La «Città dell’uomo» illuminata dal cemento trasparente. Parata di vip
di LORENZO BIANCHI
LA VERA sorpresa sono due piccoli tibetani scampati al terremoto che ha squassato il Qingai il 14 aprile. La regia li ha voluti sullo stesso palco della cerimonia di inaugurazione dell’Expo di Shanghai dal quale si erano appena esibiti Lang Lang, il pianista adorato dalle teenager cinesi, e Andrea Bocelli nell’immancabile Nessun dorma.
Sulla tribuna d’onore si sono schierati venti capi di Stato e di governo, una piccola pattuglia nella quale figuravano Nicolas Sarkozy (accompagnato da Carla Bruni e dall’attore Alain Delon), il presidente della commissione europea Josè Manuel Barroso, e, per la prima volta, il numero due della Corea del Nord, Kim Yong-Nam.
Mancava solo il maltese George Abela, caduto uscendo dall’albergo. Gli organizzatori hanno sottratto le sponde del fiume Hangpu all’oscurità con fuochi d’artificio, cascate d’acqua e giochi di luci.
Alle 20 locali il presidente cinese Hu Jintao ha dichiarato aperta la manifestazione fra bandiere di tutto il mondo sventolate da bimbi cinesi ed evoluzioni di un corpo di ballo.
L’Expo dei record ha aperto i battenti. Le cifre sono quelle pretese dal nuovo ruolo mondiale della Cina. La sola Shanghai ha speso 700 milioni di dollari per dotare il Bund, il lungofiume dei grattacieli di Pudong, di passerelle pedonali e di tunnel per le auto. L’equivalente di altri 58 miliardi in valuta americana sono stati investiti per portare la rete della metropolitana a 400 chilometri.
Si calcola che fino al 31 ottobre varcheranno i cancelli dell’esposizione 70 milioni di persone. La rassegna occupa 5,28 chilometri quadrati per ospitare i padiglioni di 189 paesi e di 52 organizzazioni internazionali.
Un milione di cinesi ha avuto modo di vederli in anteprima. Fra questi la moglie del presidente Hu Jintao, Liu Yongqing, la prima vip che ha visitato lo spazio italiano. Pare sia rimasta molto colpita dai quadri del Canaletto.
L’EDIFICIO, ribattezzato La città dell’uomo-vivere all’italiana, 3600 metri quadrati, è stato nei giorni scorsi, assieme a quello inglese, uno dei più frequentati, due nuovi ospiti al secondo nei momenti di punta, ossia 50mila al giorno.
La prima attrazione sono i muri. Il blocco tagliato da squarci disegnato dall’architetto Giampiero Imbrighi è fatto di cemento trasparente, grazie a speciali resine, che lasciano passare la luce.
Di notte il chiaro filtra dall’interno. Il brevetto è dell’Italcementi. Si entra passando sotto una riproduzione del teatro Olimpico di Vicenza e ci si trova nella sala Italy in Motion, nella quale troneggia una Isotta Fraschini del 1923.
Nella sezione I-Tech domina la Ferrari ibrida 599 HY-Kers. Le fanno degno contorno gli scooter ecologici della Piaggio, una Cinquecento rivista e corretta da un celebre artista locale e la tuta indossata da Valentino Rossi nell’ultimo mondiale. Sotto una riproduzione della cupola del Duomo di Firenze, che pare librarsi in aria senza appoggi, si offrono all’attenzione quattro giganteschi modelli di sartoria di Ermenegildo Zegna, Prada, Dolce e Gabbana e Versace.
Nell’Italia delle città dell’Ice si può assistere al cinema a 360 gradi. Le immagini sono state girate dal regista gallese Peter Greenaway. Al centro c’è il bozzetto originale del Perseo di Benvenuto Cellini. In sei mesi verranno presentate sei piattaforme della produzione tecnologica nazionale, dalla sanità alla mobilità sostenibile.
da: Il Resto del Carlino - ed. Nazionale - pag. 22 - 1 maggio 2010 -
Io sono andato all'Expo di Siviglia, nel 1992.
Fu bello, ma nulla di così eccezionale :mmm:




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