La lettera di Veltroni a La Repubblica, consultabile sul http://www.repubblica.it/2008/08/sez...oni-18ago.html, parla di un tema che mi sta molto a cuore: la memoria storica. Al di là della retorica veltroniana, che talvolta sembra sincera mentre talatra è sospetta, la lettera del leader democratico mette in evidenza come, negli ultimi anni (o decenni), la Storia sia scomparsa e sia stata sostituita dalla Cronaca. Nulla di male, sia chiaro: se la Cronaca facesse la cronaca, e lasciasse alla storiografia il compito di fare la Storia, non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi. Ci sarebbe l'analisi del Presente, ma anche l'interpretazione del Passato. Ambedue necessari al fine di programmare il Futuro. Nietzche scrisse un opera dal titolo Sull'utilità e il danno della Storia per la vita: il senso del libello era dimostrare che la Storia, lungi da essere maestra di vita, è addirittura nociva per l'Uomo (inteso in senso filosofico). Purtroppo, pare che negli ultimi decenni quest'opera di Nietzche sia stata letta da un numero sempre crescente di giornalisti, commentatori, opinionisti e uomini politici. Tutti o quasi, però, hanno travisato il senso filosofico dell'opera, dandole un significato storico-politico.
Come si distrugge la Storia e la Memoria storica di una nazione? Semplice, dimenticandosene. E allora ecco che i partigiani diventano assassini senza scrupoli mentre i repubblichini di Salò diventano "italiani che sbagliarono"; ecco che le lotte operaie che hanno dato nuovi diritti ai lavoratori scompaiono dai libri di storia; ecco che i gulag diventano "campi di sterminio" mentre i lager nazisti vengono derubricati al ruolo di campi di concentramento; ecco che Prodi diventa "di sinistra", e Fini un "leader liberale"; ecco che gli immigrati diventano il pericolo numero uno, dimenticando quando gli immigrati eravamo noi; ecco le strade dedicate ai fascisti; ecco il dito medio schiaffato in faccia alla bandiera italiana; ecco il "Va' pensiero" verdiano al posto dell'Inno di Mameli; ecco la Strage di Bologna di cui "non sono ancora chiare le responsabilità"; ecco che Pinelli non è più "assassinato" nella Questura di Milano, ma "morto" nella Questura di Milano; ecco che Craxi diventa "esule e martire", invece che "latitante"; ecco che le prescrizioni diventano assoluzioni; ecco che condanne per mafia fino al 1980 vengono dimenticate, così come 15 anni di emergenza rifiuti in Campania.
DEMOCRAZIA E PROGRESSO
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