Ora, non apro questo thread sull'onda delle Olimpiadi e non lo apro per il moralismo tanto in voga da certe parti.
L'aspetto che mi interessa non dico analizzare ma approfondire, è il rapporto della Repubblica Popolare Cinese attuale con il Socialismo.
Se non erro, l'instaurazione di una società socialista (e magari poi Comunista) dovrebbe passare dalla lotta di classe, dal predominio della classe lavoratrice sulle altre classi e, last but not least, dalla tutela dei lavoratori nella fase di transizione dal capitalismo al socialismo.
Ora, a prescindere dal "liberismo patriottico" (definizione non mia), dove a un'impresa è consentito operare fin quando non lede gli interessi della comunità e il governo del Partito che più l'avanguardia di leninista memoria della classe operaia appare (fortunatamente, secondo la visione da FODRIA) la continuazione dell'imperiale classe mandarina, mi risulta difficile comprendere come mai molti militanti comunisti esaltano l'introduzione di una norma (socialista quanto si vuole) che vieta il licenziamento di un lavoratore senza giusta causa dopo dieci anni di lavoro continuato in una data azienda, mentre nel nostro ordinamento suscita (e direi giustamente) repulsione ogni tentativo di rafforzare il lavoro precario e il famoso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori è avanti anni luce rispetto alla recente norma cinese e teoricamente socialista.
Sostanzialmente, prescindendo dall'esempio sopra riportato, mi chiedo le ragioni che portano al sostegno non dico acritico ma quasi della Cina Popolare e se queste esulano dal sostegno dovuto alla bandiera di una Nazione che si autoproclama "socialista" ma che al contempo sembra avere molto meno socialismo di un'isoletta come Cuba o di una qualsiasi socialdemocrazia scandinava.
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