Visualizzazione Stampabile
-
Per la dottrina, per il catechismo, per il magistero si è in peccato, per la coscienza indivudale sovente il peccato è solo un decreto scritturale intimamente incomprensibile. Per la Chiesa è indispensabile un'assoluzione valida; per la coscienza, quando l'evento non collide col suo 'consiglio', l'assoluzione non è indispensabile.
Ma Dio - mi domando - preferirebbe abitare fra le righe di uno scritto o fra gli echi di un detto, oppure trova albergo piàù confortevole nelle profondità insondabili della coscienza umana?
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Dr.Hans
La dottrina è una e parla chiaro. Il Catechismo è uno e parla chiaro. Il Magistero è uno e parla chiaro.
Dunque: se un prete si discosta da questo nucleo dottrinale, è lui a sbagliare e pertanto un Sacramento quale quello della confessione può essere totalmente invalidato.
Della prima parte sono convinto anche io. È la seconda che, stando alla prassi, mi sembra sinceramente debole perchè sottolineando l'assoluta supremazia dottrinale e catechetica del clero sui fedeli risulta dubbia la reale, pratica applicazione (non teorica) di quanto tu scrivi.
Sulla sua invalidazione, come ho già scritto, si dovrebbe pronunciare un Tribunale ecclesiastico, non un fedele (principio valido anche per l'esempio portato da te di seguito)... e poi, una volta assolto, trovo difficile che un fedele si appelli contro una "sentenza" di assoluzione a lui favorevole :rolleyes:
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Thomas Cranmer
Della prima parte sono convinto anche io. È la seconda che, stando alla prassi, mi sembra sinceramente debole perchè sottolineando l'assoluta supremazia dottrinale e catechetica del clero sui fedeli risulta dubbia la reale, pratica applicazione (non teorica) di quanto tu scrivi.
Sulla sua invalidazione, come ho già scritto, si dovrebbe pronunciare un Tribunale ecclesiastico, non un fedele (principio valido anche per l'esempio portato da te di seguito)... e poi, una volta assolto, trovo difficile che un fedele si appelli contro una "sentenza" di assoluzione a lui favorevole
Su questo sbagli e di grosso:
Vi sono poi cinque peccati che non possono essere assolti neanche dal Vescovo, ma si deve ricorrere direttamente al Papa. Si tratta di peccati particolarmente gravi, cui è connessa una scomunica riservata alla Sede Apostolica.
Questi cinque peccati sono:
1. La profanazione della SS. Eucaristia
“Chi getta via le specie consacrate oppure le sottrae o le ritiene a scopo sacrilego, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica” (Can. 1367).
2. La violenza fisica contro la persona del Romano Pontefice
“Chi usa violenza fisica contro il Romano Pontefice, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica” (Can. 1370, § 1).
3. L'assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento.
In altri termini: chi compie atti impuri con un sacerdote, non può essere da lui assolto.
Se questi lo facesse, l’assoluzione è invalida (eccetto che in pericolo di morte, can. 977) e inoltre incorre in una scomunica riservata alla Santa Sede (Can. 1378, § 1).
4. Il conferimento della consacrazione episcopale da parte di un Vescovo, privo del mandato pontificio
“Il Vescovo che conferisca la consacrazione episcopale senza il mandato pontificio, e, similmente, chi riceve la consacrazione dalle sue mani, incorrono nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica” (Can. 1382).
5. La violazione diretta del sigillo sacramentale da parte del confessore
“Il confessore che viola direttamente il sigillo sacramentale, incorre nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica “ (Can. 1388, § 1).
http://www.amicidomenicani.it/leggi_...ote.php?id=888
ma non pensare che solo in quel caso la assoluzione sia invalida. Lo è ogni qualvolta essa contrasti con l'insegnamento di Cristo e della sua Chiesa, ma in quei casi gravissimi bisognerà ricevere l'assoluzione direttamente dal Papa.
Questa pagina può aiutare a capire meglio il discorso delle disposizioni interiori:
http://www.rocciadibelpasso.it/confessione1.htm
-
Si, riconosco la tua preparazione in materia... il mio non era un discorso sui massimi sistemi né teorico. Ma pratico.
Non ho detto che sbagliavi nel principio o nella teoria. Dicevo solo che, nella pratica quotidiana, se il confessore ti assolve... amen!
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Dr.Hans
Vi sono poi cinque peccati che non possono essere assolti neanche dal Vescovo, ma si deve ricorrere direttamente al Papa.
Non li conoscevo, mi sembrano interessanti. Chiaramente sono comportamenti rarissimi che non capitano alle persone normali. Tranne forse il 1o, potrebbe capitare a qualche teen-ager che magari crede solo di fare una burla e non si rende conto della gravita' del gesto. Mi chiedo in quel caso cosa succederebbe... forse non sarebbe veramente considerato "a scopo sacrilego" e quindi basterebbe la confessione regolare. Ma se per esempio un giovane disturbato si facesse abbindolare da qualche deficiente satanista a rubare le ostie, e successivamente si pentisse, cosa dovrebbe fare? Puo' una persona qualunque chiedere di essere confessato dal papa se ha commesso uno di quei 5 peccati mortali? Il papa sarebbe obbligato a confessarlo o potrebbe decidere di no?
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Demogorgon
Non li conoscevo, mi sembrano interessanti. Chiaramente sono comportamenti rarissimi che non capitano alle persone normali. Tranne forse il 1o, potrebbe capitare a qualche teen-ager che magari crede solo di fare una burla e non si rende conto della gravita' del gesto. Mi chiedo in quel caso cosa succederebbe... forse non sarebbe veramente considerato "a scopo sacrilego" e quindi basterebbe la confessione regolare. Ma se per esempio un giovane disturbato si facesse abbindolare da qualche deficiente satanista a rubare le ostie, e successivamente si pentisse, cosa dovrebbe fare? Puo' una persona qualunque chiedere di essere confessato dal papa se ha commesso uno di quei 5 peccati mortali? Il papa sarebbe obbligato a confessarlo o potrebbe decidere di no?
Guarda, ti dirò che non ci ho mai pensato. Ma sicuramente il Papa ricorrerebbe alla misericordia prima che alla semplice giustizia. Non credo che rifiuterebbe di confessare un penitente sinceramente pentito di ciò che ha fatto (ovviamente deve essere anche consapevole: ricordati sempre che se manca la consapevolezza del male commesso, non si può essere in colpa. Acciocché sussistano le condizioni per ritenersi fuori dallo stato di grazia è necessario che sussistano questi due imprescindibili elementi:
- piena coscienza
- deliberato consenso
ovvio che non basta dire: io questo insegnamento della Chiesa non lo riconosco, o "non lo sento" (come oggi va molto di moda dire) come peccato. No. È la coscienza che dev'essere ottenebrata a tal punto, oppure io devo essere in stato di ignoranza tale per cui per me quell'atto non è assolutamente un peccato dal punto di vista della mia coscienza e per come io percepisco "oggettivamente" le cose. Sembra difficile ma non è raro che diverse persone si trovino in tale stato di ottenebrazione / ignoranza.
Per ritornare a te: tu dicevi che non ti senti di fare la Comunione, e in questo dimostri proprio che dentro di te senti che non sei in stato di grazia (ora io non mi permetto di dire come tu ti trovi adesso, per carità! , ma analizzo solo quello che tu dici). Dimostri pienamente insomma che percepisci, per via del Magistero della Chiesa e per via della tua coscienza che è fine e attenta, che hai commesso degli atti intrinsecamente cattivi dal punto di vista della morale. Ecco perchè, nel tuo caso se un prete ti assolvesse senza farti render conto che quello che tu percepisci è realmente un comportamento sbagliato , ma al contrario ti spingerebbea credere che non hai mai fatto nulla di sbagliato, ti darebbe un'assoluzione invalida.
Ma a mio avviso sei sulla strada giusta. Ti manca forse proprio un buon confessore con cui fare assieme il cammino. Da soli infatti non andiamo molto lontano.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Dr.Hans
Guarda, ti dirò che non ci ho mai pensato. Ma sicuramente il Papa ricorrerebbe alla misericordia prima che alla semplice giustizia.
Preciso che non avevo in mente che il papa potesse non voler confessarlo, ma solo mi chiedevo se il papa in persona avrebbe confessato una persona qualunque che lo chiedesse. Forse e' uno scenario che davvero non succede mai, perche' mi sembra difficile immaginare che qualcuno che commetta gli atti di cui sopra (roba pesantuccia, bisogna davvero essere animati da pensieri malevoli) poi si possa pentire.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Dr.Hans
Per ritornare a te: tu dicevi che non ti senti di fare la Comunione, e in questo dimostri proprio che dentro di te senti che non sei in stato di grazia (ora io non mi permetto di dire come tu ti trovi adesso, per carità! , ma analizzo solo quello che tu dici). Dimostri pienamente insomma che percepisci, per via del Magistero della Chiesa e per via della tua coscienza che è fine e attenta, che hai commesso degli atti intrinsecamente cattivi dal punto di vista della morale.
Non sono sulla strada giusta, o se ci sono forse sono girato nella direzione sbagliata.
E' una questione complicata, in cui ragione e istinto mi dicono cose diverse a seconda dei momenti. Non mi sento in alcun modo in disgrazia per via del sesso prematrimoniale ne' per l'uso dei preservativi in se', ne' la mia coscienza ne' la ragione me li fanno sentire atti "cattivi". Ma riconosco che la mia coscienza potrebbe comunque sbagliarsi, e inoltre piuttosto non mi sento in grazia per il fatto di rifiutare quello che la chiesa mi dice a riguardo.
E' come se mia madre (cf. Dio) mi avesse scritto una lettera dicendomi "fidati di questa mia amica (cf. la chiesa) che ti fara' da governante mentre io non ci sono". Io sento che non sto facendo nulla di male, ma la governante mi dice che invece sono malvagio. E piu' passa il tempo, piu' mi manca mia madre e la governante sembra fissarsi su obblighi e divieti di cui mia madre non ha mai parlato. Vorrei riuscire a obbedire convintamente alla governante, invece su alcune cose sono convinto del contrario, e non mi sembra che la governante rappresenti sempre al meglio mia madre. Ovviamente non vorrei mai deludere mia madre, ma mi chiedo se mia madre sarebbe davvero delusa dalla mia disobbedienza verso la governante o non piuttosto dalla mia disobbedienza verso la mia coscienza che dovrebbe essere soprattutto il frutto degli insegnamenti di mia madre stessa. E forse a volte mi chiedo se mia madre ami piu' me o la governante.
-
Caro Demogorgon,
alle volte le tue perplessità riecheggiano anche nella mia mente. Interessante riflettere sul fatto, ad esempio, che chi sceglie la morale sessuale di una Chiesa, abbia scelto di non avere una vita sessuale (nulla da dire su tale scelta, libera e gradita a Dio), ma ciò rende per conseguenza naturale la normativa incline alla posizione del legislatore...
Restando nella tua metafora: se l'amica di tua madre ha scelto per sè la vita celibataria è piuttosto naturale che cerchi di istradarti verso un cammino determinato dall'esperienza della propria vita. Per cui anche se non volesse proprio convincerti ad abbracciare la vita celibataria, sicuramente avrà un'inclinazione all'insegnamento rigido e dissuasivo sulla sessualità umana.
-
ad Alberto: il tuo percorso e stato piu o meno il mio, anche a me Cristo mi ha salvato dopo sei mesi di crisi (non la definisco notte oscura della nima perche solo i santi le passano, e io certo santo non sono) e di ateismo, di quello modaiolo e odifreddiano.....che Dio continui sempre a guidarti, che ti ispiri amore per Lui e Suo Figlio, per il Suo Corpo e il Suo Sangue, per Sua Madre, che ti doni niente altro che bene...