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  1. #1
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    Predefinito L'America è una nazione basata su una cultura o su un'Idea? Dite la vostra

    Conservatorismi di ieri e di oggi


    Per capire quanto sia cambiato il conservatorismo americano rispetto a qualche decennio fa basta guardare a come i suoi intellettuali si pongono riguardo la questione dell'identità nazionale. L'America è una nazione fondata su un retaggio culturale, al pari di tutte le altre nazioni del mondo, o piuttosto su un'Idea astratta, su una "proposizione"?

    La proposizione è quella tratta dalla Dichiarazione di Indipendenza e cioè: "We hold these truths to be self-evident: that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable rights, that among these are life, liberty, and the pursuit of happiness."

    Fino a qualche tempo fa a separare i Conservatori dai Liberal era il ruolo dato alla Dichiarazione d'Indipendenza rispetto alla Costituzione.
    I conservatori erano strenui difensori della Costituzione, che andava rispettata "strettamente". Invece la Dichiarazione, per un tradizionalista quale M.E. Bradford non aveva nessun significato filosofico-universale, ma si limitava a prendere atto della rottura di un contratto e dunque non affermava un principio nuovo, ma la preservazione di un vecchio patto. Anche un vecchio neocon come I. Kristol sottolineava il carattere "legalistico" della Dichiarazione e il suo contenuto "politico" e non "meta-politico", ovvero utopistico.

    Il dibattito sul ruolo della Dichiarazione nella storia e nella politica americana, negli ultimi vent'anni si è riversato all'interno dello stesso Movimento Conservatore. Se un tempo i conservatori americani ragionavano da "europei" in merito alla loro nazione, che dicevano basarsi sul sangue sul suolo, ovvero su di uno specifico un retaggio culturale, oggi l'influsso della riflessione straussiana (per la precisione, solo di una parte di essa) è arrivato a far sì che la maggior parte dei conservatori contemporanei condivida coi liberals la centralità della Dichiarazione e dunque il presupposto che l'America sia una nazione basata su un ideale di eguaglianza, sui Diritti.

    Tempo fa sul sito conservatore FrontPage è apparsa una lista che elencava i maggiori sostenitori dell'una e dell'altra teoria. Si può notare come, salvo qualche eccezione, tutti i nomi storici del conservatorismo americano stiano da una parte e i nuovi conservatori dall'altra. A dimostrazione di quanto la destra americana di oggi sia scesa a patti col nemico di ieri.


    Questi conservatori negano che l'America sia stata fondata su una proposizione:

    Pat Buchanan
    William F. Buckley, Jr
    Phyllis Schlafly
    John O’Sullivan
    Ann Coulter
    Peter Brimelow
    Joe Sobran
    Paul Craig Roberts
    Scott McConnell
    Lawrence Auster
    Chilton Williamson
    Donald Livingston
    ClydeWilson
    Stephen Presser
    Howard Sutherland
    J.P.Zmirak
    Paul Gottfried
    Don Feder
    Bill Murchison
    Michelle Malkin
    Debra Saunders
    Ilana Mercer


    Questi conservatori affermano che l’America sia stata fondata su una proposizione:

    Dinesh D’Souza
    Charles Krauthammer
    Charles Murray
    Ben Wattenberg
    William Kristol
    Norman Podhoretz
    John Podhoretz
    Fareed Zakaria
    Newt Gingrich
    George Will
    Lowell Ponte
    Jamie Glazov
    David Brooks
    Paul Johnson
    Jonah Goldberg
    Bob Bartley
    John Fund
    Rush Limbaugh
    Linda Chavez


    Queste liste spiegano in maniera chiara la piega che negli ultimi vent’anni ha preso il conservatorismo americano. Per i Vecchi Conservatori e per i loro eredi Paleoconservatori nessuna nazione può basarsi su astratti diritti, mentre per il conservatorismo spurio dei nostri giorni (neolibertarian, neoconservatore e straussiano) basta affermare di credere nella Dichiarazione d'Indipendenza per essere di fatto "americani".


    Florian


    Le liste riportate sono state tratte da un articolo di Robert Locke
    http://frontpagemag.com/Articles/Rea...4-84C3E3DBFC33

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  2. #2
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    Io sto dalla parte dei Buckley, Schafly, Buchanan, Coulter... ovvero sono contrario alla tesi "liberal" che l'America sia il frutto di una teoria. E voi, da che parte state?

  3. #3
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    Vedete che ho ragione quando dico che vi interessano solo questioni economiche? Siete del tutto indifferenti alla cultura... paleolibertari alle vongole!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Conservatorismi di ieri e di oggi


    Per capire quanto sia cambiato il conservatorismo americano rispetto a qualche decennio fa basta guardare a come i suoi intellettuali si pongono riguardo la questione dell'identità nazionale. L'America è una nazione fondata su un retaggio culturale, al pari di tutte le altre nazioni del mondo, o piuttosto su un'Idea astratta, su una "proposizione"?

    La proposizione è quella tratta dalla Dichiarazione di Indipendenza e cioè: "We hold these truths to be self-evident: that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable rights, that among these are life, liberty, and the pursuit of happiness."

    Fino a qualche tempo fa a separare i Conservatori dai Liberal era il ruolo dato alla Dichiarazione d'Indipendenza rispetto alla Costituzione.
    I conservatori erano strenui difensori della Costituzione, che andava rispettata "strettamente". Invece la Dichiarazione, per un tradizionalista quale M.E. Bradford non aveva nessun significato filosofico-universale, ma si limitava a prendere atto della rottura di un contratto e dunque non affermava un principio nuovo, ma la preservazione di un vecchio patto. Anche un vecchio neocon come I. Kristol sottolineava il carattere "legalistico" della Dichiarazione e il suo contenuto "politico" e non "meta-politico", ovvero utopistico.

    Il dibattito sul ruolo della Dichiarazione nella storia e nella politica americana, negli ultimi vent'anni si è riversato all'interno dello stesso Movimento Conservatore. Se un tempo i conservatori americani ragionavano da "europei" in merito alla loro nazione, che dicevano basarsi sul sangue sul suolo, ovvero su di uno specifico un retaggio culturale, oggi l'influsso della riflessione straussiana (per la precisione, solo di una parte di essa) è arrivato a far sì che la maggior parte dei conservatori contemporanei condivida coi liberals la centralità della Dichiarazione e dunque il presupposto che l'America sia una nazione basata su un ideale di eguaglianza, sui Diritti.

    Tempo fa sul sito conservatore FrontPage è apparsa una lista che elencava i maggiori sostenitori dell'una e dell'altra teoria. Si può notare come, salvo qualche eccezione, tutti i nomi storici del conservatorismo americano stiano da una parte e i nuovi conservatori dall'altra. A dimostrazione di quanto la destra americana di oggi sia scesa a patti col nemico di ieri.


    Questi conservatori negano che l'America sia stata fondata su una proposizione:

    Pat Buchanan
    William F. Buckley, Jr
    Phyllis Schlafly
    John O’Sullivan
    Ann Coulter
    Peter Brimelow
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    Paul Gottfried
    Don Feder
    Bill Murchison
    Michelle Malkin
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    Questi conservatori affermano che l’America sia stata fondata su una proposizione:

    Dinesh D’Souza
    Charles Krauthammer
    Charles Murray
    Ben Wattenberg
    William Kristol
    Norman Podhoretz
    John Podhoretz
    Fareed Zakaria
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    Jamie Glazov
    David Brooks
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    Jonah Goldberg
    Bob Bartley
    John Fund
    Rush Limbaugh
    Linda Chavez


    Queste liste spiegano in maniera chiara la piega che negli ultimi vent’anni ha preso il conservatorismo americano. Per i Vecchi Conservatori e per i loro eredi Paleoconservatori nessuna nazione può basarsi su astratti diritti, mentre per il conservatorismo spurio dei nostri giorni (neolibertarian, neoconservatore e straussiano) basta affermare di credere nella Dichiarazione d'Indipendenza per essere di fatto "americani".


    Florian


    Le liste riportate sono state tratte da un articolo di Robert Locke
    http://frontpagemag.com/Articles/Rea...4-84C3E3DBFC33

    Essi [gli ebrei] lavorano più efficacemente contro di noi delle armate nemiche. Essi sono cento volte più pericolosi per le nostre libertà e per la grande causa in cui siamo impegnati ... Ciò di cui dobbiamo biasimarci più di tutto è che ogni stato, già da tempo, non li ha messi alle strette in quanto flagelli della società e più grandi nemici che abbiamo per la felicità dell’America.
    George Washington
    in MAXIMS OF G.W., di A.A.Appleton & Co.

    Concordo pienamente con il Generale Washington : dobbiamo proteggere questa giovane nazione da una influenza e una insidiosa penetrazione interna. Quella minaccia, signori, è l’ebreo.
    In qualsivoglia paese gli ebrei si siano insediati in gran numero, essi hanno abbassato il suo tono morale ; deprezzato la sua integrità commerciale ; si sono segregati da sé e non sono stati assimilati ; hanno schernito e cercato di minare la religione cristiana su cui quella nazione è fondata opponendosi alle sue restrizioni ; hanno costruito uno stato dentro uno stato ; e, quando qualcuno si è opposto, hanno cercato di strangolare quel paese a morte finanziaria, come nel caso della Spagna e del Portogallo.
    Per oltre 1700 anni gli ebrei sono andati piagnucolando la loro triste sorte dicendo di essere stati esiliati dalla loro patria, come chiamano la Palestina. Ma, signori, se il mondo oggi gliela desse in usufrutto, essi troverebbero immediatamente una qualche ragione per non ritornarvi. Perché ? Perché essi sono dei vampiri, e i vampiri non vivono sui vampiri. Essi non possono vivere solo tra loro stessi. Essi devovo sostentarsi sui cristiani e su altra gente non della loro razza.
    Se non li escludete, in meno di 200 anni i nostri discendenti lavoreranno nei campi per fornir loro ricchezza, mentre essi saranno negli uffici di contabilità a fregarsi le mani. Vi avverto, signori, se non escludete gli ebrei per sempre, i vostri figli vi malediranno nelle vostre tombe.
    Ammesso pure che gli ebrei, signori, siano nati dove vogliono, per quante generazioni siano lontani dall’Asia, essi non cambieranno mai. Le loro idee non si conformano con quelle di un americano e non lo saranno dovessero vivere tra noi per dieci generazioni. Un leopardo non può cambiare le sue macchie. Gli ebrei sono una minaccia per questo paese se si permette loro l’accesso, e dovrebbero venirne esclusi da questa Costituzione.
    Benjamin Franklin
    in uno scritto mandato alla commissione costituente
    a Philadelphia, 1787.


    Eric

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Eric_Ost Visualizza Messaggio
    Essi [gli ebrei] lavorano più efficacemente contro di noi delle armate nemiche. Essi sono cento volte più pericolosi per le nostre libertà e per la grande causa in cui siamo impegnati ... Ciò di cui dobbiamo biasimarci più di tutto è che ogni stato, già da tempo, non li ha messi alle strette in quanto flagelli della società e più grandi nemici che abbiamo per la felicità dell’America.
    George Washington
    in MAXIMS OF G.W., di A.A.Appleton & Co.

    Concordo pienamente con il Generale Washington : dobbiamo proteggere questa giovane nazione da una influenza e una insidiosa penetrazione interna. Quella minaccia, signori, è l’ebreo.
    In qualsivoglia paese gli ebrei si siano insediati in gran numero, essi hanno abbassato il suo tono morale ; deprezzato la sua integrità commerciale ; si sono segregati da sé e non sono stati assimilati ; hanno schernito e cercato di minare la religione cristiana su cui quella nazione è fondata opponendosi alle sue restrizioni ; hanno costruito uno stato dentro uno stato ; e, quando qualcuno si è opposto, hanno cercato di strangolare quel paese a morte finanziaria, come nel caso della Spagna e del Portogallo.
    Per oltre 1700 anni gli ebrei sono andati piagnucolando la loro triste sorte dicendo di essere stati esiliati dalla loro patria, come chiamano la Palestina. Ma, signori, se il mondo oggi gliela desse in usufrutto, essi troverebbero immediatamente una qualche ragione per non ritornarvi. Perché ? Perché essi sono dei vampiri, e i vampiri non vivono sui vampiri. Essi non possono vivere solo tra loro stessi. Essi devovo sostentarsi sui cristiani e su altra gente non della loro razza.
    Se non li escludete, in meno di 200 anni i nostri discendenti lavoreranno nei campi per fornir loro ricchezza, mentre essi saranno negli uffici di contabilità a fregarsi le mani. Vi avverto, signori, se non escludete gli ebrei per sempre, i vostri figli vi malediranno nelle vostre tombe.
    Ammesso pure che gli ebrei, signori, siano nati dove vogliono, per quante generazioni siano lontani dall’Asia, essi non cambieranno mai. Le loro idee non si conformano con quelle di un americano e non lo saranno dovessero vivere tra noi per dieci generazioni. Un leopardo non può cambiare le sue macchie. Gli ebrei sono una minaccia per questo paese se si permette loro l’accesso, e dovrebbero venirne esclusi da questa Costituzione.
    Benjamin Franklin
    in uno scritto mandato alla commissione costituente
    a Philadelphia, 1787.


    Eric

    Che "schifosi razzisti antisemiti" questi Padri della Nazione Americana!!


    Eric

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Eric_Ost Visualizza Messaggio
    Che "schifosi razzisti antisemiti" questi Padri della Nazione Americana!!


    Eric
    GOMBLODDO!
    a

  7. #7
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    ci mancava il signoraggista...almeno su Liberalismo sei pregato di non scrivere cazzate.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    E voi, da che parte state?
    Da libertario penso che non solo gli USA, ma tutti gli stati, siano frutto di una proposizione imposta con la forza. La nazione è una astrazione funzionale all'ampliamento del potere del governo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Abbott Visualizza Messaggio
    ci mancava il signoraggista...almeno su Liberalismo sei pregato di non scrivere cazzate.

    Le "cazzate" sembra che le abbiano scritte Benjamin Franklin e George Washington...DUE Padri della Nazione americana...

    Eric

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Eric_Ost Visualizza Messaggio
    Le "cazzate" sembra che le abbiano scritte Benjamin Franklin e George Washington...DUE Padri della Nazione americana...

    Eric
    Sì ma vedi... Non hanno mai detto che bisognava dare la stampante allo STATO.. A loro doveva piacere il gold STANDARD..

 

 
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