Il vessillo del Veneto sventola regolarmente all’esterno, ma il preside ha detto no ad averlo in classe
All'Ipsa una "guerra" di bandiere
Una polemica con gli studenti che coinvolge anche il vicepresidente della Regione Luca Zaia
Montebelluna
La bandiera veneta sventola da anni a fianco di quella italiana e di quella europea. Ma qualche studente la vorrebbe anche in classe e così scoppia "il caso". Proprio in uno degli istituti scolastici che, per primi, hanno dato risalto al Leone di San Marco. La vicenda si è verificata in questi giorni all'Ipsa "Domenico Sartor" di Montebelluna, sede staccata dell'istituto di Castelfranco. Qui, infatti, qualche studente, sull'onda del movimento che preme per l'esposizione della bandiera nei luoghi istituzionali, ha chiesto che venisse esposta nelle classi. Ottenendo un no del dirigente scolastico Franco Pivotti. Che spiega: "Il nostro istituto è stato uno dei primi ad esporre la bandiera veneta, nel cui valore credo fermamente. Quando però mi è stata sottoposta l'ipotesi di esporla nelle classi, ho detto no. Avrei fatto lo stesso per quella italiana e per quella europea. In classe c'è invece, da sempre, il crocifisso, mentre non tollero i poster. Questa è la regola e se, per ipotesi, dovesse essere cambiata, farei ovviamente esporre tutte le bandiere". A dimostrazione però del proprio legame per il vessillo tanto caro in particolare al vicepresidente della Regione Luca Zaia, il dirigente ha deciso di incontrare domani gli studenti, proprio allo scopo di spiegare loro il valore della bandiera veneta e delle bandiere in generale. "Si tratta di qualcosa in cui credo. Anzi, mi indigno moltissimo con quelle istituzioni che invece non espongono tale simbolo". Ma secondo Luca Zaia "l'esposizione della bandiera, anche in classe, non è illegale: identifica la nostra Regione e ricorda i mille anni della Repubblica Serenissima, la prima forma di democrazia in un'Europa ricorma a quel tempo di monarchie". In alcune scuole, però, "la bandiera del Veneto è stata scambiata da alcuni docenti per una bandiera politica, fatta togliere e strappata" con gli studenti minacciati di sospensione. E, secondo Diego Velo, coordinatore del movimento degli studenti che richiedono l'esposizione della bandiera, all'istituto di Montebelluna si sarebbero verificati appunto gli episodi più fastidiosi "di intolleranza al vessillo regionale".
Un intervento nella doppia veste di insegnante dell’Ipsa e di consigliere delegato alle politiche giovanili
Bandiera, Poloni bacchetta Zaia
«Avrebbe fatto meglio quando era alla Provincia, a pensare all’edilizia scolastica»
Montebelluna
Poloni bacchetta Zaia sul caso bandiera all'Ipsa. Nella doppia veste di insegnante dell'istituto professionale di Stato per l'agricoltura e di attuale consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune Loris Poloni è intervenuto ieri con toni molto aspri sulla polemica legata alla mancata collocazione della bandiera del Veneto all'interno delle classi della scuola (vessillo che sventola regolarmente all'esterno (n.d.r.).
«Zaia si vergogni -afferma- invece di preoccuparsi di questa questione dovrebbe pensare o perlomeno avrebbe dovuto farlo quando era presidente della Provincia, alla situazione strutturale di questa e altre scuole di Montebelluna. All'Ipsa in particolare si chiede da anni di intervenire sulle porte d'ingresso: i ragazzi infatti sono costretti ad usare quelle laterali per questioni di sicurezza. Se Zaia quando era presidente avesse investito meno fondi su discutibili iniziative promozionali e più sull'edilizia scolastica le scuole di Montebelluna non sarebbero in questa situazione».
E a proposito della bandiera aggiunge: «Io stesso ho detto ai miei alunni di toglierla anche perchè c'era il rischio che venisse identificata con un preciso gruppo politico».
Anche il sindaco Laura Puppato polemizza: «I giovani si nutrono di assoluto e non stupisce che alle volte sposino delle idee "estreme". Stupisce invece che lo faccia una persona adulta, matura e con un preciso ruolo istituzionale. Continuando di questo passo finiremo per discutere della collocazione delle bandiere nei bagni pubblici».




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Da una parte stiamo assistendo ad una presa di coscienza forte di molti giovani che dimostrano il loro attaccamento e il loro amore nei confronti della loro Identità Veneta, a dimostrazione che sentono ancora viva dentro di loro la Storia Veneta, un legame forte con il nostro passato che continua a vivere e che molto ha da insegnare.

