Stasera sono in vena di scrivere qualcosa di ecomarxista; me nedà lo spunto il troll detto "sassuolo", con un argomento semplice semplice di portata bambinesca che può servire come esempio per sbugiardare tutte queste rivendicazioni "securitarionazionalistiche".
Il mio ragionamento non vuol essere perfetto ma un abbozzo, del quale io stesso dubito, e che vorrei migliorare e costruire con gli altri forumisti; proviamo ad analizzare sta cavolo di società!
Partiamo dal luogo: Sassuolo. Città ormai abbastanza ricca, che si trova nel così detto "distretto della ceramica". Cerco di semplificare al massimo. In quel luogo nasce, come in altri, un radicato potere del PCI, venente proprio dalla masse. E' uno dei centri dell'Emilia rossa. Cooperative e quel bel senso
della vita di campagna, dei piccoli paesi, trasformano, negli anni, molta di questa popolazione in benestanti. Diciamo benestanti medi.
Il luogo geografico, però, può influire sulla dinamica del capitale. A Sassuolo, infatti, ci sono molte colline di argilla e fiorisce la ceramica e la terracotta. Anche i mattoni, certo.
Finchè, un po' con l'esaurirsi delle cave d'argilla, un po' col crollo dell'URSS e l'aprirsi della nuova schiav...scusate, dei mercati dell'est, la produzione di ceramiche precipita.
Ma chi ha capitale da investire, lo fa. Ed ecco il principio del controsenso. Un controsenso prima di tutto tecnico, ma che dà enormi problemi ambientali (non è certo l'unico di questo tipo) e dunque, dopo, sociali.
Visti i bassi costi, perchè non importare il materiale grezzo dall'est (in tal caso dalla Polonia, principalmente), farlo lavorare a poco da questa nuova manodopera a basso costo, e poi rivenderlo all'estero (visto che il mercato di queste cose, in Italia, è abbastanza saturo e ben gestito dalle piccole aziende). Cioè, chi ha potuto fare un grosso investimento ha trasformato la crisi in guadagni enormi. Un ingegnere mi disse che arrivano circa 300 camion (non so il plurale di camion, direi cami..forse...!!) al giorno in tutto il circondario, la maggior parte direttaemnte dalla Polonia, con il materiale grezzo. Le fabbriche della zona (che dunque si sono mantenute in funzione e poi, si sono ingrandite) lavorano e danno il prodotto, che viene per la maggior parte rimandato all'estero.
Via camion. Primo tassello, la materia prima. OK.
L'altro tassello, la manodopera: ecco gli immigrati! e vai, è una festa!
Profitto garantito, all'emilia rossa.
PErò....chi sta bene e se la gode, poco accetta di dover dividere il pane (e qui vedrai,pecca l'insegnamento mancato, non profondo, del vecchio PCI...spesso solo sitema di potere...) con chi lavora per arricchirlo.
Allora,via la moschea di Sassuolo, via i poveri, che rubano. O', poi, se i poveri sono sempre immigrati, è colpa nostra?
Ho semplificato parecchio. Ma si intende bene. Il caro forumista (scusino ilt ermine le persone per bene, vero) "Sassuolo" soffre dunque di un male che lui stesso ha generato, o che gli hanno tramandato i parenti locali. Che dire? Ti capisco, poro figliolo. Situazioni così se ne vedono tante, in occidente. E' il capitalismo, ma anche la sua versione moderna-finale, il consumismo egoistico, che ci rende merde fino all'inverosimile. Fino a dimenticare la logica delle cose.
Anche in toscana vedo vagonate di situazioni del genere, ma la gente non ci pensa.
Scusate lo sfogo, oggi ho voglia di spaccare TV.
augh




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