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  1. #1
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    Predefinito Cresce intorno al Golfo la concentrazioni di navi da guerra, aerei e missili

    http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=12980&size=A

    Cresce intorno al Golfo la concentrazioni di navi da guerra, aerei e missili

    In attesa delle decisioni dell’Onu su eventuali nuove sanzioni all’Iran per il suo programma nucleare, mentre Teheran ipotizza il blocco dello Stretto di Hormuz, si avvicinano flotte occidentali. L’Arabia Saudia compre caccia, il Kuwait attiva il suo “Piano di emergenza bellica”.

    Kuwait City (AsiaNews) – L’Iran proclama di “essere pronto ad affrontare nuove sanzioni” dell’Onu legate al suo programma nucleare, che andrà avanti “in qualsiasi situazione”; l’Arabia Saudita si prepara ad acquistare altri 72 caccia Eurofighter Typhoon; navi da guerra di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia vanno ad incrementare la presenza militare nel Golfo persico; il Kuwait attiva il suo “Piano di emergenza bellica”.

    Si mostrano i muscoli nel Golfo, nell’attesa del rapporto del vicedirettore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) Olli Heinonen, recatosi il 7 agosto a Teheran, allo scopo di chiarire all’Iran l’offerta dei “5+1” (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, più la Germania) in cambio della sospensione del programma di arricchimento del combustibile nucleare. La risposta iraniana – prevedibilmente negativa o dilatoria – provocherà la richiesta di nuove sanzioni, delle quali si potrebbe discutere nella prossima assemblea generale delle Nazioni Unite, in programma dal 23 settembre al primo ottobre.

    Nei giorni scorsi, osservatori arabi rilevavano la concomitanza tra la minaccia di sanzioni e l’annuncio iraniano della messa a punto di un missile terra-mare con una gittata di 300 chilometri, più che sufficiente, cioè a chiudere la “porta del petrolio”: lo Stretto di Hormuz, largo 30 miglia (poco più di 50 chilometri) tra l’Iran e l’Oman. Oggi il Middle East Time sottolinea che si stanno avvicinando al Golfo alcuni gruppi di portaerei e navi da battaglia occidentali, reduci da una esercitazione nell’Atlantico avente ad oggetto proprio la rottura di un eventuale blocco dello Stretto. Si tratta del più grande dispiegamento navale in queste acque dai tempi delle due guerre del Golfo.

    Al di là di inauspicabili confronti militari, la presenza della forza navale occidentale potrebbe far pensare ad un blocco delle esportazione e delle importazioni petrolifere iraniane. Pur essendo il secondo produttore di petrolio dell’Opec, Teheran è infatti costretta ad importare benzina, in quanto non possiede raffinerie sufficienti neppure alle sue necessità interne. Un razionamento del carburante è già in atto, il blocco delle sue importazioni avrebbe sull’economia iraniana un effetto devastante.

  2. #2
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    Predefinito

    http://www.peacereporter.net/dettagl...hp?idart=11903


    Due portaerei Usa dirette verso il golfo Persico

    Mentre le trattative tra Nazioni Unite e Iran sono bloccate da mesi in un muro contro muro, gli Stati Uniti continuano a inviare armamenti nel Golfo. Stando alle ultime notizie riferite dal quotidiano Kuwait Times, due portaerei Usa sarebbero in viaggio verso lo stretto di Hormuz e il golfo Persico. Secondo diversi analisti militari le navi da guerra in questione dovrebbero essere la Uss Ronald Reagan e la Uss Theodore Roosevelt. Quest'ultima avrebbe appena terminato una serie di esercitazioni militari nell'Atlantico, chiamati Operazione Brimstone, insieme con la marina britannica e quella francese.


    Secondo il quotidiano israeliano Jerusalem Post, al momento nel Golfo sono già presenti due gruppi navali da combattimento Usa: quello della Uss Lincoln e della Uss Peleliu. L'accumulo di mezzi bellici è una notizia che preoccupa molto i paesi che si affacciano sul Golfo, timorosi che lo scoppio di un conflitto potrebbe facimente coinvolgerli per via della prossimità alle coste iraniane. É possibile che le due portaerei siano state spedite nell'area per mettere pressione su Teheran al fine di ammorbidirne la linea nelle trattative per nucleare, ma è anche vero che una simile concentrazione di navi da guerra nel golfo non si vedeva dalle invasioni dell'Iraq, sia nel 1991 che nel 2003.
    Sempre sencondo analisti militari, lo scopo delle manovre potrebbe essere quello di creare un'embargo di fatto attorno all'Iran, per colpirne l'economia, limitando in particolare la circolazione di prodotti petroliferi.

  3. #3
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    Golfo Persico, Usa ed Europa aumentano
    il numero di navi da guerra, aerei e missili


    ROMA (11 agosto) - Aumento di navi da guerra nei Golfo Persico, così come non si vedeva dai tempi delle due guerre del Golfo. Tutti in attesa della risposta di Teheran del rapporto del vice direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Olli Heinonen, recatosi il 7 agosto a Teheran, allo scopo di chiarire all'Iran l'offerta dei «5+1» (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, più la Germania) in cambio della sospensione del programma di arricchimento del combustibile nucleare.

    Proprio Bush, giorni fa, aveva richiesto agli alleati occidentali di aumentare le sanzioni contro l'Iran. Teheran, da parte sua proclama di «essere pronto ad affrontare nuove sanzioni» dell'Onu legate al suo programma nucleare, che andrà avanti «in qualsiasi situazione». E gli alleati degli Usa e i paesi del Golfo «si preparano a mostrare i muscoli»scrive l'agenzia missionaria AsiaNews.

    L'emirato del Kuwait - riferisce oggi il Middle East Times - ha attivato il suo «Piano di emergenza bellica». «Il Kuwait l'ultima volta fu preso di sorpresa» ha detto un ex diplomatico Usa in Kuwait al Middle East Times - quando le truppe irachene invasero il piccolo emirato e spazzarono via in poche ore l'esercito kuwaitiano».

    L'Arabia Saudita intanto si prepara ad acquistare altri 72 caccia Eurofighter Typhoon.

    Navi da guerra statunitensi ed europee si dirigono nella regione, andando ad incrementare la presenza militare nel Golfo. Si tratta di alcuni gruppi di portaerei e navi da battaglia di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, reduci da una esercitazione nell'Atlantico - l'operazione Brimstone - avente come oggetto la rottura di un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz, largo 30 miglia (poco più di 50 chilometri) tra l'Iran e l'Oman. Nei giorni scorsi, osservatori arabi rilevavano la concomitanza tra la minaccia di sanzioni e l'annuncio iraniano della messa a punto di un missile terra-mare con una gittata di 300 chilometri, più che sufficiente, cioè a chiudere la «porta del petrolio».

    Previsioni sulle sanzioni. La presenza della forza navale occidentale potrebbe far pensare, secondo gli osservatori mediorientali, ad un blocco delle esportazione e delle importazioni petrolifere iraniane. Pur essendo il secondo produttore di petrolio dell'Opec, l'Iran è infatti costretto a importare benzina, in quanto non possiede raffinerie sufficienti neppure alle sue necessità interne. Un razionamento del carburante è già in atto, il blocco delle sue importazioni avrebbe sull'economia iraniana un effetto devastante.

    Delle sanzioni si potrebbe discutere nella prossima assemblea generale delle Nazioni Unite, in programma dal 23 settembre al 1/o ottobre.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo....=HOME_NELMONDO


    Ma di questo i TG non parlano?

  4. #4
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    l'america affonda cosi' velocemente che il rischio di una guerra in iran con lo scopo di frenare la crisi irreversibile e rallentare l'avanzata di paesi come india e cina comincia a diventare realmente concreto. ci sono pero' immensi problemi militari politici e strategici che frenano i falchi della casa bianca, credo che i prossimi 6/8 mesi saranno quelli decisivi.

 

 

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