Iraniano non nuota contro israeliano
Teheran: «E' solo appendicite»
La versione ufficiale: «Mohammad Alirezaie colto da dolori mezz'ora prima della gara»
PECHINO - Non è stata una scelta «politica» ma solo un mal di pancia a tenere fuori dall'acqua sabato Mohammad Alirezaie. Il nuotatore iraniano avrebbe dovuto gareggiare nella stessa vasca in cui era presente anche un atleta israeliano ma il malessere, insorto proprio 30 minuti prima della gara, lo ha bloccato contro la sua volontà. E' questa la versione dei fatti secondo il presidente della Federazione nuoto nazionale, Vahid Moradi. La parte iraniana ha aggiunto di avere comunicato il tutto al Comitato olimpico internazionale. La portavoce del Cio, Giselle Davies, ha invece dichiarato di non avere ricevuto alcuna comunicazione. Davies ha ribadito che se Alirezaie avesse rinunciato alla gara per non competere con l'israeliano, nei suoi confronti sarebbero presi «seri provvedimenti».
«LA VERITA' E' DIVERSA» - Intanto un quotidiano riformista iraniano, Etemad, ha scritto che in realtà la decisione di non far gareggiare Alirezaie è stata presa in linea con la politica del regime di Teheran che non permette ai propri atleti di competere con quelli di Israele. L'Iran, infatti, non riconosce il diritto all'esistenza dello Stato ebraico. «Ora i dirigenti olimpici nazionali - ha sottolineato il giornale - dovranno inventare una buona scusa per giustificare l'assenza del nostro atleta, altrimenti rischiamo squalifiche». Di fatto Etemad ha così smentito la versione ufficiale iraniana che parla di «dolori al ventre e nausea» che avrebbero assalito l'atleta solo mezz'ora prima della competizione diagnosticati come una «appendicite» dai medici iraniani che ne hanno ordinato il ricovero in ospedale.
I PRECEDENTI - Alirezaie avrebbe dovuto scendere in vasca in una batteria dei 100 rana in cui era presente anche il nuotatore israeliano Tom Beeri. Alle Olimpiadi di Atene del 2004 un altro atleta iraniano, il judoka Arash Miresmaeili, si rifiutò di combattere con un israeliano, Ehud Vaks, e fu per questo accolto come un eroe dalle autorità di Teheran al rientro in Patria e ricompensato dal regime iraniano con un premio di 115.000 dollari, lo stesso che gli sarebbe spettato se avesse vinto la medaglia d'oro. Tuttavia il caso avvenuto a Pechino si presentava in teoria diversamente, perchè i nuotatori in gara erano otto e non si trattava quindi di una competizione uno contro uno.
«POLITICA OSTILE» - Il presidente del Comitato olimpico iraniano, Ali Kafashian, aveva anche tenuto a sottolineare alla vigilia che «poiché Alirezai nuota in corsia uno e l'atleta di Israele in corsia sette, non si affronteranno direttamente». Ma Etemad scrive che poco prima della gara i responsabili sportivi iraniani hanno cambiato idea, temendo forse che la partecipazione avrebbe messo in dubbio la politica ostile dell'Iran verso lo Stato ebraico.
10 agosto 2008




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