Tanto Lusso Ingiustificato Per La Visita Del Papa
C'è un vergognoso silenzio intorno ai sontuosi festeggiamenti per la imminente visita del papa Benedetto XVI,che sarà a Cagliari il 7 settembre 2008 per una visita di 10 ore.Sono cattolico e rispetto la figura e la missione del Papa,ma mi dissocio da chi pensa di accoglierlo come un sovrano e non come egli stesso ama definirsi " l'umile operaio nella vigna del Signore ".Se potessi parlare col papa,lo metterei al corrente della situazione di estrema difficoltà economica di ben 94 mila famiglie sarde che vivono con un reddito inferiore a 400 euro al mese,come recentemente hanno denunciato la Caritas Regionale,la Pastorale del Lavoro,numerose Associazioni di Volontariato , le Segreterie Regionali di CGIL/CISL/UIL,le ACLI Reg.li e la CSS .Mi offende l 'ostentazione di richezza e lusso dell'Arcivescovo di Cagliari mons. Mani,che pensa di fare cosa gradita al papa,offrendogli a nome dei sardi un calice tempestato di gemme del peso di un chilo e mezzo d'oro massiccio.E' una vergogna !
Mi vien voglia di chiedere al maestro Nioi di Assemini di fare un calice artistico di ceramica e offrirlo al papa in modo che Benedetto XVI celebri la messa con quel calice e possa fare un gesto di umiltà e carità clamoroso ,come fece Paolo VI in India donando la sua Tiara.Il Papa metta all'asta quel calice d'oro massiccio tempestato di gemme e disponga che il ricavato vada ai poveri della Sardegna. L'Arcivescovo Mani non può non sapere che a Furtei si estrae quell'oro"sardo," distruggendo il territorio circostante con tecniche a base di arsenico pericolose per l'uomo e per l'ambiente.La stessa Regione aveva bloccato le concessioni per un lungo periodo,imponendo alla Ditta estrattrice l'obbligo di ripristino e risanamento dell'ambiente. Ma quel calice offende la sensibilità dei sardi perchè sanno che andrebbe sicuramente ad arricchire l'immenso tesoro del Museo Vaticano e non sarebbe ricordato come gesto di profondo amore e legame col Papa "servus servorum Domini ".
A proposito del lusso con cui si vuole accogliere il Papa a Cagliari. Mi viene in mente il brano del Vangelo in cui Gesù in persona dispone che per il suo ingresso solenne a Gerusalemme i discepoli prendano in prestito un'asina a cui porre sul dorso un mantello.Poi dirà agli Apostoli di prenotare un'ampia sala,il Cenacolo,dove preparare una tavola imbandita per l'ultima cena.Il popolo festeggiò con lodi e canti l'entrata in Gerusalemme del Cristo,agitando palme e ramoscelli d'ulivo e spargendo la via con petali di fiori come si usa fare da noi con sa ramadura.Tutto questo " il lusso " che si permise il Figlio di Dio.Mi hanno riferito che,invece,per il Papa,per un'ora che sosterà presso il Seminario Regionale per il pranzo con tutti i Vescovi della Sardegna,sono stati impegnati per settimane maestri giardinieri per preparare un giardino e una zona d'ombra degna di un papa.Tutto ciò mi scandalizza.Sono sicuro che lo stesso Benedetto XVI non avrebbe approvato questo spreco.
Giacomo Meloni Segretario Generale Naz.le della CSS
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