Pagina 1 di 24 1211 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 237
  1. #1
    Forumista
    Data Registrazione
    26 Jan 2008
    Messaggi
    332
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Domande di una cattolica confusa

    Dietro suggerimento del moderatore Lepanto, che ringrazio per le esaustive risposte che non mancherà di darmi, apro questa discussione per formulare alcune domande:

    1. la bolla Cantate Domino [come qualsiasi passo dottrinale sulla fede e i costumi, per esempio quelli riportati dal Denzinger] è vincolante per la fede?
    2. Tale bolla è mai stata abrogata e, se sì, consta apertamente? Esiste una dimostrazione che la sua dottrina sia stata abbandonata?
    3. Nostra Aetate è magistero straordinario o ordinario? Sostituisce tutto il magistero precedente? (Parlo di dottrina non di prassi pastorale).
    4. Che differenza c'è tra errore e eresia e relative sanzioni? Quale dei due si applica a opinioni contrarie all'insegnamento della bolla Cantate Domino e quale a Nostra Aetate?

  2. #2
    Ut unum sint!
    Data Registrazione
    21 Jun 2005
    Messaggi
    4,584
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da giacomina Visualizza Messaggio
    1. la bolla Cantate Domino [come qualsiasi passo dottrinale sulla fede e i costumi, per esempio quelli riportati dal Denzinger] è vincolante per la fede?
    Il magistero moderno ha senzo solo se letto alla luce di quello antico ma e' vero che quello antico e' meglio esplicato in quello moderno. La domanda che poni e' se e' vincolante per la fede? Certo, ma ma anche cio' che e' stato in continuita' procalmato prima e dopo lo e'. Non ci si puo' fermare ad un certo punto, un certo anno, un certo secolo. Andava bene per quelli di quel secolo, per noi sarebbe archeologismo.
    Citazione Originariamente Scritto da giacomina Visualizza Messaggio
    2. Tale bolla è mai stata abrogata e, se sì, consta apertamente? Esiste una dimostrazione che la sua dottrina sia stata abbandonata?
    abrogare nella Chiesa ha il sapore di condannare. No ovviamente, altrimenti sarebbe eresia e chi la ha emessa dichiarato eretico.
    Citazione Originariamente Scritto da giacomina Visualizza Messaggio
    3. Nostra Aetate è magistero straordinario o ordinario? Sostituisce tutto il magistero precedente? (Parlo di dottrina non di prassi pastorale).
    E' magistero ordinario e comunque il magistero MAI sostituisce quello precedente ma lo completa.
    UT UNUM SINT!

  3. #3
    Forumista
    Data Registrazione
    26 Jan 2008
    Messaggi
    332
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Quindi sussiste ancor oggi l'affermazione che i Giudei, se non si convertono, vanno all'inferno?

    "La Chiesa crede fermamente, confessa e annuncia che nessuno di quelli
    che sono fuori della chiesa cattolica, non solo i pagani, ma anche i
    giudei o gli eretici e gli scismatici potranno raggiungere la vita
    eterna, ma andranno nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i
    suoi angeli se prima della morte non saranno ad essa riuniti" (Concilio
    di Firenze, Bolla cantate Domino, 1442, Denzinger 1351).

    "Deve essere accettata come questione di fede che al di fuori della
    Chiesa Romana Apostolica nessuno può essere salvato, che la Chiesa è
    la sola Arca di Salvezza, e che chiunque non entra in essa morirà nel
    Diluvio. e' un peccato credere che ci sia salvezza al di fuori della
    Chiesa Cattolica! Dovete riconoscere che i fedeli hanno fissato
    fermamente le loro menti sull'assoluta necessità della fede Cattolica
    per ottenere la salvezza. Il protestantesimo è la Grande Rivolta
    contro Dio" (Papa Pio IX).

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Nov 2006
    Località
    Difendi, Conserva, Prega!
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2
     Like avuti
    75
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Certo.

  5. #5
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Le quattro domande poste da giacomina potrebbero essere ridotte ad una: c'è contrapposizione tra la bolla Cantate Domino e la dichiarazione Nostra Aetate?
    La risposta è no, non c'è contrapposizione tra i due documenti.

    Ma per arrivare a questa risposta è necessario articolare in maniera più ampia e teologica il discorso riguard
    ante il problema della salvezza di coloro che non appartengo visibilmente alla Chiesa.
    Giustamente Giovanni Paolo II notò: “molti uomini non hanno la possibilità di conoscere o di accettare la rivelazione del Vangelo di entrare nella Chiesa. Essi vivono in condizioni socio-culturali che non lo permettono, e spesso sono stati educati in altre tradizioni religiose” (Giovanni Paolo II, “Redemptoris missio”, 10).

    Tuttavia ciò non giustifica la posizione relativistica di chi ritiene che in qualsiasi religione si possa trovare una via di salvezza,
    anche indipendentemente dalla fede
    in Cristo redentore, e che su questa ambigua concezione debba basarsi il dialogo interreligioso.
    Al contrario la strada della salvezza passa sempre per Cristo.

    Ma anche per coloro che senza loro colpa non conoscono Cristo e non si riconoscono cristiani, il piano divino ha predisposto una via di salvezza. Come leggiamo nel decreto conciliare sull'attività missionaria “Ad gentes”, noi crediamo che “Dio, attraverso le vie che lui solo conosce può portare gli uomini che senza loro colpa ignorano il Vangelo” alla fede necessaria alla salvezza (AG, 7). Certo, la condizione “senza loro colpa” non può essere verificata né apprezzata da una valutazione umana, ma deve essere lasciata unicamente al giudizio divino. Per questo nella costituzione “Gaudium et spes” il Concilio dichiara che nel cuore di ogni uomo di buona volontà “opera invisibilmente la grazia”, e che “lo Spirito Santo dà a tutti la possibilità di venire in contatto, nel modo che Dio conosce, col mistero pasquale” (GS, 22). La via percorsa da quanti ignorano il Vangelo non è una via fuori da Cristo e dalla Chiesa.
    E siccome Cristo opera la salvezza mediante il suo mistico corpo, che è la Chiesa, la via di salvezza è essenzialmente legata alla Chiesa. L'assioma “extra Ecclesiam nulla salus” - fuori della Chiesa non c'è salvezza -, enunciato da san Cipriano (San Cipriano, “Epistulae”, 73,21: PL 1123 AB), appartiene alla tradizione cristiana ed è stato inserito nel Concilio Lateranense IV (Denzinger-Schönmetzer, 802; FCC 7.025), nella bolla “Unam Sanctam” di Bonifacio VIII (Denzinger-Schönmetzer, 870; FCC 7.026) e nel Concilio di Firenze (“Decretum pro Jacobitis”, Denzinger-Schönmetzer, 1351). L'assioma significa che per quanti non ignorano che la Chiesa è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria c'è l'obbligo di entrare e di perseverare in essa al fine di ottenere la salvezza (cf. “Lumen gentium”, 14).
    Questa affermazione richiede un'ermeneutica in quanto può dare, e di fatto ha dato, adito a dei fraintendimenti.
    L'interpretazione rigorista dell'assioma si ebbe a partire dall'opera di Fulgenzio da Ruspe (467-532), un discepolo di Agostino. Nel De fide ad Petrum, una raccolta di regole per la vita cristiana, egli afferma: "Tieni con assoluta certezza e non dubitare mai che non solo tutti i pagani, ma anche tutti i giudei, gli eretici e gli scismatici che concludono la vita presente al di fuori della chiesa, andranno nel fuoco eterno preparato per i suoi diavoli e per i suoi angeli". E' comunque necessario notare come anche qui vi sia un contesto parenetico, una sorta di appello a non smarrire la vera fede rivolto al credente. Non è cioè messa direttamente a tema la questione della salvezza di quanti non sono incorporati alla chiesa.
    Al tempo stesso troviamo anche degli interventi del magistero tendenti ad affermare la volontà salvifica universale di Dio in quanto Cristo ha offerto il sacrificio di sè per la salvezza di tutti gli uomini. Il primo riguarda la condanna del presbitero Lucido avvenuta ad Arles nel 473. Lucido, esasperando l'Agostino della polemica anti-pelagiana, sosteneva una predestinazione alla salvezza e una predestinazione alla dannazione da parte di Dio. Il secondo condanna al concilio di Quiercy dell'853 l'analoga tesi della doppia predestinazione sostenuta dal monaco di Orbais, Gottescalco che contestava la volontà salvifica universale di Dio.
    Durante il periodo della scolastica si cercò di stabilire quale fosse il minimo necessario del credere per ottenere la salvezza sulla scorta di Eb. 11, 6.
    Più rigorista sembra invece essere la successiva linea del magistero che, segnata com'era dalla necessità di impedire le divisioni all'interno della chiesa, ribadisce sostanzialmente il principio della necessità dell'appartenenza alla chiesa cattolica per ottenere la salvezza.
    Tra le varie affermazioni rigoriste del magistero, la più decisa si trova all'interno del Decreto per i giacobiti contenuto nella bolla "Cantate Domino" del 4 febbraio 1442 dove viene esplicitamente ripresa la posizione di Fulgenzio da Ruspe. Va notato anche qui come l'intento sia di affermare che l'unica chiesa possibile è quella cattolica romana. La bolla viene stesa, infatti, durante il concilio di Firenze che proseguiva il sospeso concilio di Basilea del 1439 che era il concilio di unione con le chiese orientali. La necessità poi di affermare che la vera chiesa in cui trovare salvezza è quella guidata dal legittimo successore di Pietro, motiva ulteriormente la ripresa rigorista del nostro assioma.
    Vi è poi un'altra considerazione da fare e che è sullo sfondo di tutte le prese di posizione rigoriste del magistero, il fatto cioè che a quel tempo vi fosse la convinzione che in tutto il mondo fosse ormai diffuso il messaggio del vangelo. La conseguenza era evidente: chi non accettava di entrare nella chiesa non lo faceva per ignoranza, ma per esplicito rifiuto a farlo e a credere in Cristo.
    Con il Concilio di Trento si ha l'intento di evitare una certa concezione individualistica della grazia presente nel contesto della riforma protestante. Per ricevere il dono del perdono, per poter ottenere la salvezza, per poter entrare nel Regno di Dio, è necessario ricevere i sacramenti amministrati grazie alla mediazione della chiesa. La necessità di inculcare nei cristiani con chiarezza questo concetto spiega il rigorismo delle affermazioni. "Non è però lecito ritenere che il concilio accentui talmente l'uso dei sacramenti fino a fare della chiesa la donatrice esclusiva della remissione o ad affermare che Dio avrebbe legato la virtù della propria grazia esclusivamente ai sacramenti. Con ciò esso si porrebbe in contrasto con Tommaso, cosa che non risulta affatto".
    Una attenzione tutta nuova che combinava la fedeltà alla chiesa con la convinzione di una rivelazione universale che tocca trasversalmente tutta l'umanità, fin dai suoi esordi, si andò poi sviluppando nel periodo dell'Umanesimo grazie all'opera di Nicolò Cusano, Marsilio Ficino e soprattutto Giovanni Pico della Mirandola. Lo stesso neoplatonismo, la filosofia di questo periodo, ben si prestava, grazie al concetto platonico di partecipazione, ad una visione tollerante delle varie tradizioni religiose.
    Intanto con la scoperta di nuovi mondi, di enormi territori dove portare il messaggio del vangelo, di milioni di persone che erano ancora all'oscuro del messaggio di Cristo, crolla l'antica immagine di un mondo ormai completamente cristianizzato e si pone in termini nuovi la questione della salvezza dei non cristiani.
    Francisco de Suarez (1548-1617) considerava i nuovi popoli scoperti segnati anch'essi dalla grazia di Dio. "Tale grazia operante al di fuori della chiesa in ordine alla chiesa edifica su tradizioni religiose e morali che "per loro natura" sono buone e gradite a Dio, doni della creazione che non contrastano con la fede cristiana e rappresentano una potentia oboedientialis, una potenzialità finalizzata ad aderire alla rivelazione di Cristo. La grazia comunicata attraverso la missione non incontra perciò uomini del tutto privi di grazia. Essa purifica ciò che è già stato donato e gli permette di pervenire a se stesso in forma cristiana".
    In epoca moderna si contrappongono così nella teologia cattolica due posizioni: la prima mantiene la posizione rigorista della tradizione precedente riaffermando la necessità assoluta dell'appartenenza alla chiesa in senso stretto per ottenere la salvezza ed è rappresentata dai giansenisti; la seconda è più possibilista e mette in rilievo soprattutto il principio della volontà salvifica universale di Dio ed è rappresentata dai gesuiti, forti, tra l'altro, della loro esperienza missionaria.
    Dopo Trento la distinzione tra l'appartenenza alla chiesa in re o in voto fu funzionale al mantenimento sia del principio della volontà salvifica universale di Dio, sia di quello della necessità di appartenenza alla chiesa.
    La teologia cattolica, però, in reazione alla riforma protestante, pose l'accento sulla necessità di una appartenenza visibile alla chiesa che si concretizzava nella fede, nella ricezione dei sacramenti, nell'obbedienza al papa.
    La sempre maggiore conoscenza della vastità del fenomeno religioso finì per porre il cristianesimo a fianco delle altre religioni.
    Naturalmente il rischio del relativismo e dell'indifferentismo era a questo punto assai forte e contro di esso intervenne il magistero della chiesa cattolica. Da qui un certo ritorno alla posizione rigorista che si può cogliere con chiarezza prima nella condanna di Felicité de Lamennais ad opera di papa Gregorio XVI, poi dagli interventi papa Pio IX e infine nello schema preparatorio De ecclesia del Concilio Vaticano I.
    Nell'enciclica Mystici corporis di papa Pio XII del 29 giugno 1943 viene messa a tema ancora una volta la questione dell'appartenenza alla chiesa che si realizza visibilmente solo grazie al battesimo, alla professione della vera fede e alla comunione ecclesiale. Centrale è qui l'affermazione che la chiesa corpo di Cristo si identifica con la chiesa cattolica romana. Quanti le sono ancora estranei, possono però essere ordinati ad essa, sia pure per un inconsapevole desiderio o voto e solo così poter sperare nella salvezza.
    Infine un ulteriore pronunciamento magisteriale fu provocato dall'insegnamento di alcuni teologi americani che interpretavano l'assioma Extra ecclesiam nulla salus in senso rigorista, concedendo la salvezza solo ai battezzati cattolici e a quei catecumeni che avessero esplicitamente chiesto di entrare nella chiesa cattolica. Il vescovo di Boston, Mons. Cushing, chiese l'intervento del Sant' Ufficio, la cui risposta, pur riaffermando la dignità dogmatica dell'assioma, ne condannò l'interpretazione rigorista riprendendo le tesi dell'ignoranza invincibile e del voto implicito (Cfr. DS, 3866-3873. Tra questi il gesuita P. Leonard Feeney, non accettò le indicazioni del magistero e subì la scomunica il 4 febbraio 1953).
    Paolo VI nell'enciclica Ecclesiam Suam del 6 agosto 1964 così si esprimeva: "Non vogliamo rifiutare il nostro rispettoso riconoscimento ai valori spirituali e morali delle varie confessioni religiose non cristiane; vogliamo con esse promuovere e difendere gli ideali che possono essere comuni nel campo della libertà religiosa, della fratellanza umana, della buona cultura, della beneficenza sociale e dell'ordine civile. In ordine a questi comuni ideali un dialogo da parte nostra è possibile; e noi non mancheremo di offrirlo laddove, in reciproco e leale rispetto, sarà benevolmente accettato".
    La dichiarazione Nostra Aetate è il testo nel quale si è affrontato direttamente il rapporto della chiesa cattolica con le altre tradizioni religiose, essa però, essendo anche uno degli ultimi documenti conciliari, può essere compresa solo rifacendoci ai vari interventi inerenti al tema che si trovano qua e là negli altri testi approvati dai padri.
    Prima di tutto va detto che il Concilio non usa più l'espressione extra ecclesiam nulla salus, pur confermandone il contenuto quando afferma che la chiesa peregrinante è necessaria alla salvezza.
    Ma forse la novità più significativa sta nell'aver superato l'ecclesiologia esclusiva della Mystici corporis. Papa Pio XII aveva in essa sostenuto che la chiesa voluta da Cristo si identifica con la chiesa cattolica e solo con essa. Il Concilio ha qui una posizione più sfumata quando sostiene che la chiesa di Cristo sussiste nella chiesa cattolica.
    Perciò l'essenzialità della chiesa in merito alla salvezza viene accompagnata nella dottrina conciliare dalla consapevolezza di diversi livelli di appartenenza ad essa, con la precisazione che man mano gli uomini vengono a conoscenza di questa verità, sono tenuti ad aderirvi per potersi salvare.
    A partire dalla consapevolezza che "lo spirito Santo operava nel mondo prima ancora che Cristo fosse glorificato", il Concilio riconosce elementi di verità e grazia presenti in tradizioni, riti, culture, iniziative religiose diverse dal cristianesimo. Essi vanno valorizzati, purificati ed elevati per quegli elementi di verità che portano in sé.
    Resta il fatto che per il concilio la chiesa cattolica è l'unica via ordinaria di salvezza data da Dio, le altre religioni, pur buone, in quanto contengono i germi del Verbo, necessitano di essere portate a compimento. Da qui la spinta missionaria della chiesa, ma anche l'apertura al dialogo.
    La novità di questo testo sta nel fatto che non viene presa in considerazione la condizione dei singoli e le loro possibilità di salvezza, bensì direttamente le altre tradizioni religiose che ricevono una valutazione.
    Fin dall'antichità ogni popolo ha intuito la presenza di una forza arcana sottesa agli avvenimenti della vita, spesso ha riconosciuto in essa la Divinità, il Dio creatore ed ha cercato di dare un senso religioso alla propria esistenza.
    Con il progresso della cultura si sono venute formando le religioni quale tentativo umano di penetrare la verità nascosta delle cose, il senso dell'esistenza, il destino ultimo di ogni uomo. Ciò fu fatto attraverso i miti e la filosofia, proponendo una vita ascetica e una profonda meditazione come nell'induismo. Il buddismo ha poi giustamente riconosciuto la povertà di questo mondo mutevole e insufficiente per la piena realizzazione dell'uomo cercando vie di purificazione e di distacco da ciò che è solo provvisorio e illusorio. Ugualmente tutte le altre religioni sono un tentativo, sono vie per rispondere alla sete di assoluto e di senso presente nel cuore inquieto dell'uomo di ogni tempo.
    La chiesa è però consapevole di dover annunciare colui che è "via, verità e vita" esortando al dialogo e alla collaborazione riconoscendo i valori morali, spirituali e socio-culturali presenti nei seguaci delle altre religioni.
    Una particolare attenzione viene poi dedicata dal documento ai musulmani e agli ebrei.
    Il testo termina con un richiamo alla paternità universale di Dio creatore e alla conseguente necessità per gli uomini di riconoscersi tutti come fratelli superando ogni discriminazione "per motivi di razza e di colore, di condizione sociale o di religione".
    Poiché viene dunque ammessa la presenza di una verità nelle religioni non cristiane, si pone la questione se esse possano considerarsi autenticamente vie di salvezza. Il Concilio non arriva ad affermare tanto, esso riprende l'antica dottrina dei semi del Verbo per affermare che in tutte le religioni si possono trovare elementi buoni che sono però tali solo in quanto riflettono la luce del Verbo.
    E' indubbio che questa dichiarazione ha gettato le basi per il dialogo interreligioso Tutto il linguaggio della dichiarazione tende a superare gli antichi contrasti in favore di una nuova comprensione, rispetto, stima reciproca. Pur in questo panorama di accoglienza e valorizzazione, la chiesa resta comunque sempre chiamata ad annunciare il Cristo in cui crede che solo è fonte di salvezza, ma senza le imposizioni di un tempo. Ormai l'evangelizzazione e il dialogo dovranno andare, quindi, sempre uniti.

    Le religioni possono esercitare un influsso positivo sul destino di chi ne fa parte e ne segue le indicazioni con sincerità di spirito. Ma se l'azione decisiva per la salvezza è opera dello Spirito Santo dobbiamo tener presente che l'uomo riceve soltanto da Cristo, mediante lo Spirito Santo, la sua salvezza. Essa ha inizio già nella vita terrena, che la grazia, accettata e corrisposta, rende fruttuosa, in senso evangelico, per la terra e per il cielo. Di qui l'importanza del ruolo indispensabile della Chiesa, la quale “non è fine a se stessa ma fervidamente sollecita di essere tutta di Cristo, in Cristo e per Cristo, e tutta degli uomini, fra gli uomini e per gli uomini”. Un ruolo che non è dunque “ecclesiocentrico” come a volte si è detto: la Chiesa non esiste infatti né lavora per se stessa, ma è al servizio di una umanità chiamata alla filiazione divina in Cristo (cf. Giovanni Paolo II, “Redemptoris missio”, 19). Essa esercita perciò una mediazione implicita anche nei confronti di quanti ignorano il Vangelo. Ciò non deve però portare alla conclusione che la sua attività missionaria sia in tali circostanze meno necessaria. Tutt'altro. In effetti chi ignora Cristo, pur senza sua colpa, viene a trovarsi in una condizione di oscurità e di carestia spirituale con riflessi negativi spesso anche sul piano culturale e morale. L'azione missionaria della Chiesa può procurargli le condizioni di pieno sviluppo della grazia salvatrice di Cristo, proponendo l'adesione piena e consapevole al messaggio della fede e la partecipazione attiva alla vita ecclesiale nei sacramenti. Questa è la linea teologica tratta dalla tradizione cristiana. Il magistero della Chiesa l'ha seguita nella dottrina e nella prassi come via segnata da Cristo stesso per gli apostoli e per i missionari di tutti i tempi.

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Scusate la lunghezza!

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Nov 2006
    Località
    Difendi, Conserva, Prega!
    Messaggi
    15,330
     Likes dati
    2
     Like avuti
    75
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lo leggerò tra oggi e domani

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Sep 2004
    Messaggi
    1,844
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Le posizioni di Giacomina sono, in buona sostanza, le posizioni del magistero cattolico tradizionale in velata antitesi con quello recente (non a caso si definisce "cattolica confusa" la qual definizione mi fa ricordare una definizione simile nel libro italiano di mons. Lefebvre "Lettera ai cattolici perplessi").
    Il rapporto appartenenza-dialogo, non è dei più semplici e non si risolve facilmente come nello scritto (per altro esauriente) di Lepanto.
    Nella pratica ci sono atteggiamenti contrastanti che oscillano dal fondamentalismo (ci sono movimenti cattolici che "strappano" di mano le bibbie protestanti ai fedeli cattolici, in America Latina, ad es.), al puro irenismo (in fondo, ogni via porta a Dio).
    A seconda di dove uno attinge (magistero tradizionale o magistero attuale) trae comportamenti di un tipo o di un altro tipo.
    Questo determina anche due "modi" o "stili" di evangelizzazione: evangelizzazione impositiva, negazione pratica dell'evangelizzazione.

    Mantenere una via mediana non è facile e trovare una armonia nella pratica partendo da quanto dice Lepanto non è così frequente.

    Sono dell'avviso che chi evangelizza prima di dare ogni direttiva e dovere a chi incontra dovrebbe vivere intensamente il messaggio cristiano.
    E, per la verità, nell'atteggiamento tradizionale missionario era prevista la precedenza della contemplazione sull'azione. Un "contemplativo" perfetto è missionario in massimo grado. Questo principio è assai vicino alla prassi antica.
    Purtroppo spesso il missionario invece di avere questo atteggiamento si butta sul "fare" per una semplice avversione alla vita di preghiera, il che significa costruire sulla sabbia.

    Nascono così certi "dialoghi" che non portano a nulla (siamo tutti uguali) o certe imposizioni taglienti che alla lunga possono solo fare del male.

  9. #9
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Informatore Visualizza Messaggio
    Le posizioni di Giacomina sono, in buona sostanza, le posizioni del magistero cattolico tradizionale in velata antitesi con quello recente (non a caso si definisce "cattolica confusa" la qual definizione mi fa ricordare una definizione simile nel libro italiano di mons. Lefebvre "Lettera ai cattolici perplessi").
    Il rapporto appartenenza-dialogo, non è dei più semplici e non si risolve facilmente come nello scritto (per altro esauriente) di Lepanto.
    Nella pratica ci sono atteggiamenti contrastanti che oscillano dal fondamentalismo (ci sono movimenti cattolici che "strappano" di mano le bibbie protestanti ai fedeli cattolici, in America Latina, ad es.), al puro irenismo (in fondo, ogni via porta a Dio).
    A seconda di dove uno attinge (magistero tradizionale o magistero attuale) trae comportamenti di un tipo o di un altro tipo.
    Questo determina anche due "modi" o "stili" di evangelizzazione: evangelizzazione impositiva, negazione pratica dell'evangelizzazione.

    Mantenere una via mediana non è facile e trovare una armonia nella pratica partendo da quanto dice Lepanto non è così frequente.

    Sono dell'avviso che chi evangelizza prima di dare ogni direttiva e dovere a chi incontra dovrebbe vivere intensamente il messaggio cristiano.
    E, per la verità, nell'atteggiamento tradizionale missionario era prevista la precedenza della contemplazione sull'azione. Un "contemplativo" perfetto è missionario in massimo grado. Questo principio è assai vicino alla prassi antica.
    Purtroppo spesso il missionario invece di avere questo atteggiamento si butta sul "fare" per una semplice avversione alla vita di preghiera, il che significa costruire sulla sabbia.

    Nascono così certi "dialoghi" che non portano a nulla (siamo tutti uguali) o certe imposizioni taglienti che alla lunga possono solo fare del male.
    Grazie del contributo ampiamente condivisibile.

  10. #10
    Forumista
    Data Registrazione
    26 Jan 2008
    Messaggi
    332
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Antitesi? L'antitesi è in chi cerca di dire storicizzare il magistero, dicendo che andava bene in un periodo e che oggi, sostanzialmente, deve intendersi superato, e da leggere alla luce di quello più recente, anche laddove vi sia un grado di cogenza inferiore in base alla volontà del legislatore stesso. In sostanza capovolgendo il processo ermeneutico.

 

 
Pagina 1 di 24 1211 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Sono confusa... Man and the city
    Di jena62 nel forum Fondoscala
    Risposte: 73
    Ultimo Messaggio: 13-05-08, 21:33
  2. Situazione politica confusa....
    Di giusk80 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-01-08, 23:01
  3. Societa’ Confusa ....
    Di Ulrich Realist nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-08-07, 22:29
  4. Una Societa’ Confusa
    Di Ulrich Realist nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 06-06-07, 09:28
  5. Societa’ Confusa
    Di Ulrich Realist nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 30-05-07, 17:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito