Ho visto il thread aperto sui film basati sui racconti e i libri di Philip Dick e subito ho penato di aprirne uno su tutto quello che ha scritto e sulla ua vita. Quest' uomo e' stato un genio, un genio nell'essere umano e nel raccontare l'umanita' le gioie e le sofferenze dells vita, la propria. Le contorsioni mentali, le teorie cosmogoniche, la ricerca di Dio nel mondo trash della fantascienza...tutto fa di lui un autore unico...
Questo thread e' aperto a chi ne volesse parlare, richieere o discutere
Inizio postando il suo "manifesto" la bussola della sua ricerca...
L’Evoluzione di un Amore Vitale
Un tempo la mia era una ricerca della realta', che avevo formulato come: "Cosa e' reale?" "Cosa non lo e'?".
Ma credo che invece la domanda "cosa e' umano?" “Cosa non lo e’?” sia piu’ vitale e che fosse presente gia’ allora, sotto l’altra.
Dopotutto, la parte di reale che ci consente di fare qualcosa della nostra vita, di cui possiamo fare tesoro e’ proprio la realta’ stessa degli altri umani.
Definire cosa e’ reale equivale a definire cosa e’ umano, se si e’ interessati agli umani. Chi non prova interessere per loro e’ un soggetto schizoide, un androide: dunque non umano e quindi non reale.
Se vi riconoscete in questa tipologia, dovrete risolvere il vostro problema da soli, senza il mio aiuto perche’ non provo una grande simpatia per voi. Questo perche’, in verita’, cio’ che manca in voi – androidi – e’ la simpatia, una forma di simpatia essenziale, intesa come sentimento empatico verso la vita altrui e se non l’avete per noi, non riusciamo a immaginarci come noi potremmo averne nei vostri confronti. E’ possible avere questa empatia solo se reciproca. Potete entrare nel nostro gruppo in qualsiasi momento: tutto cio’ che dovete fare e’ provare interesse per noi, non per il modo in cui potremmo riuscirvi utili, ma cosi’ come siamo: stupidi e inutili, inefficienti contraddittori, sbagliati e sciocchi, pigri e creduloni e cosi’ via – tutti elementi che bloccano il nostro potenziale valore di utilizzo in quanto oggetti. Che ostacolano la reificazione che operereste su di noi.
Philip K. Dick, 1968
Tanto per spiegare questa ricerca di realta' umana ricordo che il mondo immaginario che ricreava in ogni suo libro diventava autonomo, quasi un compagno di viaggio per lui, questo data luogo talvolta a complicazioni non indifferenti per la trama: se un personaggio diceva no nad un azione era no che si traduceva nel libro...
Ricordo bene a questo proposito le ultime pagine di "Abramo Lincoln Androide" in cui il simulacro si lascia andare alla piu' cup depressione rievocando episodi della sua vita reale.. come hanno detto in tanti i libri di Dick sonop veri perche' capisci che c'e' veramente la sua vita li' dentro, la sua emozione, parti importanti di autobiografia e tanto tanto amore per gli uomini "umani"... per gli ultimi, come la sua vita ha dimostrato




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