Lo Stato borghese sfoggia la sua natura totalitariaL’attuale liberal-democrazia altro non è che una struttura del potere economico-finanziario. Parlamenti, enti locali, partiti politici, sono strutture amministrative di questo potere, mentre oggi più di prima, le svariate forze armate degli stati occidentali, si possono giustamente definire polizie del nuovo ordine mondiale progettato da massoni, banchieri, proprietari di colossi industriali.
Nell’estate in corso, quando tutti sono presi da “altre cose”, il governo di centrodestra, sulla scia ovviamente del precedente governo di centrosinistra, dà corpo ad una svolta molto autoritaria dello Stato. Dopo che il precedente governo Prodi ha completato la trasformazione della magistratura in un organo dipendente dal ministero della giustizia e reso quasi impossibile per un laureato in legge di umile o media estrazione sociale intraprendere la carriera di magistrato, ponendo le basi per una magistratura completamente dipendente dai poteri forti, senza contare poi l’introduzione di nuovi reati di opinione e l’inasprimento delle pene per resistenza a pubblico ufficiale, questo mal-governo Berlusconi da vita ad un’altra serie di misure che rendono la legge debole coi potenti e feroce nei confronti dei bistrattati dal sistema capitalistico. Abbiamo visto il Lodo Alfano che ha reso immuni le 4 più alte cariche dello Stato da procedimenti penali, il che comporta ad esempio che il presidente della Camera possa violentare però fino a che è in carica non possono nemmeno indagarlo. Pochi giorni fa, il ministro della Difesa (degli equilibri giudaico-mondialisti) Ignazio La Russa, di A.N. ha ordinato la presenza di 4.000 soldati nelle strade italiane, che poi sono stati messi a presidiare per lo più luoghi tranquilli come ambasciate e municipi. Timore di rivolte?
Ma il provvedimento che più di tutti ha il sapore da stato di polizia è la concessione ai sindaci di ampi poteri legislativi decisa dal ministro dell’Interno leghista Roberto Maroni; grazie a questo provvedimento ogni sindaco può emanare leggi con valenza entro il proprio comune riguardo molti reati già previsti dalla Costituzione e a molti comportamenti non previsti come reato dalla Costituzione ma definibili a discrezione del sindaco ad allarme sociale o fonte di degrado e di indecoro, che pertanto all’interno di un comune potranno essere trattati come reati: quindi chiedere l’elemosina, vendere cose per strada, prostituzione, sostare in gruppo, sdraiarsi su una panchina, e così via; insomma un sindaco potrà stabilire varie pene per delle vere e proprie inezie, persino per comunissimi comportamenti innocui tipo mangiare in piazza. Potrà vietare lo svolgimento di attività politiche militanti quali volantinaggi, affissioni, presidi, cosa che a dire il vero già succede, infliggendo un duro ostacolo all’antagonismo politico e alla diffusione del pensiero non conforme. Il sindaco diventa così una specie di “signore” sul proprio territorio, con ampia libertà di opprimere chi non si conforma al modello di vita dominante, chi magari contesta il suo operato spesso corrotto e servile verso i poteri forti, e trarrà quel poco di consenso colpendo i soliti capri espiatori contro cui strillano talvolta senza una reale ragione i benpensanti.
Ben sapendo che le leggi per colpire chi chiedendo l’elemosina, prostituendosi o usufruendo della prostituzione, svolgendo attività militanti, cantando per strada, e cosi via, ci sono già senza quindi che ci fosse concretamente bisogno di conferire prerogative ai sindaci ma semplicemente di far rispettare delle semplici regole, tutto questo autoritarismo si trasformerà in un bel “bordello” dove a essere colpiti indiscriminatamente saranno i soliti “poveri coglioni”, mentre i veri delinquenti, spesso e volentieri collusi in un modo o nell’altro con il potere, saranno sempre tutelati, e ancora di più saranno tutelati i potenti, che quasi sempre meritano di essere considerati tra i veri delinquenti. Per chi è stato messo fuori dall’ingranaggio, per chi non accetta di seguire le regole borghesi, la vita si farà più dura, costringendo ad un ulteriore abbrutimento della propria condotta.
Molti sindaci hanno già risposto solerti all’appello del ministro Maroni di essere “creativi” con le nuove leggi municipali; il caso più clamoroso è quello del sindaco di Roma, Giovanni Alemanno prono a Giuda, che vuole proibire in nome del decoro (il suo immondo decoro) di rovistare nei cassonetti della spazzatura, proprio quando cresce di giorno in giorno il numero di persone che per sopravvivere devono cercare avanzi nella spazzatura. Nel nord Italia ci sono comuni dove sono già scattate leggi che vietano di sostare in panchine, parchi, piazze, in gruppi di oltre 2-3 persone. A Verona è stato proibito persino di mangiare panini per strada. In molte città è diventato reato chiedere l’elemosina (tanto vale rubare direttamente forse?).
Parallelamente forze dell’ordine a carattere statale come Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, subiscono fortissimi tagli, mentre i corpi di Vigili Urbani o Polizia Municipale, più dipendenti dai sindaci, vengono armati di tutto punto. Ciò potrebbe significare che in futuro i vigili urbani, più dipendenti rispetto agli altri corpi di polizia ai primi cittadini ora trasformati in “signori”, avranno maggior ruolo, mentre le altre forze armate verranno progressivamente ridimensionate.
Ecco un altro bel provvedimento! Nel 2010 in Italia, in anticipo tra tutti i paesi dell’Unione Europea, tutte le carte di identità dovranno recare l’impronta digitale. Sapendo come possono manipolare i dati biometrici, il fatto che il “Super-Stato” servo di potentati economici disponga delle impronte digitali di tutti i cittadini, farà si che servizi segreti, organi di polizia, mercenari vari abbiano amplissimi margini di manovra nel commettere crimini, poi le tracce biologiche rilevate sulla scena del delitto potranno essere trasformate in modo tale da corrispondere ai dati di innocenti privi di santi in paradiso, magari di persone di cui sono noti il pensiero e lo stile di vita controcorrenti.
Ovviamente al cittadino imbelle si fanno bere questi soprusi con la scusa della sicurezza attraverso lo sfruttamento mediatico della cronaca nera, dando vita a quella che si chiama tasso di “criminalità percepita“ che è superiore a quello reale, infatti rispetto agli anni scorsi è registrata una sensibile diminuzione degli omicidi.
Il totalitarismo mondialista è spaventoso perché dispone di mezzi tecnologici e strutture organizzative senza eguali nella storia, e perché in cambio di questo pseudo-ordine non dà un bel niente, ma anzi, priva i giovani del futuro, toglie ai lavoratori il diritto di lavorare in un contesto di sicurezza, impedisce a molte donne di diventare mamme, distrugge l’ambiente, sottrae quanta più autonomia possibile alla gente, come con la distruzione dell’agricoltura. Il regime liberale e democratico a discapito delle sue formali qualifiche potrebbe arrivare ad un livello di negazione delle libertà personali mai visto nella storia dell’uomo.
Fa ridere come i politicanti nostrani e i giornalisti loro servi ci riempiono la testa sulle violazioni dei diritti umani, sulla mancanza di “democrazia” in Cina, quando quel mostro cinese di Stato che con la prepotenza impone sul popolo i dettami degli inquinatori e degli schiavisti locali o stranieri, che perseguita i contadini e le comunità etnico-religiose legate alla Tradizione con i metodi più criminali, diventa per i politicanti occidentali il modello da seguire. E a proposito di ipocrisia, segnalo la proposta del ministro delle “pari opportunità”, la famosa Mara Carfagna, di multare prostitute e clienti; da che pulpito viene la predica! Non sarebbe il caso allora di estirpare il mondo, da cui la “ministra” proviene, dello spettacolo, delle “miss”, che si regge sulla mercificazione dei corpi e delle anime, mondo molto più squallido dei noti viali periferici del “piacere”?
Il fantasmagorico decoro che i politicanti vogliono dare ai centri abitati è come gettare petali di rose e spruzzare profumo in un cesso pieno di escrementi e di blatte, nel tentativo di occultare il fetore e le immagini orrende.
La dittatura borghese ha dichiarato guerra, noi raccogliamo la sfida, consapevoli che la repressione, il tecno-controllo, non impediranno la rabbia, l’esplosione delle contraddizioni insanabili di questa società, la voglia in molte persone di non piegarsi ai dettami del produci, consuma e crepa. Siamo dalla parte delle vittime di questa svolta autoritaria e al momento decisivo saremmo dalla parte dei ribelli. Questa società, che poi non è più corretto chiamarla società, non è la nostra, e quindi va distrutta.
Alfredo Ibba
10 agosto 2008
www.avanguardia.tv




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