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    Predefinito Kotetsu Jeeg: allegoria «cristiana»?

    Qualche giorno fa stavo guardando su Youtube alcuni episodi di Jeeg Robot d’acciaio (Kotetsu Jeeg), un classico robottone dell’animazione giapponese (anime o manga) degli anni ’80.

    Nonostante la violenza che pervade le scene, alcuni elementi sembrano essere consonanti con una visione cristiana.

    Nella prima puntata («Il risveglio dei mostri») Hiroshi Shiba è coinvolto in un incidente durante la gara di Formula 1 ma resta illeso. La sorellina Mayumi dice che Hiroshi non si è fatto niente «perché Dio era dalla sua parte, vero mamma?». La madre Kikue (che porta, però, un vassoio con una bottiglietta di Coca Cola subliminalmente ben in vista), dice: «Certo che c’era Dio dalla sua parte, cara!». In un altro episodio con protagonista una bambina paraplegica, Mauymi prega con una croce (una croce vuota, per la verità) e dice: «Stavo pregando Dio perché ti aiuti a camminare di nuovo». La bambina dice: «L’ho pregato tante volte ma non ha mai voluto ascoltarmi, credo non esista alcun Dio». La sorellina, confusa, dice: «Allora pregherò Jeeg Robot d’acciaio!». Interviene Hiroshi in modo tranciante: «Jeeg Robot d’acciaio non è Dio, smettila!». In un altro episodio si vede la tomba del prof. Shiba e la piccola inginocchiata davanti: sulla tomba c’è un’enorme croce.
    In un episodio, Hiroshi diventa cieco e brancola nel buio: «Sono cieco, aiutami padre!».Un fulmine dal cielo lo coglie, quindi lo investe un fascio di luce bianca tra suoni celestiali. La vista gli torna: «Grazie padre!». Nella battaglia finale contro il signore del drago, la navicella della base antiatomica si schianta contro l’astronave dei cattivi e il computer che raccoglie i dati cerebrali del prof. Shiba va distrutto. Ma il «padre» compare ancora dal cielo (allusione all’immortalità) e incita Hiroshi a combattere per il bene dell’umanità e dice «sarò sempre con te» o qualcosa del genere.
    Ci sono immancabili echi pacifisti o comunque pacifici: il nome Hiroshi Shiba ricorda Hiroshima e il male principale è la radioattività (c’è una puntata che si chiama così). La violenza c’è ma a «morire» non sono esseri umani ma (odiosi) mostri. Non c’è spargimento di sangue, a parte piccoli ferimenti, né linguaggio «sporco» o allusioni all’amore fisico (anche se Miwa ha una minigonna vertiginosa e Hiroshi veste come Elivs Presley). L’eroismo è spinto all’estremo.
    Anche se in Giappone la religione dominante è lo Shinto, insieme al buddhismo (a proposito, in una puntata compare un Buddha, ma solo come mostro distruttore), alcuni shintoisti possono praticare anche il cristianesimo. Forse nel manga c’è un guazzabuglio sincretista, forse no. Forse è furbescamente destinato al pubblico occidentale, anche se Go Nagai, l’autore, ha detto di averlo concepito solo per il pubblico giapponese.
    Go Nagai non pare una persona particolarmente religiosa – all’inizio della carriera fu autore di manga erotici -, ma ritiene (pensiero suo) che ai piccoli non debba essere taciuta la violenza del mondo. La via che ciascuno può trovare, dice in una intervista, può venire anche dalla religione (anche se non dice quale).
    Ci sono i rischi del “patto col diavolo”: in una puntata un ragazzino è convinto da un pallone parlante da basket a fare tutto quello che esso dice in cambio di successo: «sarai l’idolo delle folle!». Ma le cose vanno male. Al termine della puntata Miwa lo rimbrotta dicendo che con la costanza e la fatica si ottiene tutto.

    Jeeg è del 1975 e L’esorcista di Friedkin del 1973; la storia del ritrovamento della campana di bronzo durante gli scavi in Iraq ricorda la scena iniziale del libro di Blatty (e film di Friedkin). Gli assiri rappresentano la civiltà demoniaca impersonata in Jeeg da Yamatai. Nagai è appassionato della Divina Commedia. In una puntata del Grande Mazinga («Mazinga va all’inferno») si parla di possessione diabolica. Shiro dice che il protagonista, Tetsuya, potrebbe essere colto da possessione ed entra in polemica con Venusia che, al contrario, dice: «Viviamo in un mondo civile, all’azione del diavolo non crede più nessuno!» (proprio come nell’esorcista). Ma alla fine ha ragione Shiro e la puntata termina dicendo che il nemico usa tutti i mezzi a sua disposizione, anche diabolici.


    Altri elementi mi vengono in mente:
    1) Hiroshi è un ragazzo che rimane orfano del padre e con una madre che veglia sempre su di lui e che lo incita a fare la volontà «del padre»;
    2) Il giovane si ribella spesso al suo destino di non umano, che va scoprendo mano a mano (influenza del pensiero gnostico orientale), ma poi matura e decide di sacrificarsi (anche se non muore) per l’umanità (influenza del bushido, il codice cavalleresco dei samurai, o anche qualcos’altro?); al termine della guerra contro Yamatai, c’è un periodo di pace;
    3) La testa volante di Jeeg, con le poderose «orecchie», somiglia ad una croce; il ciondolo che Hiroshi ha sul petto somiglia (con un po’ di fantasia, perché manca il collo di Jeeg) ad una croce: durante un episodio un ragazzino chiede a Hiroshi di chinarsi e «prega Jeeg» a mani giunte: qualche rischio di idolatria, ma solo se non si tiene conto della possibile allegoria);
    4) Cioè che rende immortale Hiroshi è una piccola campana di bronzo miniaturizzata nel suo cuore; dal cuore, dunque, promana l’immortalità (dal battesimo che promana dall’acqua sgorgata dal cuore di Cristo deriva la vita eterna, mah, a volerlo interpretare così…);
    5) C’è spazio anche per la redenzione: Hiroshi «converte» al bene il generale Flora, al servizio del dragone che poi muore nel sonno dei giusti;
    6) I mostri dell’impero Yamatai impersonano i demoni dell’inferno, congelati nella roccia (una allusione, forse, all’incatenamento di Satana per mille anni, Apocalisse). In un’altra serie di Nagai, Devilman, questi mostri incatenati sono proprio i diavoli;
    7) Jeeg non è, come Mazinga e Goldrake, pilotato dall’interno; è la testa del robot ad essere il protagonista, che è intrinsecamente buono (anche se un po’ spaccone, all’inizio), dunque non è uno strumento neutro (se Mazinga è comandato da un pazzoide, diventa uno strumento malvagio), ma intrinsecamente buono.

    Insomma, non mi farei troppe illusioni sul fatto che Jeeg sia un manga anche involontariamente cristiano, ma qualcosa di buono c’è.

  2. #2
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    Visto che nessuno dice la sua, aggiungo quest'altra "prova":

    La madre: «Vai Hiroshi, difendi il nostro paese. Io aspetterò il tuo ritorno e pregherò Iddio per la tua vittoria! Hai la mia benedizione».
    Ambedue piangono.
    (episodio «Il segreto della campana di bronzo»)

    GRANDIOSO!!

    La nostra cultura non è stata in grado di creare un prodotto per i ragazzi in grado di stimolarli a pensare in modo generoso ed eroico, chiamando bene il bene e male il male...
    Perbacco, possibile che ci ricordiamo solo oggi di due opere degli anni '50 come Lord of the rings e Narnya Chronicles (peraltro diverse dal fumettone, un po' più lente e meno efficaci, diciamolo, un po' "barbosette"?).

    Una bella riedizione di Jeeg in versione dichiaratamente cristiana con la croce al posto del ciondolo? La butto là a chi leggerà questo post, anche se presumo ci sarà il problema dei diritti d'autore.

  3. #3
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    Forse siamo noi a farle pasare per allegorie cristiane, parlo di Narnia, Il signore degli anelli ecc. ma a volte certi accostamenti sono un pò diciamo forzati, nel vedere un messaggio cristiano in questi racconti, forse è semplicemente un problema subliminale la percezioe del Sacro.

    Per me rimangono roba da cassetta, e che cassetta

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55 Visualizza Messaggio
    Forse siamo noi a farle pasare per allegorie cristiane, parlo di Narnia, Il signore degli anelli ecc. ma a volte certi accostamenti sono un pò diciamo forzati, nel vedere un messaggio cristiano in questi racconti, forse è semplicemente un problema subliminale la percezioe del Sacro.

    Per me rimangono roba da cassetta, e che cassetta
    Beh, non proprio. Non conosco Le Cronache di Narnia, ma Il Signore degli Anelli è senz'altro un libro di altissimo valore spirituale e morale, denso di riferimenti biblici e patristici, anche se ad un livello assai profondo (meditazioni sulla natura umana, la mortalità, il peccato, il tempo, tutti temi legati a quello effettivamente centrale del romanzo: il potere, nelle sue possibili accezioni, divine o diaboliche). Io l'ho trovato illuminante, oltre che bellissimo (anche se per capirlo meglio bisogna leggersi pure il Silmarillion, che è invece pesantino).
    E che si tratti di "mitografia cristiana" lo confermano esplicitamente e chiaramente anche le lettere e le interviste dello stesso Tolkien, utilissima chiave di lettura dell'opera.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Nazzareno Visualizza Messaggio
    Beh, non proprio. Non conosco Le Cronache di Narnia, ma Il Signore degli Anelli è senz'altro un libro di altissimo valore spirituale e morale, denso di riferimenti biblici e patristici, .........
    Si ho generalizzato un pò, per via di questa moda di vedere il Sacro nei racconti fantastici, ed ho incluso "il signore degli anelli", che come tu stesso affermi è quello forse meno indiziato di reato di coercizione.

    In effetti ne abbiamo parlato molto di questo film tra noi, e ritengo le tue parole alquanto realistiche e veritiere.

    Comunque tutto sempre a fine di cassetta o no


  6. #6
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    Sul fare «cassetta» (cioè vendere), se si tratta di far passare il messaggio, non ci vedo nulla di male. Io mi ponevo il problema del perché mai a nessuno è venuto in mente di inventare un'epopea cattolica eroica che non sia solo storica, una saga fantasy, un fumettone con un eroe coinvolgente, che magari alla fine muore per il bene del mondo.
    Non so se si tratti di subliminale sacro, ma certamente si tratta di infondere esempi di virtù eroiche nei piccoli e piccolissimi, perché se la pianta non la concimi con quella roba là, poi haivoglia da grande a parlargli di cattolicesimo.
    Io a 10 anni guardavo Jeeg e mi piaceva un sacco, mi esaltavo da matti, mentre gli altri cartoni con tutti quegli ufacci non li potevo soffrire. Il motivo subliminale non lo so o forse l'ho scoperto l'altro ieri.

    Insomma, a un ragazzino decenne non vorremo mica dargli la Summa dell'Aquinate da leggere? Dovremo dialogare con i suoi canoni. SE pensiamo che i mostri Aniwa oggi sono diventati i suoi migliori amici (i Gormiti, quanto so' brutti mamma mé) mi pare che il nemico ci ha rubato la scena. Il brutto, l'orrifico, il violento, il magico, sembra diventato la norma. In un articolo ho letto che un ragazzino di 5 (CINQUE) anni ha spaccato la faccia ad amichetto più piccolo perché voleva vedergli uscire il sangue come nell'Uomo Tigre? Uomo Tigre??? Provate a guardarvi nell'ultima puntata che cosa fa l'EROE!!! Come fa un bambino di 5 anni a guardare quella roba là? Il padre dovrebbe essere incriminato!!

    Sento parlare del Signore degli Anelli, io non l'ho visto perchè ci ho provato e mi sono addormentato. Ma questo Signore degli anelli il nome DIO lo pronuncia qualche volta? Fa vedere mai una CROCE?
    Quanto a Narnia, lo stesso Clive Lewis ha detto che quando lo ha scritto, lui al tema Aslan=Cristo non ci pensava proprio. Lo ha sovrapposto successivamente. Troppo nascosto, troppo...A meno che, ripeto non esista un subliminale religioso.
    Il ragazzino vuole "esaltarsi" con qualcosa di grande, di bello, di eroico. E diamoglielo, perbacco...piantiamo il seme buono, poi nella vita imparerà che il buono prende anche mazzate, e molte, spesso perde.

    Gesù Cristo non fu un povero tapino misconosciuto che parlava da solo nel deserto; era un uomo fantastico, bellissimo, alto 1,80, senza peli (neanche sulla lingua) - riporto come lo ha visto la Valtorta -, che fustigava tutti senza pietà, compiva prodigi che lasciavano a bocca aperta, andavano a vederlo non quattro gatti ma folle oceaniche che speravano solo di toccarlo, di ascoltarlo, di vederlo da lontano.
    Era Dio in terra e si vedeva da un chilometro.
    Quando lo hanno ucciso i primi ad essere delusi sono stati gli apostoli. Tutto qua? Il grande fallito? Il ragazzino ha una vita per capire tutto questo.

    Ma all'inizio l'EROE glielo vogliamo dare?????

  7. #7
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    Non sono daccordo caro Lotari, perchè scopiazzare gli americani o altri come loro, come i film sull'antica Roma, con eroi più o meno validi che combattono contro la schiavitù si, ma per loro stessi, al massimo per gli amici o i popoli di provenienza.
    E' stato si fatto qualche film riguardo al cristianesimo (V. "La tunica) ma non avevano la fedeltà del racconto evangelico.

    Riguardo al discorso evangelico, io credo che non serva alla Chiesa un "super - eroe" ma piuttosto cristiani che diano "SEGNO" del loro credo, perchè gli altri si convertano. S. Francesco poverello - eroe è arrivato al Saladino e oggi se la Terra Santa è rimasta intatta (in special modo Gerusalemme) lo dobbiamo a lui e ai suoi attuali fratelli Custodi di Terra Santa, questo è per me eroismo Cristiano, poco fumettone, molto reale.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55 Visualizza Messaggio
    Non sono daccordo caro Lotari, perchè scopiazzare gli americani o altri come loro, come i film sull'antica Roma, con eroi più o meno validi che combattono contro la schiavitù si, ma per loro stessi, al massimo per gli amici o i popoli di provenienza.
    E' stato si fatto qualche film riguardo al cristianesimo (V. "La tunica) ma non avevano la fedeltà del racconto evangelico.
    Non sarai d'accordo (ne hai facoltà), ma vedo che il tuo ...«avatar» (brrr, ho dovuto fare uno sforzo per scrivere questa parola) si rifà all'occhialuto figo Neo di Matrix, super "fumettone" fantasy, strizzante l'occhio al buddhismo e allo gnosticismo ("conosci chi sei" e bla bla..).
    Capisco l'assonanza tra il tuo e il suo Neo, ma allora perché non ci hai messo S.Francesco eroe?
    Scusa la (amichevole) provocazione

  9. #9
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    Sento parlare del Signore degli Anelli, io non l'ho visto perchè ci ho provato e mi sono addormentato. Ma questo Signore degli anelli il nome DIO lo pronuncia qualche volta? Fa vedere mai una CROCE?
    Non si vedono croci perché la storia è presentata come un mito, ambientato migliaia di anni prima di Cristo. Nel Silmarillion (che racconta la Creazione) si parla però del Logos (chiamato Cuore del Mondo, se non erro), e si fa cenno di una Rivelazione che verrà.
    Si parla di Potenze angeliche, che gli antichi popoli immaginati da Tolkien scambiano spesso per Dei (è una delle spiegazioni del paganesimo elaborate dal Cristianesimo, niente di nuovo).
    E' menzionato Dio (l'Uno, o pure Eru Iluvatar=Padre di tutti). La terminologia è particolare perché attribuita ad antichissime culture (immaginarie, ovvio).
    Comunque, ripeto, Il Signore degli Anelli (il libro, non il film!!!!!!!!!!!!) è un'opera cristiana non perché menziona Dio o gli Angeli, ma perché rappresenta un grande affresco della natura umana, un po' come la Divina Commedia (l'ho detto davvero? Temo di sì), condotto secondo canoni profondamente cristiani. Quando dico profondamente, voglio proprio dire in profondità, cioè bisogna scavare e meditare per arrivarci.
    Insomma, anche se molti non lo sanno, Tolkien non è assolutamente un autore per l'infanzia o l'adolescenza (con l'eccezione di alcune opere minori).
    Era un grande studioso e professore di letteratura e filologia del Medio Evo: sapeva quel che scriveva, e per chi lo scriveva.

  10. #10
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    Puoi farmi un riassunto del signore degli Anelli? per riassunto intendo 15 righe.

    Sì, Tolkien è un grande autore e un cristiano convinto (dichiarato, al suo tempo? non so, intervistucce a parte; e guarda che non è un dettaglio), come del resto Lewis (basti pensare alla Lettere di Berlicche...). Il fatto che io trovi noioso il genere «saga nordica» di un non specificato nord è un mio limite, come il fatto che difficilmente leggo libri che superano le 300 pagine, mentre amo i racconti. Comunque lode a Tolkien per aver fatto una cosa completamente inventata: lo storico romanzato è un abuso di credulità popolare, anche se magari è interessante. Ad esempio, non conosco Manfredi, ma leggere un romanzo che mescola storia e fantasia senza avvisare dove comincia l'uno e finisce l'altro, non potrei mai: o tutta fantasia, o tutta storia.
    Del resto il fumetto è un genere letterario, se vogliamo, o comunque artistico, che non è tipico della nostra cultura, ma che è ingiustamente snobbato ed è stato poco intelligentemente mal utilizzato per i nostri ragazzi. Putroppo è pieno di porcherie e mi dispiace dover leggere che il massimo del "cristianesimo" (sic!) in questo ambito sia Dylan Dog (che ci sarà di cristiano in Dylan Dog, che è la quintessenza del conformismo?) o Tex Willer.
    In oriente amano le fiabe (Mille e una notte) e se devono scrivere, scrivono in quella forma. Mi lamentavo del fatto che la letteratura occidentale non ha "sintesi" per arrivare ad una mente che ama la sintesi. Oggi per essere considerato un genio devi scrivere un mattone di 1500 pagine.

    P.S. Cmq, se leggi la voce Tolkien su Wikipedia, vedrai che lui stesso diceva di non saper bene dove andare a parare mentre scriveva, e che amava scrivere più in quel linguaggio che aveva ideato che descrivere la storia.
    E' certamente un capolavoro, ma devo fidarmi. Putroppo mi ricorda troppo Harry Potter, non riesco ad affrontare l'impresa, allora mi rileggo Dante. A differenza di padre Dante, putroppo Tolkien doveva essere pubblicato e mostrare un cristianesimo "ostensibile" è sempre un limite se devi vendere. Pensa che i due fratelli che hanno diretto Matrix (uno dei due ha cambiato sesso, diventando donna) sono grandi fan del signore degli Anelli. Voglio essere più chiaro: un cattolico che legge il signore degli Anelli ne trae certamente un gran godimento intellettuale, ma io conosco molti fan sfegatati di quest'opera ai quali, conoscendoli, giurerei che non è arrivato alcun "messaggio". Dunque, cui iuvat?

    Hai mai letto i racconti di Buzzati? Moltissimi hanno temi cattolici e religiosi, ma è un mistero se lui fosse credente. La moglie dice di sì, gli amici e Montanelli dicono di no. A me piacciono molto.

 

 
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