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  1. #1
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    Predefinito «Urgente la riforma dei contratti»

    Confindustria

    «Urgente la riforma dei contratti»



    La riforma del modello contrattuale è urgente. Anche e soprattutto per il rilancio della crescita economica alla luce dei recenti dati italiani e dell'intera eurolandia sul Pil. È la convinzione di Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria che, a due settimane dalla ripresa del tavolo con le organizzazioni sindacali sulla riforma contrattuale (in agenda per il 2 settembre) spiega come «un sistema più moderno di relazioni industriali, possa dare un contributo alla strategia di crescita».



    Resta «centrale la questione della produttività» aggiunge, sottolineando che la situazione economica deve «far riflettere tutti quanti sull'esigenza di costruire un sistema che riesca a far crescere i salari legandoli alla produttività ed ai risultati, evitando di alimentare l'inflazione che è un nemico di tutti. Ma è soprattutto una piaga per i ceti più deboli».
    Che «non si possa fare a meno di un accordo» è convinto Raffaele Bonanni, leader della Cisl, il quale parla di «intesa indispensabile». Anche perché con un nuovo modello «contrattuale possiamo pretendere che il governo trasformi da temporanea in strutturale la defiscalizzazione» sul secondo livello di contrattazione, i salari cioè legati alla produttività.
    La trattativa tra le parti era stata sospesa all'inizio di agosto, prima delle ferie, con diversi nodi ancora da sciogliere. Nell'ultimo tavolo tra sindacati e Confindustria, non si era infatti trovata una posizione comune su uno dei passaggi chiave. Quello cioè relativo all'indice previsionale di inflazione, al quale agganciare gli aumenti salariali al posto dell'inflazione programmata indicata dal governo, ed in particolare sul meccanismo di costruzione dello stesso».Vai alla homepage
    18/08/2008



    http://iltempo.ilsole24ore.com/polit...ontratti.shtml

  2. #2
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    Predefinito

    parla il direttore DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI INDUSTRIALI Maurizio Beretta

    Contratti, l'affondo di Confindustria:
    «Per la ripresa necessaria la riforma»


    Bonanni (Cisl): «La chiusura dell'accordo è indispensabile»


    ROMA - I dati sull'andamento dell'economa in Italia e nell'intera eurozona confermano l'urgenza di strategie «che abbiano come obiettivo la ripresa e la crescita» e, tra queste, la «riforma dei contratti». È quanto sottolinea Maurizio Beretta, Direttore Generale di Confindustria, in un intervista rilasciata all'agenzia Ansa. Quello economico «è un quadro di cui bisogna tenere conto nella riforma del modello contrattuale perché un sistema più moderno di relazioni industriali, può dare un contributo alla strategia di crescita per la quale resta centrale la questione della produttività». «Deve far riflettere tutti quanti», prosegue Beretta, «sull'esigenza di costruire un sistema che riesca a far crescere i salari legandoli alla produttività ed ai risultati, evitando di alimentare l'inflazione che è un nemico di tutti. Ma è soprattutto una piaga per i ceti più deboli».
    BONANNI - Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, interviene nel dibattito per spiegare la posizione del suo sindacato e per ribadire che la chiusura dell'intesa è necessaria anche per «pretendere dal governo la trasformazione, da temporaneo a strutturale, del meccanismo di defiscalizzazione». «La chiusura dell'accordo sulla riforma dei contratti è indispensabile, l'aspettano tutti, lavoratori e cittadini. Lo dobbiamo fare in ogni caso: non c'è spazio per una mancata intesa». L'accordo «dobbiamo farlo - spiega - anche per rafforzare i salari dei lavoratori sotto il profilo della minore tassazione sul secondo livello di contrattazione. Solo se ci presentiamo con l'accordo fatto possiamo pretendere dal Governo la strutturalizzazione dell'intervento temporaneo» «Serve un nuovo sistema che regoli i rapporti tra le parti e che non sappia solo redistribuire la ricchezza, ma che sappia rafforzare il sistema produttivo italiano con le sue aziende» aggiunge Bonanni sottolineando che «bassi salari e bassa produttività sono originati da una carente negoziazione aziendale che mette sotto sfida imprese e lavoratori». È quindi necessario - ribadisce - «mettere le imprese in grado di essere più aggressive sui mercati e rafforzare, allo stesso tempo, i salari dei lavoratori», anche sotto il profilo del «taglio vigoroso delle tasse sul salario produttivo».
    I PUNTI SUL TAVOLO - La riforma dell’attuale modello contrattuale è il banco di prova principale nel rapporto tra la Confindustria guidata dal neo presidente Emma Marcegaglia e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Dopo l’interruzione per la pausa estiva, le parti si sono date appuntamento per il 2 settembre: obiettivo chiudere entro il 30 settembre. Il principale nodo da sciogliere, quello sul quale si sono evidenziate le maggiori divergenze, resta quello del tasso di inflazione da prendere come riferimento per gli adeguamenti salariali. Un punto reso ancora più delicato dal differenziale tra l’inflazione reale certificata dall’Istat (al 4,1%) e quella programmata presa come riferimento nel Dpef, che è all’1,7 per cento. Confindustria e sindacati sono d’accordo nell’utilizzare come base di lavoro l’indice europeo ma Confindustria intende depurarlo dalla cosiddetta ’inflazione importata’, quella cioè legata all’energia. E qui emergono le spaccature: se Cisl e Uil si mostrano disponibili a trattare sull’entità dell’indice recuperando poi attraverso sconti fiscali e contratto integrativo, la Cgil guarda proprio alla quota di inflazione programmata convinta che il tasso sul quale si chiudono i contratti deve essere il più vicino a quello reale.




    17 agosto 2008


    http://www.corriere.it/economia/08_a...box_primopiano

  3. #3
    Most of all loved the AURORA
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    Citazione Originariamente Scritto da catartica Visualizza Messaggio
    Confindustria

    «Urgente la riforma dei contratti»



    La riforma del modello contrattuale è urgente. Anche e soprattutto per il rilancio della crescita economica alla luce dei recenti dati italiani e dell'intera eurolandia sul Pil. È la convinzione di Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria che, a due settimane dalla ripresa del tavolo con le organizzazioni sindacali sulla riforma contrattuale (in agenda per il 2 settembre) spiega come «un sistema più moderno di relazioni industriali, possa dare un contributo alla strategia di crescita».


    Resta «centrale la questione della produttività» aggiunge, sottolineando che la situazione economica deve «far riflettere tutti quanti sull'esigenza di costruire un sistema che riesca a far crescere i salari legandoli alla produttività ed ai risultati, evitando di alimentare l'inflazione che è un nemico di tutti. Ma è soprattutto una piaga per i ceti più deboli».
    Che «non si possa fare a meno di un accordo» è convinto Raffaele Bonanni, leader della Cisl, il quale parla di «intesa indispensabile». Anche perché con un nuovo modello «contrattuale possiamo pretendere che il governo trasformi da temporanea in strutturale la defiscalizzazione» sul secondo livello di contrattazione, i salari cioè legati alla produttività.
    La trattativa tra le parti era stata sospesa all'inizio di agosto, prima delle ferie, con diversi nodi ancora da sciogliere. Nell'ultimo tavolo tra sindacati e Confindustria, non si era infatti trovata una posizione comune su uno dei passaggi chiave. Quello cioè relativo all'indice previsionale di inflazione, al quale agganciare gli aumenti salariali al posto dell'inflazione programmata indicata dal governo, ed in particolare sul meccanismo di costruzione dello stesso».Vai alla homepage
    18/08/2008



    http://iltempo.ilsole24ore.com/polit...ontratti.shtml

    Della serie più lavori, più guadagni...ah però grandi passi avanti!!!

 

 

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