pubblico di seguito un articolo che uscirà nel prossimo numero del jornale de I veneti
Süd-Tirol: Tirolesi, un popolo orgoglioso della propria identità
Il 2 agosto ’08 una delegazione del Movimento Politego “I Veneti”, composta da Patrik Riondato (Presidente), Fabrizio Disarò (membro del Minor Consijo) e Giacomo Mirto (Socio Sostenitore), si è recata in Süd-Tirol per un incontro conoscitivo con il Süd-Tiroler Freiheit, movimento indipendentista nato da poco più di un anno e guidato dalla consigliere dott.sa Eva Klotz.
Tale incontro si è dimostrato, più di un semplice scambio tra due movimenti politici, grazie all’infinita disponibilità di Lorenz Puff, responsabile di Bozen del Süd-Tiroler Freiheit che ci ha tra l’altro accompagnato per la città partendo da Gries in un giro turistico per vedere alcuni monumenti e luoghi di interesse storico.
Con nostra sorpresa abbiamo constatato che in pieno centro è rappresentata la massima espressione dello sfacelo che lo stato italiano ha perpetrato in questa terra.
Sono tuttora in piedi dei complessi costruiti in epoca fascista, raffiguranti Benito Mussolini e archi con simboli apertamente fascisti.
Questi monumenti-vergogna che in una qualsiasi altra parte della penisola sarebbero stati immediatamente tolti dopo la caduta del fascismo, qui sono rimasti come a ricordare ai tanti tirolesi che non si sentono italiani, che qua siamo in Italia e la situazione non cambierà…per ora.
Girando in macchina con Lorenz, ci è parso veramente di partecipare a un viaggio diplomatico in una nazione amica.
Bello, molto bello.
Il tour prosegue uscendo dal centro e percorsi pochi chilometri ci si immerge immediatamente in paesaggi da favola circondati da alte montagne e da boschi infiniti.
La temperatura è calda, ma grazie all’essenza di umidità e alla presenza di un costante venticello fresco si stava veramente bene.
Ci fermiamo in un tipico agriturismo,a Andrian dove per oltre 3 ore siamo stai comodamente seduti con delle vigne, che facendoci da tetto, ci riparavano dal sole, creando una penombra molto suggestiva.
Li siamo entrati nel merito dell’incontro: la politica.
Illustrando brevemente la situazione del Süd-Tirol e del Veneto, si viene a sapere ad esempio che la regione qua praticamente non esiste, tutti i poteri sono in mano alla provincia autonoma di Trento e di Bozen.
Possono legiferare praticamente su qualunque materia, escluso le poste, le piene competenze delle tasse e la polizia.
Ci spiega inoltre che quando sente politici italiani dire che loro stanno bene grazie ai finanziamenti dello stato gli viene da ridere in quanto il motivo del loro benessere è dato dal fatto che il 90% delle loro tasse resta a Bozen e solo il 10% va a Roma.
I rapporti con lo stato sono pochissimi, in quanto le poche materie su cui Roma può legiferare devono prima essere approvate dal governo di Bozen, per poter essere applicate.
La lontananza dall’Italia in sintesi, cosa ha comportato?
Il loro benessere.
La disoccupazione non esiste e si fa fatica a trovare giovani senza un lavoro.
I prodotti di prima necessità costano pochissimo, pensate che una confezione di latte con marchio Tirolmilch costa 0.75 cent!
Con i LORO soldi possono sistemare le scuole le strade e le montagne, fonte di ricchezza derivante dal turismo.
A scuola fin dall’asilo viene insegnato il tedesco, la loro lingua e girando nei bar e nei supermercati tutti dai più giovani ai più anziani lo parlano.
Il loro movimento, nonostante sia giovane, ha ottenuto risultati molto rilevanti: basti pensare che in un anno di attività hanno superato i 1300 tesserati e un consigliere provinciale, dott.sa Eva Klotz con 15.415 preferenze (secondo politico più conosciuto nella provincia di Bozen) e ottenuto le prime pagine dei giornali di mezza Europa per l’iniziativa “Süd-Tirol ist nicht Italien”.
Centinaia di cartelli e adesivi sono stati posizionati sui confini del Süd-Tirol per ribadire che qui non siamo in Italia… e come dargli torto?
Tale iniziativa ha dato molta polarità al movimento soprattutto tra i giovanissimi che hanno visto nel Süd-Tiroler Freiheit l’unico strumento per liberarsi dell’Italia e riappropriarsi interamente della propria identità.
Questo avvicinarsi dei giovani al loro partito gli ha permesso di essere il movimento con i candidati più giovani ti tutto il Süd-Tirol.
Il loro movimento ha come primo obiettivo l’indipendenza del Süd-Tirol dall’Italia.
Una volta ottenuta l’indipendenza sarà il popolo tirolese a scegliere quale sarà il loro futuro:
se creare uno stato a se, richiedere l’annessione all’Austria ( dato che diversi politici austriaci sarebbero intenzionati a mettere nel programma per le prossime elezioni anticipate proprio la riannessione del Süd-Tirol all’Austria) oppure tentare di ricostruire una nazione con i confini storici del Tirolo.
Una volta degustato i tipici Schlutzkrapfen siamo stati ospiti a casa di Lorenz, dove un buon caffè e l’immancabile scambio di bandiere ha concluso la giornata passata a Bozen cha sarà motivo di
riflessioni e analisi dei vari argomenti trattati.
In conclusione si può dire che il Süd-Tirol, grazie all’ampia autonomia ottenuta fin dal 1946 e ratificato finalmente nel 1992ha potuto non solo mantenere, ma rafforzare la propria identità , grazie alla possibilità di utilizzare in ogni campo la propria lingua, sapendo tramandare i propri usi e la propria cultura.
Ciò non è stato semplice, ma è quello che mi auguro succeda anche nel Veneto affinché un giorno, i due popoli, non si parlino più come due regioni serve dello stato italiano ma come due nazioni libere in un’Europa dei popoli.
Giacomo Mirto
www.iveneti.org




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