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MaRcO88
Acqua, Di Pietro va per la sua strada
Alla fine Antonio Di Pietro risponde al comitato promotore dei referendum per l'acqua pubblica, ma l'esito non è quello sperato. Se infatti le varie associazioni che compongono il Forum chiedevano all'Idv di convergere su un'unica piattaforma referendaria, Di Pietro risponde essenzialmente ponendo tre questioni: la prima è che l'incontro che il comitato richiede da tempo «è già avvenuto non molto tempo addietro proprio nella sede IDV, ed in quella occasione siete stati proprio voi - puntualizza Di Pietro - ad aver insistito nel non volere la presenza del partito Idv tra i firmatari in Cassazione del Comitato Promotore (tanto è vero che poi, al deposito dei vostri quesiti, non ci avete inserito tra i proponenti ed i firmatari); la seconda è che, sempre secondo il leader dell'Idv «il quesito referendario da noi proposto differisce su punti essenziali rispetto al vostro quesito» e quindi «saranno poi i cittadini a valutare la bontà dell’una o dell’altra proposta o, come ci auguriamo, di entrambi»; infine, il terzo problema è che «il vostro quesito, essendo esso ampiamente abrogativo di plurime disposizioni di legge, corre il concreto rischio di essere dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale per sopravvenuto vuoto legislativo». Una lettera, insomma, che è difficile definire di apertura verso le richieste del comitato. Il Forum infatti non tarda a replicare al leader dell'Idv: «Dobbiamo rilevare che non è una buona premessa di dialogo quella di rispondere ad una richiesta di incontro dicendo che ci siamo già visti, sapendo che da allora la situazione relativa all’indizione dei referendum per la gestione pubblica dell’acqua è già mutata. In secondo luogo - continua il Forum - la risposta ci appare confusa e contraddittoria, così come contraddittorio risulta l'atteggiamento dell'IdV nei confronti del percorso per la ripubblicizzazione del servizio idrico: da una parte si afferma che l'IdV nella giornata odierna deposita un suo quesito referendario, ma dall’altra si dice che questo non vuole essere un elemento “concorrenziale” nei confronti dei quesiti già depositati; si adombrano dubbi sui rischi di ammissibilità dei nostri quesiti referendari, ma si insiste nel presentare un quesito di debole efficacia giuridica e politica. In ultimo - si chiude la lettera - ci chiediamo come sia possibile che i medesimi quesiti referendari inizialmente condivisi, al punto di voler essere presenti come IdV al deposito degli stessi in Cassazione, vengano oggi messi in discussione». Il Forum torna quindi a chiedere un incontro urgente con l'Idv e pure all'interno dello stesso partito di Di Pietro non mancano le fibrillazioni: ieri sul suo blog il “delfino" De Magistris aveva invitato il leader a cercare un percorso comune con i movimenti per arrivare a un referendum condiviso e oggi Sonia Alfano appoggia l'invito dell'ex pm calabrese: «Non è più tempo di protagonismi e mediazioni, ci sono milioni di persone pronte a sostenere questa battaglia e che non vogliono seguire l'ennesima diatriba fra chi, a conti fatti, porta avanti le stesse idee. E' giunto il momento di chiudere in fretta e con responsabilità - sottolinea la senatrice Idv - da parte di tutti la questione relativa a quali siano i quesiti e passare alla vera campagna referendaria». Tutti d'accordo, ma chissà perché i quesiti sono ancora diversi e i personalismi lontani da essere abbandonati. Vero Di Pietro?
Andrea Milluzzi in data:08/04/2010
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