PDL, FORSE LA DISTENSIONE BERLUSCONI/FINI- VERDINI FARA' "L'ESPLORATORE"
mercoledì 12 maggio 2010
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12 mar. - C'e' un deputato del Pdl imprenditore, amico sia di Gianfranco Fini che di Silvio Berlusconi, che si sta spendendo piu' di altri per tentare di ricucire lo strappo. Il deputato porta il nome dell'Italia nel mondo e non ci sta alle "beghe da cortile" tra i due. Oggi ha incontrato Gianni Letta per ribadire la necessita' di arrivare ad una pace e il sottosegretario gli ha dato ragione: "E' chiaro - ha osservato il braccio destro del premier - che e' fondamentale arrivare ad un equilibrio, in questo modo non si puo' andare avanti".
Domani sara' proprio Letta, in compagnia di Denis Verdini, ad entrare in campo incontrando Fini. Il presidente del Consiglio ha adottato la tattica di Bossi che due settimane fa ha 'inviato' Calderoli e Cota.
"Io non accetto - ha ripetuto ai soliti pontieri - diktat da parte di nessuno, si va avanti in Parlamento, nessuno ridiscutera' il ruolo del presidente della Camera ma solo se la Camera potra' portare avanti il programma".
Il Cavaliere, dunque, non chiude certo all'ipotesi di un rasserenamento del clima ma guarda alle riforme, ai voti e a null'altro. La terza carica dello Stato ai suoi ha fatto un discorso chiaro: "In questo momento non vogliamo fare certo i bambini. Con la crisi e' necessaria una fase di responsabilita'". Ma la stessa responsabilita' Fini la chiede all'inquilino di palazzo Chigi. Fini continua a porre al premier innanzitutto questioni politiche ma legate anche alla riorganizzazione del partito. "Chi ha portato An nel Pdl e' chiaro che debba avere uno spazio decisionale".
Parlando oggi con il deputato-imprenditore ha ribadito, per esempio, la necessita' di una nuova spinta di via dell'Umilta'. E sottolineando anche la questione dei doppi ruoli, nel partito e nel governo. Nessuna rivendicazione di poltrone o polemica su alcun nome, ma e' chiaro - questo il ragionamento - che chi e' al vertice dovrebbe lavorare a tempo pieno per il partito.
In ogni caso Fini in diverse occasioni ha spiegato di considerare la questione della rappresentativita' importante ma non preminente. L'ex leader di An, riferisce chi gli ha parlato, non intende cavalcare l'onda giudiziaria che si e' abbattuta sul governo e promette fedelta' al governo e sostegno alla legislatura.
"Ma serve responsabilita' da parte di tutti", e' l'ammonimento. E quindi anche "un nuovo spazio decisionale" in cui trovino posto uno o due persone a lui vicine. Al momento e' difficile scommettere sull'esito della partita, anche perche' Berlusconi ha altre preoccupazioni: il timore e' che nuove inchieste possano turbare l'azione dell'esecutivo. E la Lega poi non vuole affatti ritardi sul versante del federalismo e chiede almeno un sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico.
Il premier per ora ha rinviato la nomina di Romani anche se non e' escluso che ci possa essere l'investitura proprio giovedi' in Consiglio dei ministri. Il Cdm dovrebbe essere anticipato da una riunione del Cipe in cui si potrebbero sbloccare ulteriori fondi per le infrastrutture.
A VERDINI DELEGA 'ESPLORAZIONE' SITUAZIONE INTERNA - Sara' Denis Verdini a svolgere il ruolo di 'esploratore' per verificare lo stato dei rapporti all'interno del Pdl dopo la brusca impennata della direzione che ha registrato lo strappo dei finiani. E' questo il frutto del vertice che si e' svolto ieri sera a Palazzo Grazioli, con Silvio Berlusconi che, appena rientrato a Roma, ha convocato i tre coordinatori del partito insieme ad Altero Matteoli e Gianni Alemanno.
Il termine che Ignazio La Russa usa, parlando con i giornalisti all'uscita da palazzo Grazioli, non e' quello di esploratore ma il concetto e' quello che questa formula normalmente sintetizza nel lessico politico: "Abbiamo parlato anche della situazione interna al partito - dice infatti il ministro della Difesa - delegando ai coordinatori e noi, a nostra volta, a Verdini, di verificare qual e' la situazione all'interno".
"Abbiamo parlato - sintetizza - dell'interim a Silvio Berlusconi e delle vicende della giunta del Lazio", aggiunge La Russa che dedica poi un ulteriore richiamo al lavorio per contrastare la crisi dell'euro: "Soprattutto, cio' che e' importante, e' che si e' parlato anche dello stato dell'economia del Paese, esprimendo soddisfazione per quanto fatto dal presidente del Consiglio e dal governo nel suo complesso".