbano e fuori dal tempo... Una strada dove vivono dei loschi figuri ancorati ad un retaggio di violenza e di soprusi figli di chissà quale turpe ideologia... Una strada dove le leggi "democratiche" e "civili" non arrivano... Dove i cittadini onesti sono preda di questi energumeni soliti ad aggirarsi incappucciati per le strade del quartiere... Vestiti rigorosamente di nero ed armati di spranghe e bastoni...
A volte viene da chiedersi cosa penserebbe un cittadino non di Firenze se, per caso, si trovasse a leggere le pagine di qualche illustre quotidiano locale laddove su di esse si parli di Casaggì. Casaggì è un esperimento metapolitico ideato dai ragazzi di Azione Giovani (ma ad oggi frequentato anche da giovani non appartenenti al movimento giovanile di Alleanza Nazionale) ed incentivato dalla presidenza di Alleanza Nazionale che ha messo a disposizione i locali della Federazione Provinciale del partito proprio per dar vita ad un esperimento mai provato prima nella nostra città. E così la palazzina per uffici che ospitava la presidenza provinciale di Alleanza Nazionale e di Azione Giovani, oltre ad altre associazioni metapolitiche d'area, ha cambiato pelle. Un piano (l'ultimo) dedicato all'associazionismo (tra le altre associazioni Casaggì ospita anche una comunità di ragazze e ragazzi eritrei) ed alle attività ludico-ricreative, uno (quello di mezzo) dedicato agli uffici di AN ed AG , ed il piano terreno (con relativo giardino) aperto all'aggregazione giovanile. Un vero e proprio centro sociale di destra nel quale vengono organizzate serate a tema, feste, cineforum, vendita di materiale non conforme, spazio libreria, ecc... ecc...
Questa è Casaggì nella realtà. E, sempre nella realtà, vediamo chi sono gli "abitanti" di Casaggì. Sono ragazze e ragazzi (ma può capitare di incontrarvi anche degli adulti), la maggioranza studenti delle scuole superiori, tanti universitari, ma non mancano neppure i lavoratori (pochi professionisti, la maggior parte operai). Il più piccolo degli "attivisti" ha da pochi giorni compiuto 14 anni: "sono venuto a Casaggì perchè ero stufo di sentirmi dire, a scuola, che i comunisti sono i buoni e a destra invece ci sono i cattivi. Qui nessuno è cattivo, mi hanno accolto bene ed io con i ragazzi più grandi ci sto benissimo".
"A Casaggì si viene per passare un pomeriggio con i camerati, con persone della tua età che hanno scelto come te di impegnarsi nella militanza per il miglioramento della propria città" spiega un militante di Azione Studentesca, "ma qui si viene anche per le tante attività che si portano avanti: ci sono attività sportive convenzionate, lezioni di multimedialità, convegni sui principali problemi della nostra città, ma soprattutto è interessante il percorso formativo che i ragazzi più grandi ci fanno compiere. Qui ci si forma culturalmente, in maniera libera e non faziosa. La storia e la filosofia qui sono divertenti da studiare... Meglio che a scuola!".
Ecco la realtà. Ecco cos'è Casaggì nella realtà. Poi esiste un'altra Casaggì. Una Casaggì che forse esiste solo nella mente dei più bizzarri militanti di una sinistra che, nella sua roccaforte, si è vista strappare un discreto bacino di giovani menti, sottratte al "pensiero unico" dei circoli ARCI, delle Case del Popolo e dei Centri Sociali. Una Casaggì "covo" di truci squadristi che di notte, dopo aver consumato strane ritualità pagano-sataniste in giardino e dopo aver intonato a squarciagola "Faccetta Nera" (ma che tristezza... roba che avrebbe fatto accapponare la pelle ai nostri nonni!) e qualche inno al Duce, con in testa elmetti replica di quelli delle Waffen-SS, iniziano le loro scorribande armati di bastoni per le vie del quartiere! E guai ai poveri compagni, omosessuali, immigrati, barboni, eccetera, che hanno la sfortuna di trovarsi in zona! I perfidi squadristi di Casaggì non hanno pietà: botte a tutti!
Detto così è inevitabile una sonora risata. Chi ci conosce sa chi siamo. E sinceramente giustificarsi pubblicamente di ciò che facciamo non è già bello di per se, figuriamoci dover perdere tempo a smentire che a Casaggì non ci si traveste da SS, che a Casaggì non si canta "Faccetta Nera" alle 4 di notte in giardino, che da Casaggì nessuno esce incappucciato brandendo bastoni, asce, scuri, mitragliatrici, per andare a seminare il panico nel quartiere! Roba da fantascienza...
Ma le vicende più simpatiche si sono verificate negli ultimi giorni... Il 10 luglio scorso a Casaggì è stato organizzata una festa-convegno per salutare i militanti prima dell'estate. Iniziativa alla quale, peraltro, partecipava l'intero stato maggiore di AN di Firenze e manifestazione per la quale era stata richiesta anche la più minuziosa delle autorizzazioni. Mentre qualcuno dei vicini (al quale facciamo i complimenti per l'intelligenza e la civiltà "democratica" e "antifascista") pensava di convincerci a chiudere i battenti lanciando un uovo dalla finestra di casa, altri il giorno dopo scrivevano lettere un po' a tutti (dalla stessa Casaggì fino al Presidente Fini) qualificandosi come portavoce del vicinato di Casaggì stufi degli "schiamazzi notturni dei fascisti"... Ebbene alla "giostra dell'ilarità" non poteva mancare l'Unità che, in un suo articolo arriva perfino a raccontare di uno pseudo-vicino di casa di Casaggì che, dopo averci intimato di non fare casino la notte si sarebbe ritrovato la macchina a pezzi (e qui finisce la giostra dell'ilarità ed inizia quella della cattiveria)! Così come Via Maruffi (la via di Casaggì) viene dipinta come un vicolo ormai in preda alle angherie dei fascisti picchiatori con i poveri vicini paralizzati dal terrore.
Finora siamo stati zitti, ignorando queste cazzate (scusate il termine, ma le cose vanno chiamate col proprio nome!), ma adesso basta. Il limite è stato superato ampiamente! Se in Via Maruffi vi sono stati momenti di illegalità questi sono stati quando ci è stato appiccato il fuoco alla porta della sede; quando una bomba carta ha divelto una delle finestre sulla strada; quando in pieno giorno è stata lanciata una pietra contro una finestra aperta rischiando di ferire gravemente le persone presenti negli uffici a quell'ora; quando un nostro militante è stato aggredito a colpi di casco all'uscita dalla sede... QUESTA E' L'ILLEGALITA' CHE SI RESPIRA IN VIA MARUFFI! Ma del resto chi vogliamo si schieri dalla nostra parte? Vicini che lanciano le uova contro il nostro giardino? O vicini che in tempi non sospetti hanno ospitato "fotografi" nei loro appartamenti? Oppure vicini che con lo spray di natale decorano le proprie finestre con la stella a cinque punte e la scritta "Brigate Rosse"???
Ci consola soltanto una cosa, oltre all'essere in pace con la nostra coscienza, che se due o tre vicini si arrogano il diritto di qualificarsi come portavoce dell'intero quartiere e finiscono perfino a raccontare cazzate ai giornalisti come quella della macchina rovinata (in realtà una macchina rovinata c'è stata una volta in Via Maruffi: quella di un nostro militante colpevole di aver preso parte a due o tre assemblee scolastiche in ricordo dei martiri delle foibe!), altri dieci o venti ci hanno sempre espresso la propria solidarietà dopo ogni infame attacco subito da Casaggì!
Il tutto non per giustificare ciò che facciamo (non esiste sera che alle 23.30 precise non venga staccata la musica e chiuse porte e finestre...), ma per puro dovere di cronaca. Quel dovere di cronaca che non hanno i pennivendoli che si divertono a raccontare storie e storielle sugli squadristi venuti da marte che hanno ripristinato il regime fascista in una minuscola via di Firenze...





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