Tocca all’America (con Sarkozy) difendere la libertà anche in Cina
L’utopista non è Bush. L’utopista è l’europeo che dice: poco importano i diritti dell’uomo, il diritto di brandire la Bibbia in pubblico e di sfuggire ai piani quinquennali dei ginecologi di stato, quello che conta in Cina è la modernizzazione che con il tempo porterà allo sviluppo della libertà.
E’ questa l’utopia: pensare che le libertà economiche, nell’ultracarnaio dell’economia pechinese in piena accumulazione primitiva, possano essere il preludio alle libertà politiche.
C’è veramente soltanto l’America.
“Continuiamo a essere assolutamente convinti che le società in cui è permessa la libertà d’espressione sono destinate a essere le più prospere e pacifiche”, ha detto Bush all’ambasciata americana a Pechino.
Solo l’America è in grado di percuotere il sistema costruito dai signori del partito unico al governo nella Cina rossa e capitalista.
Per l’Europa pavida, da cui fa capolino solo la lista di dissidenti di Sarkozy, l’affermazione della libertà religiosa è una cosa che non si deve dire in pubblico.
Il presidente americano è l’unico a saper sfidare la censura totalitaria di un regime capital-comunista.
Se un giorno il Papa di Roma riuscirà a visitare i milioni di cristiani clandestini della Cina, se i monaci birmani combattenti riusciranno a liberarsi dal cappio della giunta atea e materialista, sarà anche merito di quest’ottuso idealista americano a fine mandato.
Lo chiamano anatra zoppa, è ancora l’unico principe dell’agone.
L’unico a organizzare a Praga un convegno di ribelli a cui prese parte anche la cinese Rebiyah Kadeer, i cui figli sono in prigione per la rappresaglia di Pechino nei confronti delle sue attività a favore dei diritti umani.
Bush sa che la libertà religiosa è il forcipe della democrazia. Tra tutte le forze che gonfiano il sottosuolo della Cina oppressa dal regime iperattivista, forze che premono per vedere in fretta luce e democrazia, la più irruente è quella religiosa.
Reagan sognava di abbattere l’Unione sovietica con milioni di copie di cataloghi di case americani.
Oggi serve ben altro. E la Cina e i regimi islamisti sono uguali.
Pechino è il consumatore mondiale di auto di lusso e vini pregiati, l’Iran abbonda di “roba” occidentale e di lussuria clandestina.
E’ la questione religiosa la vera tigre che può mangiarsi il post maoismo.
Ieri ha indossato l’abito mondano e pudico di George e Laura Bush.
www.ilfoglio.it 08 08 08
saluti




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