E Metternich disse: "L'Italia è un'espressione geografica"

Vogliamo sconfessarlo una volta per tutte anche qui questo falso storico?


Metternich e l'Italia

«In Europa allo stato attuale esiste un solo vero uomo politico, ma disgraziatamente è contro di noi. È il conte di Cavour.»

(Klemens von Metternich)

Il 2 agosto 1847 Metternich scrisse, in una nota inviata al conte Dietrichstein, la famosa e controversa frase «L'Italia è un'espressione geografica» (La frase esatta fu: «La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle.» ). Tale frase venne ripresa l'anno successivo dal quotidiano napoletano Il Nazionale, riportandola però in senso dispregiativo: «L'Italia non è che un'espressione geografica»; nel pieno dei moti del '48 i liberali italiani si appropriarono polemicamente di questa interpretazione utilizzandola in chiave patriottica per risvegliare il sentimento anti-austriaco negli italiani.

Gli storici sono abbastanza concordi nel riconoscere in tale affermazione la constatazione di uno stato di fatto invece di una connotazione negativa: dal punto di vista politico infatti, lo statista austriaco vedeva come l'Italia fosse «composta da Stati sovrani, reciprocamente indipendenti» (così proseguiva nel testo della nota), così come lo era la Germania. Più che un arrogante disprezzo nei confronti dell'Italia e di coloro che puntavano alla sua unificazione, a muovere Metternich era il calcolo politico di mantenere divisa la penisola, permettendo al suo paese di esercitare una stretta influenza (diretta e indiretta) sugli stati italiani.

Klemens von Metternich - Wikipedia


Interessante constatare come Metternich accomuni la situazione della nascente nazione italiana a quella germanica - il che, logica vuole, lascia intendere che se di “espressione geografica” si tratta allora lo stesso si dovrebbe dire anche per la Germania -, così come che gli interessi degli austriaci erano sostanzialmente quelli di cercare di prolungare il più possibile la situazione di asservimento della nostra nazione divisa nello stato di spezzatino, dove alla prima nobildonna di facili costumi che fosse riuscita a finire sotto le coperte del potente straniero di turno poteva graziosamente essere elargito un principato o un ducato sopra cui regnare.
Questa era l’Italia, il campo di battaglia di interessi stranieri. Una nazione spezzettata in cento regnetti in perenne competizione tra di loro.

Falsi storici
Un ricercatore rivela che non fu mai pronunciata la frase "espressione geografica"


Metternich riabilitato - Non denigrò l'Italia

Confessiamolo: fra tutti gli antieroi del Risorgimento, il principe di Metternich ci e' stato sommamente antipatico. A questo arcinemico non riuscivamo a perdonare una frase sanguinosamente offensiva, segnalata dai manuali scolastici e, pensavamo, pronunciata durante il Congresso di Vienna: "L' Italia e' solo un' espressione geografica". Bene, e' il momento di ricrederci. Una ricerca di Fausto Brunetti, consigliere al ministero degli Esteri, ci permette di svelare un caso classico di disinformazione. Nel saggio "Il pensiero e l' azione de Il Nazionale", pubblicato per l' Atheneum di Firenze, Brunetti ha ritrovato il primo riferimento conosciuto alla famosa frase che avrebbe pronunciato Metternich. Siamo nell' agosto del ' 47, ben piu' tardi del Congresso di Vienna, e alla vigilia dei moti risorgimentali. Bene: "Il Nazionale" riporta una volta il giudizio generico "espressione geografica" e poco piu' tardi il fatidico: "L' Italia non e' che un' espressione geografica", riferendola a un dispaccio riservato inviato da Metternich al suo ambasciatore londinese perche' ne riferisse a Palmerston. Se non che, passati pochi giorni, lo stesso giornale pubblica il reale contenuto del documento, dove la frase suona: "L' Italia e' un nome geografico". Insospettito, Brunetti ha compiuto ulteriori ricerche, ed ecco la scoperta. La frase completa era: "Italia, nome geografico come quello di Germania". Giudizio discutibile, ma non certo insultante: fu l' Italia a caricarlo di valenze negative per fini di propaganda. Ma certi falsi, si sa, sopravvivono all' originale: e cosi' il povero Metternich se ne e' rimasto per 150 anni in purgatorio, finche' Brunetti e' venuto a liberarlo.

Dario Fertilio

Corriere della Sera, 1 giugno 1999, pagina 35
METTERNICH RIABILITATO, NON DENIGRO' L' ITALIA