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  1. #1
    Lombard
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    Predefinito federalismo fiscale: oggi la presentazione del progetto?

    oggi Calderoli dovrebbe presentare il suo progetto, attendiamo impazienti....



    ILSOLE24ORE.COM > Italia ARCHIVIO Calderoli presenta il suo progetto di federalismo fiscale



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    18 agosto 2008
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    Era notte fonda a Ponte di legno quando nel tradizionale comizio di ferragosto il leader della Lega Nord Umberto Bossi annuncia l'intenzione di chiedere la reintroduzione dell'Ici. Ma non era ancora sorta l'alba sulla penisola che già infuriava la polemica nel mondo politico.

    «La rimetterò» dice il numero uno del Carroccio, spiegando che bisogna passare da un sistema di finanza derivata, in cui è lo Stato a dare i fondi agli enti locali, a una forma di autonomia finanziaria, in cui loro stessi prendono direttamente le tasse. «I cittadini - aggiunge - sono disposti a dare, se le tasse vanno ai loro Comuni, perché vedono i risultati».

    Un'ipotesi e una proposta della quale, precisa, non ha ancora parlato né con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti né con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
    «Bisogna dare a ciascuna istituzione - conclude - l'autonomia finanziaria».
    Sulle barricate l'opposizione, che ha accusato: «maggioranza nel caos», ma anche numerosi esponenti del Pdl, spiazzati dalla proposta a sorpresa del ministro delle Riforme.

    A Roberto Calderoli che oggi, lunedì 18 agosto, dovrebbe presentare il suo progetto di federalismo fiscale a Tremonti, il ruolo di pompiere: non verrà rimessa nessuna Ici, ma saranno solo accorpate le attuali tasse in una sola imposta, possibilmente più bassa, a favore dei Comuni.

    Il premier non commenta, almeno ufficialmente. Ma filtrano indiscrezioni in base alle quali la reintroduzione dell'Ici non sarebbe possibile perché era al primo punto del programma di governo.
    Calderoli chiarisce la posizione della Lega dopo le dichiarazioni di Umberto Bossi che ha proposto di introdurre di nuovo l'Ici accendendo le polemiche tra i poli. «Questa tassa va rivista - spiega il ministro della Semplificazione legislativa - e calata in quello che è il federalismo fiscale. La proposta che porterò, infatti, non sará una semplice reintroduzione dell'Ici, ma prevederá la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei Comuni».

    Secono l'esponente del Carroccio in questo modo il cittadino pagherà una sola volta e «ciò siginifica che si semplificherà la fiscalità, si ridurrà la burocrazia, e sorpattutto il cittadino potrà controllare direttamente se le cose, per cui paga, funzionano sul serio».
    «È evidente - precisa il ministro - che l'Ici era l'unica forma di fiscalità federalista in mano ai Comuni. E oggi, nell'ottica di una riforma complessiva, ègiusto stabilire i tributi propri di ogni ente locale. La nostra proposta non prevede una semplice reintroduzione dell'Ici. Si arriverá infatti alla cancellazione di tutte le imposte relative alla casa per definire un unico contributo complessivo a vantaggio dei municipi».

    Per il Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, la marcia indietro di Bossi sull'Ici è "frutto di confusione, perché non si può con la mano destra chiedere il federalismo e con la mano sinistra abolire l'unica tassa che è nata con un carattere federalista, cioè il territorio che finanzia gli investimenti che gli enti locali fanno". Lo ha dichiarato CHiamparino in un'intervista al Gr1.

    La soluzione?: "Io un'idea ce l'ho", dice Chiamparino."Non so se è la stessa di Calderoli ma potrebbe incontrarsi perché sulla casa, che in tutta Europa è la base dell'imposizione locale, non c'è solo l'Ici, ma ci sono tante altre tassazioni. Io dico, prendiamo tutte queste imposte e trasferiamole ai comuni e poi una quota ritorni al centro per concorrere al fondo di perequazione. Così non si aumenterebbe la pressione fiscale, non si aggiungerebbero delle tasse e si garantirebbe un rapporto stretto fra la tassa che va ai comuni e il bene, cioe' la casa, sulla quale i comuni possono fare delle politiche per valorizzare e per migliorare l'utilizzo del patrimonio immobiliare stesso".

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  2. #2
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    Anders;8407577

    oggi Calderoli dovrebbe presentare il suo progetto,
    attendiamo impazienti....


    invece dovrai averne tanta di pazienza;
    per 5 anni almeno, poi gli attori usciranno
    di scena, sostituiti da altri che reciteranno
    per altri 5 anni e così via...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    invece dovrai averne tanta di pazienza;
    per 5 anni almeno, poi gli attori usciranno
    di scena, sostituiti da altri che reciteranno
    per altri 5 anni e così via...

    la mia è una frase ironica

  4. #4
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    Dai, coraggio. Ci penserà Amato

  5. #5
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    Il federalismo è indispensabile allo stato italiano.
    L’italia è in bancarotta, non si possono fare altri debiti.

    Berlusconi ha fatto un colpo di testa dicendo che lui avrebbe calato le tasse. Tanto è sicuro di avere i cittadini dalla sua parte, ed è verissimo quando si parla di calo delle tasse.

    Tiene tutti i politici per la gola……….

    Se mi fate arrabbiare calo nuovamente altre tasse e salta tutto.
    Pertanto non mi rompete più.

    Infatti adesso tutti in silenzio, gli hanno dato persino la migliore delle legge ad persona che si possa immaginare. Hanno dato l’immunità totale.
    Non solo al Presiedente del consiglio ma anche al Presidente della Repubblica , posto tenuto caldo da Napoletano per soddisfare le aspirazione future recondite (?) del cavaliere.

    Il federalismo serve per permettere alle regioni di contrarre più debiti e lasciare libero il governo centrale.
    E’ una delle operazioni di finanza creativa inventate da Tremonti.
    Chissà se un giorno non vi sia tra i dottorati dell’economia e commercio, anche un dottorato per la finanza creativa?. .

    O forse il dottorato per la finanza creativa vi è già, solo che ha un altro nome?..

  6. #6
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    consiglierei ai dirigenti della eridania la lettura del testo della Costituzione Francese che qui vi segnalo e dove potrebbero trarvi delle idee positive per i loro progetti politici:



    Préambule



    Le peuple français proclame solennellement son attachement aux Droits de l’homme et aux principes de la souveraineté nationale tels qu’ils ont été définis par la Déclaration de 1789, confirmée et complétée par le préambule de la Constitution de 1946, ainsi qu’aux droits et devoirs définis dans la Charte de l’environnement de 2004.
    En vertu de ces principes et de celui de la libre détermination des peuples, la République offre aux territoires d’Outre-Mer qui manifestent la volonté d’y adhérer des institutions nouvelles fondées sur l’idéal commun de liberté, d’égalité et de fraternité et conçues en vue de leur évolution démocratique.

    Article 1er.
    La France est une République indivisible, laïque, démocratique et sociale. Elle assure l’égalité devant la loi de tous les citoyens sans distinction d’origine, de race ou de religion. Elle respecte toutes les croyances. Son organisation est décentralisée.
    La loi favorise l’égal accès des femmes et des hommes aux mandats électoraux et fonctions électives, ainsi qu’aux responsabilités professionnelles et sociales.

    Titre I - De la souveraineté




    Article 2
    La langue de la République est le français.
    L’emblème national est le drapeau tricolore, bleu, blanc, rouge.
    L’hymne national est la Marseillaise.
    La devise de la République est Liberté, Égalité, Fraternité.
    Son principe est : gouvernement du peuple, par le peuple et pour le peuple.
    Article 3
    La souveraineté nationale appartient au peuple qui l’exerce par ses représentants et par la voie du référendum.
    Aucune section du peuple ni aucun individu ne peut s’en attribuer l’exercice.
    Le suffrage peut être direct ou indirect dans les conditions prévues par la Constitution . Il est toujours universel, égal et secret.
    Sont électeurs, dans les conditions déterminées par la loi, tous les nationaux français majeurs des deux sexes, jouissant de leurs droits civils et politiques.
    Article 4
    Les partis et groupements politiques concourent à l’expression du suffrage. Ils se forment et exercent leur activité librement. Ils doivent respecter les principes de la souveraineté nationale et de la démocratie.
    Ils contribuent à la mise en œuvre du principe énoncé au second alinéa de l’article 1er dans les conditions déterminées par la loi.
    La loi garantit les expressions pluralistes des opinions et la participation équitable des partis et groupements politiques à la vie démocratique de la Nation.

    Titre II - Le Président de la République




    Article 5
    Le Président de la République veille au respect de la Constitution . Il assure, par son arbitrage, le fonctionnement régulier des pouvoirs publics ainsi que la continuité de l’État. Il est le garant de l’indépendance nationale, de l’intégrité du territoire et du respect des traités.
    Article 6
    Le Président de la République est élu pour cinq ans au suffrage universel direct.
    Nul ne peut exercer plus de deux mandats consécutifs.
    Les modalités d’application du présent article sont fixées par une loi organique.
    Article 7
    Le Président de la République est élu à la majorité absolue des suffrages exprimés. Si celle-ci n’est pas obtenue au premier tour de scrutin, il est procédé, le quatorzième jour suivant, à un second tour. Seuls peuvent s’y présenter les deux candidats qui, le cas échéant après retrait de candidats plus favorisés, se trouvent avoir recueilli le plus grand nombre de suffrages au premier tour.
    Le scrutin est ouvert sur convocation du Gouvernement.
    L’élection du nouveau président a lieu vingt jours au moins et trente-cinq jours au plus avant l’expiration des pouvoirs du président en exercice.
    En cas de vacance de la Présidence de la République pour quelque cause que ce soit, ou d’empêchement constaté par le Conseil constitutionnel saisi par le Gouvernement et statuant à la majorité absolue de ses membres, les fonctions du Président de la République, à l’exception de celles prévues aux articles 11 et 12 ci-dessous, sont provisoirement exercées par le Président du Sénat et, si celui-ci est à son tour empêché d’exercer ces fonctions, par le Gouvernement.

  7. #7
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    Predefinito Cinque anni per la ciofeca

    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego Visualizza Messaggio
    invece dovrai averne tanta di pazienza;
    per 5 anni almeno, poi gli attori usciranno
    di scena, sostituiti da altri che reciteranno
    per altri 5 anni e così via...
    C.V.D.

    Federalismo fiscale: Calderoli, a settembre presenterò ddl

    http://www.asca.it/moddettnews.php?i...ERO'%20DDL

    Può durare da tre a cinque anni la transizione verso il definitivo riassetto federale del Paese e i termini scattano dalla fine del 2008.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez=

  8. #8
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    Salvo eventuali proroghe (da stabilirsi con ogni manovra finanziaria)

  9. #9
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    TELEVIDEO RAI

    Federalismo,Pdl: infondati timori Bossi

    "Le preoccupazioni di Bossi sono infon-
    date ed è certo che tutta la maggioran-
    za vuole il federalismo fiscale". Lo
    afferma Italo Bocchino, vicecapogruppo
    Pdl alla Camera
    , dopo che Bossi aveva
    ipotizzato "soluzioni più sbrigative",
    nel caso in cui non passi la riforma.

    Non dobbiamo però avere fretta, dice
    Bocchino, e lavorare per un "federalismo
    fiscale virtuoso"
    ed evitare "tentazio-
    ni egoistiche dalle quali possano deri-
    vare regioni di serie A e di serie B".

    E, aggiunge, "non ci sarà bisogno di
    alcun mezzo sbrigativo".


    gia', niente fretta..... ci vuole il federalismo solidale compensativo unitario nazionale e ora anche "virtuoso"!

  10. #10
    Lombard
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    ricominciano le lamentele, il sud rischia la bancarotta...........


    Il testo Calderoli avvantaggia gli enti locali virtuosi a cominciare dalla Lombardia
    Secondo calcoli Unioncamere problemi in vista anche per le regioni autonome
    Alle regioni un tesoro da 60 milioni
    Per il Sud c'è il rischio bancarotta


    di LUCA PAGNI



    Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione

    MILANO - È un caso se Mercedes Bresso, presidente del Piemonte sia la più aperturista sul tema del federalismo fiscale tra i governatori di centrosinistra? O che viceversa non lo sia il presidente del Lazio, Piero Marrazzo che ammonisce a non trasformare l'Italia "in un paese a due velocità?"

    Per nulla: sono posizioni politiche che si basano sui numeri e che rivelano, in effetti, una graduatoria tra chi rischia di guadagnare di più e chi, viceversa, perdere non pochi quattrini se dovesse andare in porto la riforma in senso federale così come la prevede la bozza del ministro Calderoli: con le regioni del Nord che si ritroverebbero con più soldi rispetto al passato e quelle del Sud che dovrebbero ricorrere a nuovi trasferimenti da parte dello Stato.

    Perché, innanzi tutto, il disegno di legge cambia la partita di giro tra Roma e giunte regionali, che finirebbe in vantaggio di queste ultime: le regioni nel loro complesso si vedranno ricevere fino a 60 miliardi di nuove risorse. Lo ricorda una elaborazione eseguita pochi mesi fa dal professor Massimo Bordignon e dal centro Cifrel della Cattolica di Milano sul disegno di legge della Lega che a sua volta si basa da un testo della regione Lombardia e contenuto nel programma della Pdl, poi corretto da Calderoli in una serie di incontri anche con le Regioni.

    Il calcolo prevede che se oggi entrate proprie e trasferimenti garantiscono alle Regioni 81 miliardi, domani con il progetto della Pdl si arriverebbe attorno a 228, in pratica 147 in più. Ma da questi vanno tolti i soldi destinati alle nuove funzioni che saranno attribuite alle Regioni e che sono in carico allo Stato (dal finanziamento per le Università agli stipendi degli insegnanti, fino ai trasferimenti per Comuni e Province), per arrivare alla cifra di 63 miliardi.




    Ma quali sono le regioni che guadagnano e quelle che perdono in questa partita di giro. Avvantaggiate le Regioni più virtuose, quelle che pagano più tasse "regionali". Lo sostengono dati elaborati, in questo caso, dalla Cgia di Mestre. Al primo posto c'è la Lombardia, seguita proprio dal Piemonte di Mercedes Bresso e dal Veneto. In Lombardia lo Stato copre solo il 35,4% della spesa pubblica della Regione, il resto arriva dalle tasse regionali; in Piemonte siamo al 46,3% di copertura, in Veneto al 47%.

    Così via, fino ad arrivare ai record negativi delle regioni del sud, ovvero a quella Italia a due velocità di cui parla Marrazzo: la Basilicata, ultima della classifica tra le regioni a statuto ordinario, bussa a Roma per il 78,4% delle spese, la Calabria per il 77,7% e il Molise per il 75,8%.

    Un meccanismo che rischia di diventare esplosivo se proiettato su un'altra classifica (eleborazione Unioncamere Veneto), la differenza tra tasse pagate e servizi ricevuti pro-capite. Lombardia è ancora una volta in testa con un saldo favorevole di 3.292 euro a cittadino, seguita da Emilia Romagna (2.643), Veneto (2.513), Piemonte (316), Toscana (180) e Marche (120). Poi ci sono solo saldi negativi, con in fondo alla classifica Calabria (-3.373) e Basilicata (-3.060). Ma attenzione alle Regioni a statuto speciale: qui non si fa tanta distinzione tra nord e sud: la Valle d'Aosta è la maglia nera della classifica (saldo negativo per 4.767) e supera anche Sardegna (-3.186) e Sicilia (2.854). Dove prenderanno le risorse dei diminuiti trasferimenti allo Stato dalle regioni del Nord?

 

 
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