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  1. #1
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    Predefinito Marcinelle: 52 anni fa la tragedia

    MARCINELLE: 52 ANNI FA LA TRAGEDIA MARCINELLE - Con il pensiero rivolto ai tre morti ogni giorno sul lavoro in Italia e ai drammi quotidiani legati all'emergenza immigrazione, la comunità italiana del Belgio si è stretta oggi attorno alle famiglie dei 262 minatori morti asfissiati come topi a 975 metri di profondità, l'8 agosto del 1956, nelle miniere di Marcinelle, nella regione francofona belga. Centotrentasei erano italiani.

    Una commemorazione che ogni anno riporta sui luoghi della memoria - il Bois du Cazier, oggi trasformato in museo - centinaia di italiani, figli di emigrati e di ex minatori, che arrivano anche dalle regioni italiane più colpite dalla tragedia, come il Molise, l'Abruzzo, la Puglia. Dal sud dell'Italia furono migliaia a rispondere all'appello lanciato in virtù dell'accordo economico firmato tra il Belgio e l'Italia nel dopoguerra: manodopera in cambio di carbone. E il contributo umano di quella migrazione fu altissimo: dal 1946 al 1963 furono 867 i minatori italiani morti nelle miniere del regno belga.

    "Marcinelle rappresenta un pezzo di storia dell'immigrazione italiana e della costruzione dell'Europa sociale, ma rappresenta anche un grande monito per oggi", ha detto il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, giunto da Roma con l'ex ministro per gli italiani nel Mondo Mirko Tramaglia. "Marcinelle ci ricorda le morti bianche, gli incidenti e gli infortuni sul lavoro che sono un problema prioritario per una comunità che vuole vivere con equilibrio. Marcinelle è una lezione per chi deve affrontare responsabilmente questo problema", ha ammonito, rilevando che da Marcinelle arriva anche la lezione di riservare "un occhio più responsabile" al fenomeno dell'immigrazione in Italia.

    "Tanti morti sul lavoro hanno un nome straniero", ha ricordato Mantica. "E se è giusto combattere la clandestinità, dobbiamo anche saper comprendere il bisogno di lavoro e di progresso sociale che porta tanti immigrati nel nostro Paese". Analogo il messaggio dell'ambasciatore italiano in Belgio, Sandro Maria Siggia. "Il ricordo dei minatori morti deve essere tramandato alle nuove generazioni in memoria dell'epopea dell'immigrazione e di ciò che ha significato per il nostro Paese", ha sottolineato l'ambasciatore.

    "Senza le rimesse di questi immigrati, il miracolo economico italiano non ci sarebbe stato o sarebbe stato rimandato di molto". In un'atmosfera carica di commozione, alle 8.10 sono cominciati i 262 rintocchi della campana di Bois du Cazier: uno per ogni morto. Cinque rintocchi per la famiglia Iezzi, che nel pozzo maledetto ha lasciato due fratelli e tre altri familiari. La vittima più giovane, Antonio Sacco, aveva solo 16 anni ed era la prima volta che scendeva in profondità. A ricordare il sacrificio di ognuno di loro, decine di vecchi minatori, con l'elmetto e la lampada accesa in testa. Testimoni di un mondo ormai scomparso, ma che rappresenta un monito per l'oggi. "Sono passati 52 anni, ma la sicurezza nei posti del lavoro non è ancora garantita, come ci dimostrano le tragedie della Thyssen e le troppe morti bianche", ha commentato Antonio Panzeri, vice presidente della Commissione affari sociali e occupazione del parlamento europeo.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si...733890770.html

  2. #2
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    8 agosto 1956, a Marcinelle è tragedia Nelle miniere del Bois du Cazier, nel sud del Belgio, morirono 262 minatori. 136 erano italiani, moltissimi erano pugliesi. Oggi cerimonia di commemorazione alla presenza dell'ambasciatore italiano BRUXELLES - Alle 8.10 sono cominciati i 262 rintocchi in ricordo delle vittime della tragedia che l’8 agosto 1956 costò la vita a 262 minatori, 136 italiani, nelle miniere del Bois du Cazier a Marcinelle, nel sud del Belgio.

    La cerimonia si è svolta alla presenza dell’ambasciatore italiano in Belgio, Sandro Maria Siggia, e di numerosi rappresentanti dei minatori italiani: una sessantina quelli presenti con l’elmetto e la lampada accesa sulla fronte. Nessuno di loro è stato diretto testimone della tragedia di Marcinelle, in quanto l’ultimo minatore coinvolto nell’incidente di 52 anni fa è morto lo scorso anno.

    Dopo la cerimonia al Bois du Cazier per ricordare i minatori italiani, ma anche i loro compagni di squadra belgi, francesi, tedeschi, russi, ucraini e di altre nazionalità rimasti intrappolati infondo al pozzo, le autorità, i cittadini e anche molte delegazioni provenienti dalle regioni italiane più colpite (soprattutto Abruzzo, Molise e Puglia), hanno deposto dei fiori al monumento internazionale alle vittime del lavoro, eretto in piazza a Marcinelle.

    “La tragedia di Marcinelle ci ricorda molte cose che restano ancora oggi: il problema della sicurezza nel mondo del lavoro, i problemi legati all’immigrazione”, ha commentato Antonio Panseri, vicepresidente della commissione Affari sociali e Occupazione del Parlamento Europeo.

    “Marcinelle è stata una tragedia dolorosissima che ha tracciato però la strada per costruire un Europa sociale. Marcinelle – ha rilevato Panseri – è un simbolo tragico che ha fatto cambiare rotta alla politica sociale in Europa”.

    8/8/2008

    http://www.lagazzettadelmezzogiorno....&IDCategoria=1

  3. #3
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    La Fondazione Giuseppe Di Vittorio commemora Marcinelle
    07.08.2008 1458
    Marcinelle - No, non è una consuetudine nostalgica ogni anno il ricordo di Marcinelle. E' un momento di dolore vivo, di riflessione, di ricordo, di monito.
    Per noi della Fondazione Giuseppe Di Vittorio è soprattutto un impegno. Pensiamo a quei nostri minatori che l'8 agosto 1956 non trovarono una via di scampo e morirono, quasi tutti in giovane età, proprio dove avevano sperato di trovare un'esistenza di dignità, di lavoro, di affetti familiari ricostruiti dono un'emigrazione amara ed ineluttabile.
    Di lavoro si continua a morire. Ogni giorno abbiamo notizia di morti sul lavoro, di ragazzi che perdono la vita appena cominciata , di lavoratori che vengono da terre lontane e povere per trovare una fine ingiusta e terribile, di vittime spinte nell'oblio della morte, dopo una cronaca tragicamente rapida e ripetitiva.
    Il Presidente Napolitano ha più volte richiamato l'attenzione su queste morti, ha chiesto di intervenire concretamente e con urgenza.
    Eppure tutto continua come prima. Spesso gli stessi parlamentari che hanno presenziato alle cerimonie ufficiali o hanno rilasciato dichiarazioni e promesse, al momento di votare norme di protezione e di tutela per le vittime del lavoro si defilano e votano contro le proposte di chi vorrebbe una maggiore protezione per evitare queste morti.
    Andiamo a Marcinelle ad onorare quelle vittime della miniera che non possiamo dimenticare .Andiamo a Marcinelle per innalzare il più bel monumento che si possa costruire per onorarli: l'impegno onesto ed autentico per evitare altre morti, per aprire corsi di formazione per i lavoratori, per migliorare le strutture di protezione di sicurezza, per individuare le responsabilità di chi manca al proprio dovere.
    Non bastano le parole retoriche di alcuni politici che visitano le miniere, gli stessi che in Parlamento dimenticano con disinvoltura quanto hanno appena promesso.
    La Fondazione Giuseppe Di Vittorio è presente a Marcinelle per ricordare i minatori dell'8 agosto 1956, per onorarli con la promessa che il lavoro dia pane e dignità e non il buio della morte, in Italia, in Europa e nel mondo.




    http://www.newsitaliapress.it/pages/..._lnk=14_143965

  4. #4
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  5. #5
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  6. #6
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  7. #7
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    Se andate a vedere la stampa di destra dell'epoca, il grosso sminuì la tragedia dato che si trattava "solo di minatori e meridionali", giungendo a riprendere l'epiteto usato dall'Uomo Qualunque verso Di Vittorio : "il cafone di Cerignola".

 

 

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