Trieste: «Più soldi allo Stabile, il Mittelfest ne prende troppi»
Messaggero Veneto — 23 luglio 2008 pagina 19 sezione: CULTURA - SPETTACOLO
TRIESTE. La stagione 2007/2008 dello Stabile regionale è contrassegnata da un bel più, incoronandolo così come quarto teatro in Italia per affluenza di pubblico, dopo il Sistina, il Diana e l’Augusteo di Napoli, primo invece nell’Italia settentrionale, sbaragliando Milano e primo nel Triveneto dove stacca di netto il Teatro Nuovo di Verona che conta appena 55.648 presenze contro le 169.126 del Rossetti. In sintesi: le presenze totali, 184.963, hanno registrato un incremento del 24,73 per cento; gli abbonamenti emessi sono stati 13.133 (+16,8%); l’incasso degli abbonamenti si è attestato su 1.659.933 euro (+29,28%), mentre quello complessivo sui 3.289.151 euro (+33,7%). Infine sono stati 75 i titoli rappresentati in sede. A gratificare ulteriormente il lavoro è stata anche l’assegnazione del Biglietto d’Oro per Vita di Galileo, come spettacolo con maggior numero di repliche e maggior sbigliettamento. Presidente e direttore, rispettivamente Paris Lippi e Antonio Calenda, non potevano pertanto che dichiararsi soddisfatti ieri mattina in sede di conferenza stampa, nonostante lo spettro dei tagli previsti a livello nazionale e di cui molto si sta parlando nelle ultime settimane. Tuttavia, nonostante le preoccupazioni, Calenda ha di nuovo ribadito: «Da sempre contiamo sulle nostre risorse che costituiscono il 70 per cento delle entrate, mentre il restante 30 per cento è costituito dai finanziamenti pubblici, quando invece ci sono teatri che dipendono esclusivamente da questi ultimi». A suffragare quanto affermato dal direttore, il presidente Lippi ha confidato che la Regione «dia un giusto riconoscimento all’attività del Politeama che per il momento riceve annualmente un milione e 200.000 euro contro, invece, il milione e 800.000 euro dati al Mittelfest per un festival che si esaurisce in una decina di giorni». Chiaro dunque il messaggio inviato alla Regione.Visti i tempi non facili che si prospettano, anche se grazie ai risultati ottenuti lo Stabile può vivere con discreta serenità, Calenda ha aggiunto: «Bisognerà cambiare rotta. C’è la necessità di creare un teatro più stanziale, creando 6 o 7 spettacoli nostri da mettere in repertorio, utilizzando la nostra compagnia stabile e i nuovi talenti della scuola che abbiamo avviato».Curiosità, ovvio, per le anticipazioni sulla nuova stagione che verrà annunciata nella sua completezza a fine agosto. L’apertura è prevista con due produzioni per la regia di Calenda. To be or not to be, con Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzucato, musiche di Nicola Piovani, tratto dal testo di Melchior Lengyel (adattato da Maria Letizia Compatengelo) da cui Lubitsch fece nel ’42 l’omonimo film e La Rigenerazione di Svevo con Gianrico Tedeschi. Nel cartellone prosa, ospiti anche Mariangela Melato con Sola me ne vo, il Così è (se vi pare) di Castri e La parola ai giurati di Reginald Rose con Alessandro Gassman. Nel cartellone “Musical e Grandi eventi” spicca un omaggio a Garinei e Giovannini con Il giorno della tartaruga, ma anche Robin Hood interpretato da Frattini e Gran varietà Brachetti. Per la danza, l’Alvin Ailey American Dance Theater e per “Altripercorsi”, La vita xè fiama di Roberto Damiani e Gomorra di Saviano.Erica Culiat




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