dal blog Fatti d'Europa: http://fattideuropa.splinder.com/pos...seducono+i+gru
Gli Stati Uniti seducono i gruppi etnici neri e musulmani della Francia. Cosa bolle in pentola?
Un articolo del novembre 2007 (1) pubblicato nelle pagine dei settimanali di informazione L'Hebdo e Courrier International (il primo svizzero, il secondo francese) riferiva sui sempre più stretti legami che il Dipartimento di Stato americano intrattiene con vari leader delle comunità afro-magrebine risiedenti in Francia. Qualche nome: Ali Laïdi, che lavora per l'IRIS (Institut des relations internationales et stratégiques), Saïd Branine, responsabile del sito islamico oumma.com, Hervé Mbouguen, animatore del sito Web grioo.com (dedicato ai neri), Fayçal Douhane, del consiglio nazionale del Partito Socialista (che si occupa di questioni afferenti la diversité). In particolare l'articolo faceva riferimento ad un incontro del 7 novembre organizzato presso l'ambasciata statunitense di Parigi da Daniel Fried, direttore degli Affari Europei al Dipartimento di Stato, su commissione della segretaria di Stato Condoleezza Rice. Oramai ogni ambasciata americana nel Vecchio Continente disporrebbe di almeno un collaboratore incaricato di mantenere i contatti con i musulmani che vivono in Europa. Il fine è quello di veicolare un'immagine più mite degli USA, presentati come Paese aperto e tollerante (anche nei riguardi dell'islam), una nazione non di soli WASP "imperialisti", ma "sempre più multietnica e multiconfessionale" (2). Allo stesso tempo intendono promuovere una visione positiva della "diversità" in terra europea.
Ma gli Stati Uniti non si accontentano di andare nelle banlieue francesi per ammaliare questa "futura o nuova élite" extraeuropea: la invita anche a recarsi oltreoceano. Un articolo dal tono un po' stizzito del giornale Le Figaro (3), del 9 luglio 2008, torna a parlare dei soggiorni negli States di rappresentanti delle minoranze africane e arabo-musulmane della Francia, i quali esercitano una certa influenza nel mondo dell'associazionismo, dei media e della politica. Questi viaggi sono finanziati dal Dipartimento di Stato americano.
Cosa vanno a fare? A "convertirsi ai valori americani", ovvero ad apprendere i metodi del lobbismo comunitario, a farsi "iniziare" da chi in questo campo ha un'esperienza più consolidata. Le impressioni sembrano positive: questi attori sociali vengono letteralmente "rapiti" dal pragmatismo americano.
E lo crediamo bene. L'ambasciata americana in Francia sostiene e finanzia iniziative volte a introdurre nella televisione francese personaggi di colore o di altre estrazioni etno-culturali non europee. Dal 2005 sostiene, attraverso una banca statunitense, Olivier Laouchez, creatore della TV via cavo Trace (4), dedicata alla "cultura" musicale delle banlieue e molto influenzata dalla cultura afroamericana. L'ambasciata è anche il partner privilegiato del Club Averroès (5), un osservatorio della "diversità", cioè della presenza multietnica, nei media, e gioca il ruolo di intermediario tra l'americana NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) ed il francese CRAN (6), il Consiglio rappresentativo delle associazioni nere della Francia.
Insomma, un'America che appoggia e aiuta apertamente lobby e associazioni etniche della Francia, remando dunque in direzione opposta all'identitarismo autoctono. Chissà che un domani non paghino il biglietto aereo anche a qualcuno dell'Ucoii...
Note:
(1) Les Etats-Unis surveillent les banlieues françaises, di Antoine Menusier (L'Hebdo del 15 novembre 2007)
(2) Quelle in corsivo sono parole di Daniel Fried, riportate nell'articolo di cui alla nota 1.
(3) Les États-Unis veulent séduire les banlieues françaises, di Cécila Gabizon (Le Figaro del 9 luglio 2008)
(4) http://www.trace.tv
(5) http://club.averroes.free.fr
(6) http://www.lecran.org




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