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  1. #1
    Mai l'altra guancia
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    Question Tremonti? E' solo sfiga.

    Dopo l'11 settembre 2001, che fu dannoso per tutti ma per l'Italia in particolare, le cose non vanno meglio.

    Il maldestro Tremonti

    La decisione di anticipare i contenuti della Finanziaria nel decreto di metà anno rischia di essere sfortunata, perché tarata su previsioni di crescita sbagliata
    Giulio Tremonti non si porta fortuna
    . Con un ponderoso decreto di metà anno, spacciato mediaticamente per manovra triennale, ha tentato di anticipare buona parte dei contenuti della Finanziaria per il 2009. Ma si è mosso troppo presto, tarando i suoi conti su una previsione di crescita del Pil di mezzo punto percentuale, come era accaduto nel primo trimestre di quest'anno.

    Ora, però, l'Istat ha certificato che nel secondo trimestre vi è stata una pesante caduta in negativo nella misura dello 0,3 per cento. In queste condizioni sarà un lusso se l'anno potrà chiudersi con un segno positivo fra lo 0,1 e lo 0,2 per cento. Ciò significa che il castello di carta delle cifre di Tremonti sta franando: i conti dovranno essere rifatti daccapo sia per il bilancio 2008 sia per quello del 2009.

    Il primo appuntamento di verifica è fissato per la fine di settembre, quando il ministro, che voleva svuotare la normale sessione di bilancio, si troverà costretto a sfruttarla come un'opportunità per mettere una pezza sugli errori delle sue stime frettolose.

    Peggio ancora gli sta andando per quanto riguarda le sue fragorose sortite sulla scena internazionale in tema di lotta contro la speculazione finanziaria sulle materie prime, definita dal medesimo con toni apocalittici come la nuova pestilenza del Terzo millennio.

    Ora che sul mercato del petrolio, per esempio, si scambi ogni giorno una quantità di contratti su barili di carta enormemente superiore a quella dei barili effettivamente prodotti è e rimane una realtà: dalla quale affaristi temerari possono trarre lauti profitti forzando le quotazioni anche al di là del punto d'incontro più ragionevole fra domanda e offerta. Ma da qualche settimana, mentre ancora alto è nell'aria il grido tremontiano del 'dagli all'untore', il prezzo del greggio ha invertito la sua marcia, scendendo rapidamente da quota 150 fino a meno di 120 dollari a barile.


    L'onda recessiva che sta investendo le maggiori economie - perfino le grandi tigri asiatiche (Cina e India) stanno frenando i loro pur robusti tassi di crescita - ha mutato le aspettative sul mercato dei prodotti energetici. Cosicché, nel caso specifico del petrolio, è probabile che da una fase di continue scommesse al rialzo si stia semmai passando a un'altra di speculazione al ribasso, con punizione severa per chi si era troppo esposto nel ciclo precedente.

    In ogni caso, che farsene a questo punto delle invettive tremontiane contro la peste del nuovo secolo? Se queste avevano già incontrato un'udienza cortese ma scettica nei consessi internazionali, ora rischiano di apparire come qualcosa di peggio di un errore di valutazione: ovvero come frutto di una callida mistificazione della realtà al fine di indicare un facile bersaglio sul quale scaricare ogni colpa dei guai economici che impedirebbero al governo di realizzare il tanto promesso Bengodi fiscale.

    Il Paese non è nuovo a simili espedienti: in altri tempi, invece che di peste speculativa, si parlava di complotti demoplutocratici internazionali. È sconfortante dover constatare che oggi le maldestre trovate di Giulio Tremonti inducano a ricordare simili sventurati precedenti.(14 agosto 2008)
    Qualcuno non avrebbe un campo di erbacce da fargli ripulire?
    Senza né zappe né vanghe: potrebbe far danni.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Zdenek Visualizza Messaggio
    Dopo l'11 settembre 2001, che fu dannoso per tutti ma per l'Italia in particolare, le cose non vanno meglio.


    Qualcuno non avrebbe un campo di erbacce da fargli ripulire?
    Senza né zappe né vanghe: potrebbe far danni.
    tremonti e la sfiga: sopratutto per gli italiani.
    non e' all' altezza, e non se ne rende conto.

  3. #3
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    Se Tremonti pensava veramente che anticipando la Finanziaria (tra l'altro in un Decreto Legge) si risparmiava di lavorare a Novembre-Dicembre è rincoglionito...

  4. #4
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    Dichiarazione di Massimo CALEARO CIMAN


    "Bravi i ministri economici. Il Pd non va, a casa i vecchi leader" - INTERVISTA

    • (11 agosto 2008) - fonte: Giorno/Resto/Nazione - Marcella Cocchi - inserita il 11 agosto 2008 da Valter CARRARO

      A sentirlo ammettere che “il Pdl ha programmi ottimi”, che “alcuni ministri stanno lavorando molto bene” e che, al contrario del Pd, “dall’altra parte ci sono due leader fortissimi: Berlusconi e Bossi”, si fatica a riconoscere nell’ex leader degli industriali vicentini l’asso per la riconquista del Nord est che Veltroni ha voluto capolista del Pd in Veneto.
      Onorevole Calearo, non è che si sta pentendo di aver appoggiato il centrosinistra?
      “Credo ancora che il Pd sia l’unica novità politica, solo che è pieno di spine”.
      Certo che…
      “Sì – interrompe gentilmente – lo so che passo per essere il leghista del partito, ma bisogna stare vicino alla gente: uscire dai caminetti, dai salotti, il Pci era tra gli operai, anche noi dobbiamo tornare nelle fabbriche”.
      Cosa propone?
      Intanto mi guardo attorno, in Veneto, e noto che l’unico partito ascoltato è la Lega. Poi, nel mio piccolo sto girando il Paese. Quindici giorni fa sono stato a cena da amici ad Alfonsine, uno dei comuni più rossi della Romagna.
      Due di loro avevano votato per Bossi e tutti gli altri, anche se democratici, continuavano a ripetere che la vecchia classe dirigente va mandata a casa. Le stesse cose le ho sentite in Toscana.”
      E lei condivide?
      “Sì, lo dico senza rancori, il mio è solo buon senso, la gente bisogna ascoltarla: parla più volentieri con uno come me piuttosto che con un capo carismatico. Avanti le facce nuove: a Roma, ho visto giovani in gamba”.
      Calearo, sta dicendo che Veltroni si deve fare da parte?
      “Veltroni è l’unico a cui viene riconosciuto lo sforzo di costruire qualcosa: lui, almeno, ci ha messo la faccia”.
      Allora a chi si riferisce: ai D’Alema, Fassino, Parisi, Rutelli?
      “ La vecchia classe dirigente, tutta: tutti questi big che criticano nell’ombra…”.
      Come giudica la petizione anti-governo che molti big del Pd non hanno voluto firmare?
      “Innanzitutto dobbiamo capire che l’ideologia è morta, quindi le petizioni ‘contro’ non sono così utili. Il problema è che il Pd sta vivendo una metamorfosi”.
      Una metamorfosi?
      “Il Pd è troppo democratico. Dall’altra parte ci sono due leader fortissimi, Berlusconi e Bossi: Veltroni è debole, dovrebbe puntare i piedi, cambiare i vertici, puntare sulle liste civiche, su sindaci-personaggi come Variati a Vicenza o Chiamparino a Torino”.
      Se fosse in Veltroni cosa farebbe?
      ”Un partito federato, vicino alla gente. Io credo nel federalismo: il Pd di Vicenza non può essere uguale a quello emiliano. E poi non si può continuare a essere solo centro e sud-centrici”.
      Che valutazione dà di Berlusconi e del governo?
      “Berlusconi è intelligente, il governo ha programmi ottimi, in alcuni campi sta lavorando bene, ma voglio vedere i risultati”.
      Ci sono alcuni ministri che approva?
      ”Stimo molto Brunetta, Tremonti, Sacconi, Zaia. Infatti, credo stiano facendo molto bene tutti i veneti, anche i sottosegretari come Brancher. Per contro, altri ministeri lasciano a desiderare, ma non voglio fare i nomi”.
      Cosa pensa dei dati sul Pil, dell’Italia a rischio recessione?
      ”La situazione è molto preoccupante, prevedo un autunno difficile. Si sta determinando un divario pericoloso tra settori che sono alle stelle, mentre gli altri…
      Il Paese ha tante piccole e medie imprese che vanno benissimo ma non riescono a globalizzarsi: bisogna stare vicino alla famiglia media, aiutare una classe media che sta scomparendo e favorire la crescita, favorendo il consumo”.
      E’ quello che dice Berlusconi
      ”Sì, però lui deve fare, non predicare. Anche sul taglio delle tasse, finora solo proclami”.
    • http://www.openpolis.it/dichiarazione/358627

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da 14Aprile2008 Visualizza Messaggio
    Dichiarazione di Massimo CALEARO CIMAN


    "Bravi i ministri economici. Il Pd non va, a casa i vecchi leader" - INTERVISTA
    • (11 agosto 2008) - fonte: Giorno/Resto/Nazione - Marcella Cocchi - inserita il 11 agosto 2008 da Valter CARRARO

      A sentirlo ammettere che “il Pdl ha programmi ottimi”, che “alcuni ministri stanno lavorando molto bene” e che, al contrario del Pd, “dall’altra parte ci sono due leader fortissimi: Berlusconi e Bossi”, si fatica a riconoscere nell’ex leader degli industriali vicentini l’asso per la riconquista del Nord est che Veltroni ha voluto capolista del Pd in Veneto.
      Onorevole Calearo, non è che si sta pentendo di aver appoggiato il centrosinistra?
      “Credo ancora che il Pd sia l’unica novità politica, solo che è pieno di spine”.
      Certo che…
      “Sì – interrompe gentilmente – lo so che passo per essere il leghista del partito, ma bisogna stare vicino alla gente: uscire dai caminetti, dai salotti, il Pci era tra gli operai, anche noi dobbiamo tornare nelle fabbriche”.
      Cosa propone?
      Intanto mi guardo attorno, in Veneto, e noto che l’unico partito ascoltato è la Lega. Poi, nel mio piccolo sto girando il Paese. Quindici giorni fa sono stato a cena da amici ad Alfonsine, uno dei comuni più rossi della Romagna.
      Due di loro avevano votato per Bossi e tutti gli altri, anche se democratici, continuavano a ripetere che la vecchia classe dirigente va mandata a casa. Le stesse cose le ho sentite in Toscana.”
      E lei condivide?
      “Sì, lo dico senza rancori, il mio è solo buon senso, la gente bisogna ascoltarla: parla più volentieri con uno come me piuttosto che con un capo carismatico. Avanti le facce nuove: a Roma, ho visto giovani in gamba”.
      Calearo, sta dicendo che Veltroni si deve fare da parte?
      “Veltroni è l’unico a cui viene riconosciuto lo sforzo di costruire qualcosa: lui, almeno, ci ha messo la faccia”.
      Allora a chi si riferisce: ai D’Alema, Fassino, Parisi, Rutelli?
      “ La vecchia classe dirigente, tutta: tutti questi big che criticano nell’ombra…”.
      Come giudica la petizione anti-governo che molti big del Pd non hanno voluto firmare?
      “Innanzitutto dobbiamo capire che l’ideologia è morta, quindi le petizioni ‘contro’ non sono così utili. Il problema è che il Pd sta vivendo una metamorfosi”.
      Una metamorfosi?
      “Il Pd è troppo democratico. Dall’altra parte ci sono due leader fortissimi, Berlusconi e Bossi: Veltroni è debole, dovrebbe puntare i piedi, cambiare i vertici, puntare sulle liste civiche, su sindaci-personaggi come Variati a Vicenza o Chiamparino a Torino”.
      Se fosse in Veltroni cosa farebbe?
      ”Un partito federato, vicino alla gente. Io credo nel federalismo: il Pd di Vicenza non può essere uguale a quello emiliano. E poi non si può continuare a essere solo centro e sud-centrici”.
      Che valutazione dà di Berlusconi e del governo?
      “Berlusconi è intelligente, il governo ha programmi ottimi, in alcuni campi sta lavorando bene, ma voglio vedere i risultati”.
      Ci sono alcuni ministri che approva?
      ”Stimo molto Brunetta, Tremonti, Sacconi, Zaia. Infatti, credo stiano facendo molto bene tutti i veneti, anche i sottosegretari come Brancher. Per contro, altri ministeri lasciano a desiderare, ma non voglio fare i nomi”.
      Cosa pensa dei dati sul Pil, dell’Italia a rischio recessione?
      ”La situazione è molto preoccupante, prevedo un autunno difficile. Si sta determinando un divario pericoloso tra settori che sono alle stelle, mentre gli altri…
      Il Paese ha tante piccole e medie imprese che vanno benissimo ma non riescono a globalizzarsi: bisogna stare vicino alla famiglia media, aiutare una classe media che sta scomparendo e favorire la crescita, favorendo il consumo”.
      E’ quello che dice Berlusconi
      ”Sì, però lui deve fare, non predicare. Anche sul taglio delle tasse, finora solo proclami”.
    • http://www.openpolis.it/dichiarazione/358627
    il thread e' sull' incapacita' e inadeguatezza di tremonti, ne' su quella di calearo ne' su quella dei lider del PD.

    sei OT.

  6. #6
    L'alternativa è la CAPRA
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    Molto interessante...

    Comunque anche al mitico professore buono è capitato più di una volta di sballare le previsioni. Me ne ricordo una che doveva essere di 35 mila miliardi di lire che, alla fine, arrivò a 85.

  7. #7
    Forumista assiduo
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    Banani di destra e sinistra tentano di superarsi a vicenda: gli uni accampano l´11 settembre a discolpa, gli altri accusano in nome della sfiga!

    [SILVIA]
    Banani di destra & sinistra...unitevi! Fate pena insieme!!!
    [/SILVIA]

  8. #8
    1 comunista rimasto : Silvio
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    Tremonti è il ministro degli 0

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da robert jordan Visualizza Messaggio
    tremonti e la sfiga: sopratutto per gli italiani.
    non e' all' altezza, e non se ne rende conto.
    E' un fiscalista!!!

    Bravissimo a trovare leggi, leggine ed espedienti per far pagare meno tasse ai suoi clienti ma di economia non ci capisce nulla. ...e lo dimostra nei fatti!!!

    Le uniche soluzioni che ha per sistemare la nostra economia sono le cartolarizzazioni e le svendite delle proprietà dello stato. Un genio nella gestione economica!

    Un esempio...da non seguire!!!

    Saluti

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da 14Aprile2008 Visualizza Messaggio
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    "Bravi i ministri economici. Il Pd non va, a casa i vecchi leader" - INTERVISTA

    • (11 agosto 2008) - fonte: Giorno/Resto/Nazione - Marcella Cocchi - inserita il 11 agosto 2008 da Valter CARRARO

      A sentirlo ammettere che “il Pdl ha programmi ottimi”, che “alcuni ministri stanno lavorando molto bene” e che, al contrario del Pd, “dall’altra parte ci sono due leader fortissimi: Berlusconi e Bossi”, si fatica a riconoscere nell’ex leader degli industriali vicentini l’asso per la riconquista del Nord est che Veltroni ha voluto capolista del Pd in Veneto.
      Onorevole Calearo, non è che si sta pentendo di aver appoggiato il centrosinistra?
      “Credo ancora che il Pd sia l’unica novità politica, solo che è pieno di spine”.
      Certo che…
      “Sì – interrompe gentilmente – lo so che passo per essere il leghista del partito, ma bisogna stare vicino alla gente: uscire dai caminetti, dai salotti, il Pci era tra gli operai, anche noi dobbiamo tornare nelle fabbriche”.
      Cosa propone?
      Intanto mi guardo attorno, in Veneto, e noto che l’unico partito ascoltato è la Lega. Poi, nel mio piccolo sto girando il Paese. Quindici giorni fa sono stato a cena da amici ad Alfonsine, uno dei comuni più rossi della Romagna.
      Due di loro avevano votato per Bossi e tutti gli altri, anche se democratici, continuavano a ripetere che la vecchia classe dirigente va mandata a casa. Le stesse cose le ho sentite in Toscana.”
      E lei condivide?
      “Sì, lo dico senza rancori, il mio è solo buon senso, la gente bisogna ascoltarla: parla più volentieri con uno come me piuttosto che con un capo carismatico. Avanti le facce nuove: a Roma, ho visto giovani in gamba”.
      Calearo, sta dicendo che Veltroni si deve fare da parte?
      “Veltroni è l’unico a cui viene riconosciuto lo sforzo di costruire qualcosa: lui, almeno, ci ha messo la faccia”.
      Allora a chi si riferisce: ai D’Alema, Fassino, Parisi, Rutelli?
      “ La vecchia classe dirigente, tutta: tutti questi big che criticano nell’ombra…”.
      Come giudica la petizione anti-governo che molti big del Pd non hanno voluto firmare?
      “Innanzitutto dobbiamo capire che l’ideologia è morta, quindi le petizioni ‘contro’ non sono così utili. Il problema è che il Pd sta vivendo una metamorfosi”.
      Una metamorfosi?
      “Il Pd è troppo democratico. Dall’altra parte ci sono due leader fortissimi, Berlusconi e Bossi: Veltroni è debole, dovrebbe puntare i piedi, cambiare i vertici, puntare sulle liste civiche, su sindaci-personaggi come Variati a Vicenza o Chiamparino a Torino”.
      Se fosse in Veltroni cosa farebbe?
      ”Un partito federato, vicino alla gente. Io credo nel federalismo: il Pd di Vicenza non può essere uguale a quello emiliano. E poi non si può continuare a essere solo centro e sud-centrici”.
      Che valutazione dà di Berlusconi e del governo?
      “Berlusconi è intelligente, il governo ha programmi ottimi, in alcuni campi sta lavorando bene, ma voglio vedere i risultati”.
      Ci sono alcuni ministri che approva?
      ”Stimo molto Brunetta, Tremonti, Sacconi, Zaia. Infatti, credo stiano facendo molto bene tutti i veneti, anche i sottosegretari come Brancher. Per contro, altri ministeri lasciano a desiderare, ma non voglio fare i nomi”.
      Cosa pensa dei dati sul Pil, dell’Italia a rischio recessione?
      ”La situazione è molto preoccupante, prevedo un autunno difficile. Si sta determinando un divario pericoloso tra settori che sono alle stelle, mentre gli altri…
      Il Paese ha tante piccole e medie imprese che vanno benissimo ma non riescono a globalizzarsi: bisogna stare vicino alla famiglia media, aiutare una classe media che sta scomparendo e favorire la crescita, favorendo il consumo”.
      E’ quello che dice Berlusconi
      ”Sì, però lui deve fare, non predicare. Anche sul taglio delle tasse, finora solo proclami”.
    • http://www.openpolis.it/dichiarazione/358627
    Discorso da PERFETTO LEGHISTA. E' evidente che si sta preparando il suo posticino in caldo tra le file del Pld. Non è la prima volta che capita. Da Bondi a Capezzone buona parte dei veri politici del Pdl è di provenienza di sinistra.

    Tutti politici che per un posto "di lavoro ben pagato" sono disposti a rinnegare quello che dicevano il giorno prima. Politicanti da 4 soldi pronti a vendersi al primo che gli offre di più come un qualsiasi calciatore o uomo dello spettacolo.

    Da un politico ci si aspetterebbe una maggiore coerenza dal momento che un politico dovrebbe mantenere un minimo di fede politica. Nella storia ci sono stati distinguo, dissociazioni, separazioni e fusioni ma le vere e proprie inversioni di campo nel giro di giorni che si stanno verificando negli ultimi anni creano molto più che perplessità addirittura DISGUSTO!

    Saluti

 

 
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