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Discussione: Invettiva reazionaria

  1. #1
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    Predefinito Invettiva reazionaria

    INVETTIVA REAZIONARIA


    Su POL si imparano tante cose. Ad esempio, che a seconda dell’interlocutore che hai di fronte, la tua persona può essere considerata in modi diversi, addirittura opposti. Poichè sono reazionario d'indole e conservatore – a volte – per necessità, mi è capitato di essere etichettato – da destra – come un neoconservatore e un neofascista. Ma io che nel mio piccolo ho provato a conoscere entrambi i soggetti in questione, posso ben dire quanto siano distanti da me.
    Il neoconservatorismo tacciato tout court di conservazione è in realtà un’utopia progressista che ha sostituito Karl Marx con John Locke, il vecchio e inservibile trotzkysmo con il più rampante capitalismo democratico. In politica estera è un tentativo di recuperare il vecchio imperialismo britannico ottocentesco di matrice più liberale-fabiana che torista volto alla causa di un progressismo cosmopolita che il caso ha voluto sbandasse a destra per compiacere Israele in seguito al tradimento alla causa operato dalla Nuova Sinistra.
    Diversamente, il neofascismo è un insieme composito di pulsioni e culture assai diverse le une dalle altre, in cui spiccano tendenze mazziniane, anarcoidi e repubblicane – dunque non certo regressiste. Accanto a queste si combina una tensione spiritualista che ha come fine ultimo lo sviluppo di un "uomo nuovo".
    Per queste ragioni il sottoscritto è stato riconosciuto troppo liberale per i fascisti e troppo fascista per i liberali, indigesto persino a quel mondo cattolico che si accontenta oggi di conservare un riformismo liberale che un tempo avrebbe bollato di eresia.
    Il motivo per cui tra i forum di POL una casa per il pensiero reazionario non c’è è che la massima parte degli utenti, ciascuno dal suo legittimo punto di vista, vuole andare avanti, guardare avanti, mostrando in ragione della loro giovane età di avere una rimarchevole fiducia nell’avvenire. Siano essi cristiani, atei o neopagani, tutti costoro sono continuamente presi dal “che fare?”, ovvero dal problema di dare una risposta ai problemi che affliggono il mondo attuale. E se una risposta, malgrado tutto l’impegno profuso, non fosse possibile?

    Dopo essermi a lungo illuso dell’esigenza di porre un freno politico alla degenerazione in corso, mi sono infine convinto che i partiti sono parte integrante di questo processo degenerativo e che possono offrire solo dei risibili palliativi. Il problema riguarda l’uomo democratico e l’attuale sistema costruito a sua misura e somiglianza è marcio in tal misura che pensare di risanarlo dall’interno, attraverso un semplice maquillage è veramente da ingenui. Questo sistema è arrivato al punto tale da essere incapace di mutare rotta da sé, per cui può essere salvato solo dall’esterno, in seguito ad uno shock così grave che metta in ginocchio il presente stato di cose e consenta alla ruota di ripartire dal giusto verso. Un miracolo, o giù di lì.
    L’uomo contemporaneo non è l’eterna vittima di corrotte élites internazionali come ai populisti di sempre piace pensare, salvandosi così la coscienza. Tra élites e popolo, tra governanti e governati, la differenza è solo quantitativa e non qualitativa. Questa massa di ipocriti ha bisogno di uno Stato che impedisca ai migliori di primeggiare e garantisca alla vanità generale un immeritato posto al sole. L’uomo democratico merita questa decadenza che ha favorito con le sue mani e le sue rivoluzioni e i suoi attuali borbottii circa le deviazioni perverse del progetto globalista e l’angoscia provata per gli effetti del nichilismo suonano oltremodo falsi e meschini. Per questo ultimo uomo di Nietzsche, nella sua ultima versione “bo-bo”, borghese bohemien, questo stato di cose va bene, benissimo, solo che non gli basta mai, tutto si rivela inutile e noioso per la sua infinita brama consumatrice. La verità è che quest’uomo è perduto e la politica per vezzeggiare i suoi umori amorali si è perduta anch’essa con lui.

    Non si può combattere i fini della rivoluzione con i mezzi della rivoluzione stessa. Chi in buona fede ha tentato questa pericolosissima strada ha fallito, aiutando inavvertitamente la rivoluzione a compiere ulteriori passi in avanti verso l’agognata meta. Adesso viviamo in una fase di stallo, che ad alcuni può persino sembrare di regresso. Tuttavia è un’illusione, è già accaduto in passato infatti che le forze sovversive si quietino ogni tanto al solo fine di riorganizzarsi e quindi ripartire con ancora più determinazione e violenza. Se negli USA verrà eletto a novembre Barack Obama gli otto anni di Bush Jr. saranno stati nient’altro che un breve periodo di transizione di cui l’opposizione si è fortemente giovata per rilanciare ora la sua azione devastatrice con maggiore successo.

    Per combattere la Rivoluzione servirebbe altro che la politica. Servirebbe un’autentica disobbedienza civile di fronte a tutto ciò che alimenta questa sovversione, ovvero il sistema consumistico e l’ideale cosmopolita. Destra (consumi) e sinistra (scambi interculturali) alimentano entrambe questa globalizzazione che pretende di annullare ogni distinzione naturale di religione, razza, sesso, cultura. E’ una folle ricerca dell’egualitarismo su basi sempre più estese e radicali, compiuta sotto le insegne rispettabili e rispettate della civiltà e della tolleranza. C’è chi dice che è un progetto massonico, ma di certo anche la Chiesa Cattolica ha le sue chiare responsabilità.

    Poichè un reazionario non crede nel progresso in quanto tale, men che meno in ciò che oggi vien sbandierato per tale, io piuttosto mi auguro il regresso. Perchè per l’uomo d’oggi, che non arriva alla fine del mese, non è vero che ci vuole più ricchezza, ma più miseria. Perchè è falso che vi sia povertà oggi, in Occidente, dove siamo tutti straordinariamente ricchi di futilità che ingombrano il nostro presente sviandoci dagli aspetti più veri dell’esistenza. Automobili, telefonini, navigatori cellulari... capi d’abbigliamento firmati, abbonamenti a tv via cavo, il digitale terrestre. Quintalate di giornali con gadget allegato. Eppoi viaggi, specialmente quei last minute che si concedono tutti quelli che hanno la presunzione di “conoscere” dal basso della loro colossale ignoranza... Gli stessi, non contenti, si rammaricano del prezzo del pane che sarebbe aumentato, ragion per cui non lo comprano, poverini – viceversa quello dei dolciumi è sceso, sarà per questo che diventiamo tutti così incredibilmente grassi? (D’altronde, c’è un conservatore americano, Dineshl D’Souza, un indiano naturalizzato, che ha scritto di aver sempre voluto vivere in un Paese in cui i poveri sono grassi...)

    Il materialismo consumista si alimenta di visioni futuriste e di scoperte tecnologiche, ragion per cui, in una prospettiva autenticamente reazionaria, andrebbero disincentivate gli uni come le altre. Il sogno impossibile è poter tornare a vivere in una società agraria, pre-industriale, che disconosca gli attuali stili di vita e questo sistema economico basato sui consumi. Non è infatti il capitalismo in quanto tale ad essere un male, ma è l’edonismo a pervertire gli animi spingendo all’emulazione e alimentando al parossismo l’invidia sociale.
    Il mondo dovrebbe tornare ad essere diviso in classi e in razze, in cui ciascuno torni ad avere il posto che per natura gli compete e a calpestare il suolo che l’ha visto nascere. L'uomo deve distogliere lo sguardo ingannatore da piaceri virtuali, che hanno reso la sua vita tanto confortevole quanto insipida e alla lunga insoddisfacente. Perchè scegliendo la libertà, volendo emanciparsi da ogni legame terreno e ultraterreno, l’uomo ha perso la sicurezza in se stesso e con essa il senso della vita, rispondere al quale è oggi considerato un sofisma per filosofi di professione. Al contrario, l’essere umano avrebbe bisogno di riscoprire le esigenze primarie della vita vera: una famiglia, una casa, un lavoro onesto di cui godere in prima persona frutti conquistati al prezzo di quotidiani sacrifici.

    Questo processo evolutivo vede l’uomo fisicamente obsoleto rispetto al portato delle tecnologiche, e sta per tramutarsi in un essere biotecnologico. Questa volontà prometeica, faustiana, ci disgusta. Agli occhi di un reazionario l’unico uomo possibile è quello prodotto da Madre Natura, che er tornare ad essere responsabile ed autosufficiente, in grado di far fronte da sé alle avversità della vita, dovrebbe allontanarsi dalle macchine che ha creato e che rispetto alle quali rischia di essere emarginato.
    Per il bene dell’umanità dobbiamo lasciarci alle spalle questo totalitarismo democratico che ci vede sudditi inconsapevoli, automi controllati dai governi centrali, al solo scopo di produrre e consumare in un processo senza fine. Oggi pedine telecomandate, avremmo bisogno di tornare ad essere soldati, religiosi, artigiani, mercanti, contadini. Riappropriarci di un mondo che serva l’uomo per i suoi bisogni reali, che non sono quelli astratti e fatui della ragione illuminista. Ma per riavere tutto ciò che è nostro avremmo bisogno di una crisi che mandi in tilt i centri vitali di questo villaggio globale. In altri tempi una migrazione di barbari è stata salutare per spazzar via la decadenza e dare all’umanità nuovi fasti. Ma chi pensa all’Islam si fa solo delle illusioni destinate ad infrangersi, in quanto gli arabi, come già è successo per i russi e i cinesi comunisti, hanno dimostrato di essere anche loro sensibili agli incanti e alle comodità della società occidentale. Allora, chissà, quando tutto sembrerà immutabile e certo, magari sarà una stella compassionevole a mostrarci il suo volto e a far ripartire ancora una volta dal principio l’eterno ciclo dell’esistenza umana...


    Florian

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  2. #2
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    Mi dispiace data la stima per Florian ma questo lo considero un puro delirio razionale che puo essere scritto solamente da chi la miseria non la conosce. Un tour di un anno nella miseria che c'è nel 2008 e che i progressisti politically correct hanno la debolezza di voler eliminare o limitare il più possibile o un tour dela stessa durata nel Medioevo non ti farebbe male (alla mente dico perché non credo che il corpo ce la farebbe).
    Comunque il forum Liberalismo non vedocosa c'entri con il 3d

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Mi dispiace data la stima per Florian ma questo lo considero un puro delirio razionale che puo essere scritto solamente da chi la miseria non la conosce. Un tour di un anno nella miseria che c'è nel 2008 e che i progressisti politically correct hanno la debolezza di voler eliminare o limitare il più possibile o un tour dela stessa durata nel Medioevo non ti farebbe male (alla mente dico perché non credo che il corpo ce la farebbe).
    Comunque il forum Liberalismo non vedocosa c'entri con il 3d
    Beato te che ci vedi della razionalità...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    INVETTIVA REAZIONARIA


    Su POL si imparano tante cose. Ad esempio, che a seconda dell’interlocutore che hai di fronte, la tua persona può essere considerata in modi diversi, addirittura opposti. Poichè sono reazionario d'indole e conservatore – a volte – per necessità, mi è capitato di essere etichettato – da destra – come un neoconservatore e un neofascista. Ma io che nel mio piccolo ho provato a conoscere entrambi i soggetti in questione, posso ben dire quanto siano distanti da me.
    Il neoconservatorismo tacciato tout court di conservazione è in realtà un’utopia progressista che ha sostituito Karl Marx con John Locke, il vecchio e inservibile trotzkysmo con il più rampante capitalismo democratico. In politica estera è un tentativo di recuperare il vecchio imperialismo britannico ottocentesco di matrice più liberale-fabiana che torista volto alla causa di un progressismo cosmopolita che il caso ha voluto sbandasse a destra per compiacere Israele in seguito al tradimento alla causa operato dalla Nuova Sinistra.
    Diversamente, il neofascismo è un insieme composito di pulsioni e culture assai diverse le une dalle altre, in cui spiccano tendenze mazziniane, anarcoidi e repubblicane – dunque non certo regressiste. Accanto a queste si combina una tensione spiritualista che ha come fine ultimo lo sviluppo di un "uomo nuovo".
    Per queste ragioni il sottoscritto è stato riconosciuto troppo liberale per i fascisti e troppo fascista per i liberali, indigesto persino a quel mondo cattolico che si accontenta oggi di conservare un riformismo liberale che un tempo avrebbe bollato di eresia.
    Il motivo per cui tra i forum di POL una casa per il pensiero reazionario non c’è è che la massima parte degli utenti, ciascuno dal suo legittimo punto di vista, vuole andare avanti, guardare avanti, mostrando in ragione della loro giovane età di avere una rimarchevole fiducia nell’avvenire. Siano essi cristiani, atei o neopagani, tutti costoro sono continuamente presi dal “che fare?”, ovvero dal problema di dare una risposta ai problemi che affliggono il mondo attuale. E se una risposta, malgrado tutto l’impegno profuso, non fosse possibile?

    Dopo essermi a lungo illuso dell’esigenza di porre un freno politico alla degenerazione in corso, mi sono infine convinto che i partiti sono parte integrante di questo processo degenerativo e che possono offrire solo dei risibili palliativi. Il problema riguarda l’uomo democratico e l’attuale sistema costruito a sua misura e somiglianza è marcio in tal misura che pensare di risanarlo dall’interno, attraverso un semplice maquillage è veramente da ingenui. Questo sistema è arrivato al punto tale da essere incapace di mutare rotta da sé, per cui può essere salvato solo dall’esterno, in seguito ad uno shock così grave che metta in ginocchio il presente stato di cose e consenta alla ruota di ripartire dal giusto verso. Un miracolo, o giù di lì.
    L’uomo contemporaneo non è l’eterna vittima di corrotte élites internazionali come ai populisti di sempre piace pensare, salvandosi così la coscienza. Tra élites e popolo, tra governanti e governati, la differenza è solo quantitativa e non qualitativa. Questa massa di ipocriti ha bisogno di uno Stato che impedisca ai migliori di primeggiare e garantisca alla vanità generale un immeritato posto al sole. L’uomo democratico merita questa decadenza che ha favorito con le sue mani e le sue rivoluzioni e i suoi attuali borbottii circa le deviazioni perverse del progetto globalista e l’angoscia provata per gli effetti del nichilismo suonano oltremodo falsi e meschini. Per questo ultimo uomo di Nietzsche, nella sua ultima versione “bo-bo”, borghese bohemien, questo stato di cose va bene, benissimo, solo che non gli basta mai, tutto si rivela inutile e noioso per la sua infinita brama consumatrice. La verità è che quest’uomo è perduto e la politica per vezzeggiare i suoi umori amorali si è perduta anch’essa con lui.

    Non si può combattere i fini della rivoluzione con i mezzi della rivoluzione stessa. Chi in buona fede ha tentato questa pericolosissima strada ha fallito, aiutando inavvertitamente la rivoluzione a compiere ulteriori passi in avanti verso l’agognata meta. Adesso viviamo in una fase di stallo, che ad alcuni può persino sembrare di regresso. Tuttavia è un’illusione, è già accaduto in passato infatti che le forze sovversive si quietino ogni tanto al solo fine di riorganizzarsi e quindi ripartire con ancora più determinazione e violenza. Se negli USA verrà eletto a novembre Barack Obama gli otto anni di Bush Jr. saranno stati nient’altro che un breve periodo di transizione di cui l’opposizione si è fortemente giovata per rilanciare ora la sua azione devastatrice con maggiore successo.
    Per combattere la Rivoluzione servirebbe altro che la politica. Servirebbe un’autentica disobbedienza civile di fronte a tutto ciò che alimenta questa sovversione, ovvero il sistema consumistico e l’ideale cosmopolita. Destra (consumi) e sinistra (scambi interculturali) alimentano entrambe questa globalizzazione che pretende di annullare ogni distinzione naturale di religione, razza, sesso, cultura. E’ una folle ricerca dell’egualitarismo su basi sempre più estese e radicali, compiuta sotto le insegne rispettabili e rispettate della civiltà e della tolleranza. C’è chi dice che è un progetto massonico, ma di certo anche la Chiesa Cattolica ha le sue chiare responsabilità.

    Poichè un reazionario non crede nel progresso in quanto tale, men che meno in ciò che oggi vien sbandierato per tale, io piuttosto mi auguro il regresso. Perchè per l’uomo d’oggi, che non arriva alla fine del mese, non è vero che ci vuole più ricchezza, ma più miseria. Perchè è falso che vi sia povertà oggi, in Occidente, dove siamo tutti straordinariamente ricchi di futilità che ingombrano il nostro presente sviandoci dagli aspetti più veri dell’esistenza. Automobili, telefonini, navigatori cellulari... capi d’abbigliamento firmati, abbonamenti a tv via cavo, il digitale terrestre. Quintalate di giornali con gadget allegato. Eppoi viaggi, specialmente quei last minute che si concedono tutti quelli che hanno la presunzione di “conoscere” dal basso della loro colossale ignoranza... Gli stessi, non contenti, si rammaricano del prezzo del pane che sarebbe aumentato, ragion per cui non lo comprano, poverini – viceversa quello dei dolciumi è sceso, sarà per questo che diventiamo tutti così incredibilmente grassi? (D’altronde, c’è un conservatore americano, Dineshl D’Souza, un indiano naturalizzato, che ha scritto di aver sempre voluto vivere in un Paese in cui i poveri sono grassi...)

    Il materialismo consumista si alimenta di visioni futuriste e di scoperte tecnologiche, ragion per cui, in una prospettiva autenticamente reazionaria, andrebbero disincentivate gli uni come le altre. Il sogno impossibile è poter tornare a vivere in una società agraria, pre-industriale, che disconosca gli attuali stili di vita e questo sistema economico basato sui consumi. Non è infatti il capitalismo in quanto tale ad essere un male, ma è l’edonismo a pervertire gli animi spingendo all’emulazione e alimentando al parossismo l’invidia sociale.
    Il mondo dovrebbe tornare ad essere diviso in classi e in razze, in cui ciascuno torni ad avere il posto che per natura gli compete e a calpestare il suolo che l’ha visto nascere. L'uomo deve distogliere lo sguardo ingannatore da piaceri virtuali, che hanno reso la sua vita tanto confortevole quanto insipida e alla lunga insoddisfacente. Perchè scegliendo la libertà, volendo emanciparsi da ogni legame terreno e ultraterreno, l’uomo ha perso la sicurezza in se stesso e con essa il senso della vita, rispondere al quale è oggi considerato un sofisma per filosofi di professione. Al contrario, l’essere umano avrebbe bisogno di riscoprire le esigenze primarie della vita vera: una famiglia, una casa, un lavoro onesto di cui godere in prima persona frutti conquistati al prezzo di quotidiani sacrifici.

    Questo processo evolutivo vede l’uomo fisicamente obsoleto rispetto al portato delle tecnologiche, e sta per tramutarsi in un essere biotecnologico. Questa volontà prometeica, faustiana, ci disgusta. Agli occhi di un reazionario l’unico uomo possibile è quello prodotto da Madre Natura, che er tornare ad essere responsabile ed autosufficiente, in grado di far fronte da sé alle avversità della vita, dovrebbe allontanarsi dalle macchine che ha creato e che rispetto alle quali rischia di essere emarginato.
    Per il bene dell’umanità dobbiamo lasciarci alle spalle questo totalitarismo democratico che ci vede sudditi inconsapevoli, automi controllati dai governi centrali, al solo scopo di produrre e consumare in un processo senza fine. Oggi pedine telecomandate, avremmo bisogno di tornare ad essere soldati, religiosi, artigiani, mercanti, contadini. Riappropriarci di un mondo che serva l’uomo per i suoi bisogni reali, che non sono quelli astratti e fatui della ragione illuminista. Ma per riavere tutto ciò che è nostro avremmo bisogno di una crisi che mandi in tilt i centri vitali di questo villaggio globale. In altri tempi una migrazione di barbari è stata salutare per spazzar via la decadenza e dare all’umanità nuovi fasti. Ma chi pensa all’Islam si fa solo delle illusioni destinate ad infrangersi, in quanto gli arabi, come già è successo per i russi e i cinesi comunisti, hanno dimostrato di essere anche loro sensibili agli incanti e alle comodità della società occidentale. Allora, chissà, quando tutto sembrerà immutabile e certo, magari sarà una stella compassionevole a mostrarci il suo volto e a far ripartire ancora una volta dal principio l’eterno ciclo dell’esistenza umana...


    Florian

    Riparti dalla libertà di fare e di pensare, nel rispetto dell'altrui libertà di fare e pensare. Poi pui fare e dire ciò che ti pare, liberissimo di cercarti tutti gli amici PaleoConservatori che ti pare ed esre reazionario più degli altri. Secondo me sei sulla buona strada, sopratuto dopo la tua presa di distanza dal NeoConservatorismo.

    Ribadisco che la tua casa è quà tra i Liberali gli Anarcocapitalisti in generale e i PaleoLibertari in particolare.

  5. #5
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    Mi viene in mente nieztche che pontificava contro la morale degli schiavi e la degenerazione apollinea della società, esaltando lo spirito dionisiaco per poi finire in una clinica per curare la sua malattia mentale. Se non fosse stato per il progresso e "l'umanità" sarebbe stato eliminato come un soggetto debole e inutile.

    O gli scrittori noglobal che si servono della cooperazione internazionale volontaria (libero scambio) per pubblicare i libri contro il sistema

    Cosi florian si augura di tornare nel medioevo e si augura un impoverimento della popolazione (tutti escluso lui magari), raccontando tali sermoni attraverso il piu fulgido esempio di globalizzazione progressista tecnologica: il computer

    Cmq questo topic è aldilà di ogni tollerabilità liberale, è qualcosa di oscenamente antiliberale.

  6. #6
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    florian hai letto Hoppe?

  7. #7
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    Florian va sostenuto e bisogna stargli vicino perchè è in un momento in cui sta cominciando a capire la verità delle cose. Certamente ha bisogno del nostro sostegno, del sostegno di persone responsabili e libee che lo aiutino ad uscire dalla nevrosi istituzionale chiamata " Stato". Caro Teo, ha bisogno anche di te. Sradichiamo Florian dalle paludi che lo impantanano e lo rendono schiavo del sistema "Stato".

    Bisogna che tu legga bene "Etienne de là Boètie" e il suo "Discorso sulla servitù volontaria" caro Florian. Poi puoi passare a Hoppe, che lo cita in diverse occasioni. E credimi, non c'è un Conservatore Anarchico più coerente di Hoppe.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Mi dispiace data la stima per Florian ma questo lo considero un puro delirio razionale che puo essere scritto solamente da chi la miseria non la conosce. Un tour di un anno nella miseria che c'è nel 2008 e che i progressisti politically correct hanno la debolezza di voler eliminare o limitare il più possibile o un tour dela stessa durata nel Medioevo non ti farebbe male (alla mente dico perché non credo che il corpo ce la farebbe).
    Comunque il forum Liberalismo non vedocosa c'entri con il 3d

    Ma che dici?
    Lo sai che siamo la nazione con il più alto numero di telefonini ad personam? Lo sai che una persona comune a quarant'anni ha già viaggiato intorno al mondo, quando i miei genitori in tutta la loro vita non l'hanno mai fatto?
    Lo sai che ragazzini imberbi calzano sneakers (orrende) al costo di centinaia di euro?

    Dov'è la povertà?
    Hai mai visto qualcuno camminare per strada scalzo o con i vestiti rammendati?
    Io ho visto mendicanti bere coca-cola e mangiarsi un cornetto fuori di una pasticceria... che non proprio è il massimo dell'indigenza.

    La verità è che i "nuovi poveri" di oggi quarant'anni fa avrebbero condotto una vita dignitosa. Ma tu sei troppo giovane per saperlo.

  9. #9
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    Voi continuate a dirvi liberali, ma questo termine oggi è inservibile, andato in rovina, e i più intelligenti tra voi dovrebbero abbandonarlo.

    Monsieur è liberale, Rochefoucould è liberale, teo scarpellini è liberale, winnie è liberale...

    Ma chi si rifà a Hoppe, che propugna un conservatorismo coerente che spazzerebbe via tutto ciò che oggi ci è dato vedere, che c'entra più col liberalismo comunemente inteso? E Burke allora?

    L'idea di risultare a qualcuno "oscenamente antiliberale" mi diverte. Tuttavia non ho mai scritto di essere contro il liberalismo e nemmeno contro il capitalismo. Al contrario, sono ottime cose per chi può permettersele, ovvero una personalità aristocratica. Io sono contro il democraticismo liberale. Contro l'edonismo di massa. Perchè si vuol dare le perle ai porci? L'uomo è ineguale, e non esiste regola o diritto che val bene per l'umanità intera. Il popolo ha bisogno di chi la guidi, ha bisogno di favole e miti che le consentino di accettare la vita in questa valle di lacrime.
    Il liberalismo lockiano ha generato mostri, quali Voltaire e Rousseau. L'uomo democratico non esisterebbe infatti senza lo Stato, suo fedele tutore. Ragion per cui chi è anarchico e allo stesso tempo inegualitario dovrebbe ragionare in un'ottica aristocratica. Riconoscere che non tutti possono e debbono inchinarsi alle stesse leggi, che la società andrebbe divisa in caste la cui vita dovrebbe svolgersi autonomamente senza interferenze e sovrapposizioni.

    Chi ama davvero il liberalismo dovrebbe preoccuparsi che questo, come tutte le cose buone del creato, vada riservato per pochi.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Voi continuate a dirvi liberali, ma questo termine oggi è inservibile, andato in rovina, e i più intelligenti tra voi dovrebbero abbandonarlo.

    Monsieur è liberale, Rochefoucould è liberale, teo scarpellini è liberale, winnie è liberale...

    Ma chi si rifà a Hoppe, che propugna un conservatorismo coerente che spazzerebbe via tutto ciò che oggi ci è dato vedere, che c'entra più col liberalismo comunemente inteso? E Burke allora?

    L'idea di risultare a qualcuno "oscenamente antiliberale" mi diverte. Tuttavia non ho mai scritto di essere contro il liberalismo e nemmeno contro il capitalismo. Al contrario, sono ottime cose per chi può permettersele, ovvero una personalità aristocratica. Io sono contro il democraticismo liberale. Contro l'edonismo di massa. Perchè si vuol dare le perle ai porci? L'uomo è ineguale, e non esiste regola o diritto che val bene per l'umanità intera. Il popolo ha bisogno di chi la guidi, ha bisogno di favole e miti che le consentino di accettare la vita in questa valle di lacrime.
    Il liberalismo lockiano ha generato mostri, quali Voltaire e Rousseau. L'uomo democratico non esisterebbe infatti senza lo Stato, suo fedele tutore. Ragion per cui chi è anarchico e allo stesso tempo inegualitario dovrebbe ragionare in un'ottica aristocratica. Riconoscere che non tutti possono e debbono inchinarsi alle stesse leggi, che la società andrebbe divisa in caste la cui vita dovrebbe svolgersi autonomamente senza interferenze e sovrapposizioni.

    Chi ama davvero il liberalismo dovrebbe preoccuparsi che questo, come tutte le cose buone del creato, vada riservato per pochi.
    Ti invito per l'ennesima volta a leggerti " Democrazia, il Dio che ha fallito", e poi possiamo parlare di nuovo.

 

 
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