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  1. #1
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    Predefinito 60 - La Cronologia Del Conflitto Tra Georgia E Ossezia del Sud

    Queste le principale tappe del conflitto tra Georgia e Ossezia del Sud: 1991-1992 - L'Ossezia del Sud combatte per la propria indipendenza dalla Georgia e si autoproclama repubblica indipendente con un referendum popolare. La Russia impone la tregua.
    2004 - Mikhail Saakashvili, neo eletto presidente della Georgia promette di riprendere il controllo sulla regione ribelle.
    2006 - I sudosseti proclamano l'indipendenza con un secondo referendum non riconosciuto dalla comunita' internazionale Aprile 2008 - La Russia intensifica le sue relazioni diplomatiche con l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud.
    Luglio 2008 - La Russia riconosce che i suoi jet sono entrati nello spazio aereo georgiano dell'Ossezia del Sud.
    Russia e Georgia si accusano reciprocamente di intensificare operazioni di guerra.
    7 agosto 2008 - Dopo l'escalation di scontri tra georgiani e osseti le due parti concordano per un cessate il fuoco.
    8 agosto 2008 - Nella notte esplodono violenti scontri. Le truppe georgiane si avvicinano alla capitale osseta Tskhinvali.

    http://www.agi.it/news/notizie/20080...11169-art.html

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  2. #2
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    Questi la cronologia degli eventi che hanno portato al conflitto russo-georgiano e il diario della guerra: 3 aprile - Nel corso di un vertice a Bucarest gli stati della Nato decidono che Georgia e Ucraina potranno entrare nell'alleanza atlantica. 16 aprile - Il presidente russo Vladimir Putin chiede a propri funzionari di stabilire relazioni semiufficiali con le regioni separatiste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud. La Georgia dichiara che l'ordine viola le leggi internazionali. 20 aprile - La Georgia annuncia che un caccia Mig-29 russo ha abbattuto un aereoplano radiocomandato che volava sopra l'Abkhazia. La Russia nega il proprio coinvolgimento. Un rapporto dell'Onu conferma la versione georgiana dell'accaduto. 29 aprile - La Russia invia ulteriori truppe in Abkhazia per contrastare un ipotetico attacco georgiano. Il giorno successivo la Nato accusa Mosca di alimentare le tensioni con la Georgia. 31 maggio - Il primo ministro Putin appoggia la proposta georgiana di concedere all'Abkhazia autonomia ma non la piena indipendenza. 8 luglio - I caccia russi sorvolano l'Ossezia del Sud all'interno dello spazio aereo georgiano. Mosca dichiara che voleva "raffreddare teste calde" a Tbilisi. Due giorni dopo per protesta la Georgia richiama il proprio ambasciatore da Mosca. 7 agosto - Le truppe georgiane attaccano la capitale sudosseta dopo il fallimento di una tregua con i ribelli. La Russia dichiara che non ci si puo' fidare di Tbilisi e che la Nato dovrebbe riconsiderare il suo intento di far entrare la Georgia. 8 agosto - La Russia invia altre forze in Georgia per respingere gli attacchi di Tbilisi.
    Medvedev promette che difendera' i compatrioti russi.
    Saakashvili dice che i due paesi sono in guerra. 11 ago - La Russia da' un ultimatum alle forze georgiane vicine all'Abkhazia: se non accettano il disarmo saranno attaccate. La Georgia respinge la richiesta e dice che la Russia vuole rimpiazzare il suo controllo sull'area caucasica. La Russia respinge la proposta per il cessate il fuoco avanzata dalla Georgia. 12 agosto - Medvedev ordina la fine dei combattimenti nella guerra di cinque giorni con la Georgia perche' "l'aggressore e' stato punito e ha riportato perdite cospicue".
    La Russia annuncia inoltre che le sue truppe rimarranno nelle attuali posizioni in Georgia. La Georgia dichiara di aver bisogno di una prova maggiore dell'interruzione delle ostilita' da parte della Russia e che restera' pronta per qualunque nuovo attacco.

    http://www.agi.it/news/notizie/20080...11181-art.html

  3. #3
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    Predefinito La grande vittoria della Russia di Putin e la sconfitta della Georgia

    Amici, oggi il Presidente Medvedev ha annunciato la fine delle operazioni militari russe in Ossezia del Sud, ritenendo gli obiettivi prefissati raggiunti. Al di là della dichiarazione odierna di Medvedev non si può non riconoscere il contributo del Premier Putin che ha dato ai Russi questa vittoria odierna: innanzitutto l'ex Presidente non ha mai abbandonato i suoi connazionali dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, vittime delle assurde pretese georgiane. Pretese che sono mutate in rappresaglie e uccisioni ai danni dei Russi, provocando il coinvolgimento diretto di Mosca nelle ostilità. In seguito il Premier ha contribuito con il suo decisionismo a respingere i Georgiani e a liberare i Russi dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, che adesso possono vivere senza essere minacciati da Tbilisi; in questo modo l'esercito russo garantirà la sicurezza ai suoi compatrioti in queste due regioni, e terranno lontane le ambizioni di Saakashvili. Finisce in frantumi anche il sogno georgiano (e americano) di tagliare fuori la Russia dal progetto BTC (l'oleodotto che passa per Baku, Tbilisi e Ceyhan e che dovrebbe condurre il petrolio dal Mar Caspio alla costa turca del Mediterraneo); ora che parte della Georgia è occupata dall'esercito russo sarà sempre più difficile per Bush usare la sua marionetta Saakashvili per cercare di intralciare gli interessi russi legati al gas ed al petrolio. Insomma, per un'altra volta il Premier Putin ha dimostrato che la Russia non si ferma davanti alle pretese americane ed alle provocazioni dei suoi stati satelliti come la Georgia, ottenendo un successo militare, geopolitico e personale, come protettore dei Russi di tutta l'area.

  4. #4
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    IL NUOVO CAPO DELLA CASA REALE DI GEORGIA


    Il nuovo capo della Casa Reale di Georgia è il principe David de Bagration di Moukhrani (nato nel 1976), che è divenuto l’erede dinastico e capo del consiglio di Famiglia della Casa Reale di Georgia alla morte recente di suo padre il Principe Giorgio de Bagration.
    Suo padre Principe Giorgio Bagration è nato a Roma, ma il suo retaggio è nella Casa Reale Georgiana. La Georgia ottenne l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991 dopo secoli di oppressione mongola, turca, persiana e infine russa ma, durante la loro storia turbolenta, la dinastia Bagration mantenne sempre il proprio status regale.
    Il Principe Giorgio Bagrationera un grande appassionato di motori. Tra i suoi successi ricordiamo la Spanish Touring & Specials Champion 1969, e i Campionati di Rally di Spagna nel 1979, 1981 e 1982.
    Il governo della Georgia riconobbe la posizione e i diritti di SAR il Principe Giorgio Bagration come Capo della Casa Reale e Principe Ereditario della Georgia. Questo riconoscimento formale è un caso unico e conferisce alla Casa Reale di Bagration una posizione unica tra le ex case regnanti.
    S.A.R. il Principe Giorgio Bagration era strettamente imparentato con la Casa Imperiale Russa e la Casa Reale di Baviera.

    traduzione di R M http://www.royalbagration.com

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    IL NUOVO CAPO DELLA CASA REALE DI GEORGIA


    Il nuovo capo della Casa Reale di Georgia è il principe David de Bagration di Moukhrani (nato nel 1976), che è divenuto l’erede dinastico e capo del consiglio di Famiglia della Casa Reale di Georgia alla morte recente di suo padre il Principe Giorgio de Bagration.
    Suo padre Principe Giorgio Bagration è nato a Roma, ma il suo retaggio è nella Casa Reale Georgiana. La Georgia ottenne l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991 dopo secoli di oppressione mongola, turca, persiana e infine russa ma, durante la loro storia turbolenta, la dinastia Bagration mantenne sempre il proprio status regale.
    Il Principe Giorgio Bagrationera un grande appassionato di motori. Tra i suoi successi ricordiamo la Spanish Touring & Specials Champion 1969, e i Campionati di Rally di Spagna nel 1979, 1981 e 1982.
    Il governo della Georgia riconobbe la posizione e i diritti di SAR il Principe Giorgio Bagration come Capo della Casa Reale e Principe Ereditario della Georgia. Questo riconoscimento formale è un caso unico e conferisce alla Casa Reale di Bagration una posizione unica tra le ex case regnanti.
    S.A.R. il Principe Giorgio Bagration era strettamente imparentato con la Casa Imperiale Russa e la Casa Reale di Baviera.

    traduzione di R M http://www.royalbagration.com
    Ragione in più per volere la Monarchia in Georgia, libera dal dominio americano.

  6. #6
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    Predefinito Altra batosta per la politica estera americana nel Caucaso

    Dopo il crollo dell’impero sovietico l’occasione che si presentava agli Stati Uniti era davvero ghiotta: essere l’unica superpotenza rimasta in tutto il pianeta, accerchiare il nemico di un tempo con nuovi stati indipendenti fedeli a Washington e soprattutto mettere le mani sulle vie del gas e del petrolio bypassando il Cremino proprio nell’area cruciale del Caucaso. La situazione dalla caduta dell’URSS fino al 1999 era davvero grigia per la Russia, “governata” da un Presidente costantemente in clinica per problemi legati all’alcool e costretta a cedere nel 1996 ai ribelli ceceni. Le amministrazioni americane, da sempre espressioni degli interessi delle grandi multinazionali e delle compagnie petrolifere, intravidero una favolosa opportunità in una ripresa delle ostilità nel Caucaso tra gli estremisti ceceni islamici di Basayev e la Russia “morente” di Eltsin: finanziare la ribellione cecena allargando il conflitto al Daghestan (regione della Federazione Russa) per mettere le mani sull’oleodotto che collega Baku (Mar Caspio) a Novorossjisk (Mar Nero), convinti che il Cremlino di fronte a perdite umane come nel conflitto precedente avrebbe ceduto e firmato accordi a vantaggio di Basayev (e degli USA). Purtroppo per gli Americani, Eltsin a fine ’99 passò il testimone a Putin che l’anno dopo fu trionfalmente eletto: nel giro di pochissimo tempo il Daghestan e la Cecenia furono occupate dall’esercito russo, e nonostante i vili attentati ai civili russi (Teatro Dubrovka e scuola di Beslan) il Cremlino riuscì a togliere di mezzo per sempre i capi ribelli (Maskhadov nel 2005, Sadulayev e Basayev nel 2006) e a stabilizzare l’area cecena. Il tentativo americano di mettere le mani sull’oleodotto Baku-Novorossjisk era quindi andato a farsi benedire, ma nel frattempo le intenzioni delle compagnie petrolifere USA erano mutate, ed erano diventate ancor più ambiziose: costruire un oleodotto in funzione anti-russa che collegasse il Mar Caspio alla costa turca del Mediterraneo, il cosiddetto oleodotto BTC (Baku, Tbilisi, Ceyhan), in grado di fare a meno della Russia e di coinvolgere invece Georgia e Turchia (filoamericane). L’avvicinamento della Georgia alla NATO e i continui inviti di Bush a Putin a “rispettare l’integrità georgiana” servivano per coronare questo machiavellico disegno geopolitico a stelle e strisce. Purtroppo però, il Presidente americano ha dimenticato che la famosa “integrità georgiana” non esiste neppure, ci sono infatti l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia (abitate in netta maggioranza da Russi) che non ne vogliono sapere di far parte di questo stato retto dal filo-atlantico Saakashvili; dopo anni di tensione fra i ribelli separatisti sud-Osseti e la Georgia, quest’ultima ha deciso di passare all’offensiva lo scorso 8 agosto con il beneplacito di Bush (perché rischiare di perdere parte del territorio georgiano dove dovrà passare l’oleodotto BTC, avranno pensato i presidenti georgiano ed americano), occupando questa regione autonoma provocando così l’intervento armato di Mosca. In pochissimo tempo i georgiani sono stati respinti nel loro territorio e sconfitti, ed il tandem Medvedev-Putin è riuscito a far inserire nei punti del trattato di pace la presenza dei militari russi nell’Ossezia del Sud e nell’Abkhazia, sempre con un occhio rivolto verso Tbilisi in caso di necessità; ancora una volta quindi, l’Orso Russo ha mandato in frantumi il sogno americano (escludere il Cremlino dall’oleodotto BTC) ed ha ottenuto una vittoria politico-militare di grande importanza: ora infatti il Presidente della Georgia Saakashvili è tenuto in scacco dall’esercito russo, e parte del “suo” territorio è occupato dai soldati di Mosca. Poco importa ai Russi dei commenti dei media occidentali che si dividono fra chi sostiene che Putin sia intervenuto per motivi nazionalisti (come protettore dei Russi) e chi dice invece per motivi geopolitici (per ristabilire il predominio russo sugli oleodotti caucasici): rimane il fatto che nessuno al momento attuale può pensare di fare grossi affari nel Caucaso senza coinvolgere Mosca, i suoi leader ed i suoi giganti dell’energia.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da MaxRed Visualizza Messaggio
    Ragione in più per volere la Monarchia in Georgia, libera dal dominio americano.
    Infatti !

    Ma sarà la consueta utopia nostra, in quanto tutta la linea internazionale pare anti-russa e filo-americana, quanti anti-monarchica e per una Georgia "libera" da cattive influenze !

    Comunque, congratulazioni alla Russia !

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da MaxRed Visualizza Messaggio
    Dopo il crollo dell’impero sovietico l’occasione che si presentava agli Stati Uniti era davvero ghiotta: essere l’unica superpotenza rimasta in tutto il pianeta, accerchiare il nemico di un tempo con nuovi stati indipendenti fedeli a Washington e soprattutto mettere le mani sulle vie del gas e del petrolio bypassando il Cremino proprio nell’area cruciale del Caucaso. La situazione dalla caduta dell’URSS fino al 1999 era davvero grigia per la Russia, “governata” da un Presidente costantemente in clinica per problemi legati all’alcool e costretta a cedere nel 1996 ai ribelli ceceni. Le amministrazioni americane, da sempre espressioni degli interessi delle grandi multinazionali e delle compagnie petrolifere, intravidero una favolosa opportunità in una ripresa delle ostilità nel Caucaso tra gli estremisti ceceni islamici di Basayev e la Russia “morente” di Eltsin: finanziare la ribellione cecena allargando il conflitto al Daghestan (regione della Federazione Russa) per mettere le mani sull’oleodotto che collega Baku (Mar Caspio) a Novorossjisk (Mar Nero), convinti che il Cremlino di fronte a perdite umane come nel conflitto precedente avrebbe ceduto e firmato accordi a vantaggio di Basayev (e degli USA). Purtroppo per gli Americani, Eltsin a fine ’99 passò il testimone a Putin che l’anno dopo fu trionfalmente eletto: nel giro di pochissimo tempo il Daghestan e la Cecenia furono occupate dall’esercito russo, e nonostante i vili attentati ai civili russi (Teatro Dubrovka e scuola di Beslan) il Cremlino riuscì a togliere di mezzo per sempre i capi ribelli (Maskhadov nel 2005, Sadulayev e Basayev nel 2006) e a stabilizzare l’area cecena. Il tentativo americano di mettere le mani sull’oleodotto Baku-Novorossjisk era quindi andato a farsi benedire, ma nel frattempo le intenzioni delle compagnie petrolifere USA erano mutate, ed erano diventate ancor più ambiziose: costruire un oleodotto in funzione anti-russa che collegasse il Mar Caspio alla costa turca del Mediterraneo, il cosiddetto oleodotto BTC (Baku, Tbilisi, Ceyhan), in grado di fare a meno della Russia e di coinvolgere invece Georgia e Turchia (filoamericane). L’avvicinamento della Georgia alla NATO e i continui inviti di Bush a Putin a “rispettare l’integrità georgiana” servivano per coronare questo machiavellico disegno geopolitico a stelle e strisce. Purtroppo però, il Presidente americano ha dimenticato che la famosa “integrità georgiana” non esiste neppure, ci sono infatti l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia (abitate in netta maggioranza da Russi) che non ne vogliono sapere di far parte di questo stato retto dal filo-atlantico Saakashvili; dopo anni di tensione fra i ribelli separatisti sud-Osseti e la Georgia, quest’ultima ha deciso di passare all’offensiva lo scorso 8 agosto con il beneplacito di Bush (perché rischiare di perdere parte del territorio georgiano dove dovrà passare l’oleodotto BTC, avranno pensato i presidenti georgiano ed americano), occupando questa regione autonoma provocando così l’intervento armato di Mosca. In pochissimo tempo i georgiani sono stati respinti nel loro territorio e sconfitti, ed il tandem Medvedev-Putin è riuscito a far inserire nei punti del trattato di pace la presenza dei militari russi nell’Ossezia del Sud e nell’Abkhazia, sempre con un occhio rivolto verso Tbilisi in caso di necessità; ancora una volta quindi, l’Orso Russo ha mandato in frantumi il sogno americano (escludere il Cremlino dall’oleodotto BTC) ed ha ottenuto una vittoria politico-militare di grande importanza: ora infatti il Presidente della Georgia Saakashvili è tenuto in scacco dall’esercito russo, e parte del “suo” territorio è occupato dai soldati di Mosca. Poco importa ai Russi dei commenti dei media occidentali che si dividono fra chi sostiene che Putin sia intervenuto per motivi nazionalisti (come protettore dei Russi) e chi dice invece per motivi geopolitici (per ristabilire il predominio russo sugli oleodotti caucasici): rimane il fatto che nessuno al momento attuale può pensare di fare grossi affari nel Caucaso senza coinvolgere Mosca, i suoi leader ed i suoi giganti dell’energia.
    Fanno bene ad infischiarsene di un "occidente" che ha ormai svenduta la sua Civiltà. Non credo serva elencare fatti a dimostrazione.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sangiupino Visualizza Messaggio
    Fanno bene ad infischiarsene di un "occidente" che ha ormai svenduta la sua Civiltà. Non credo serva elencare fatti a dimostrazione.
    In effetti basta guardarci intorno un attimino: gente che ha paura di mostrare delle opere di Mozart a teatro per non offendere l'Islam si scava la fossa da sola.

  10. #10
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    http://www.monarquiaconfidencial.com...x?IdObjeto=600

    è solo un blog monarchico in lingua spagnola, ma si parla apertamente della possibilità che il giovane principe David , lontano dalle beghe politiche e dalle figure da chiodi rimediate dai politici georgiani, possa incarnare una nuova Georgia tradizionale e monarchica, con un prestigio sicuramente superiore del presidentucolo filoamericano attualmente al potere

 

 
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