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Discussione: Il dio di carta

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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Predefinito Il dio di carta

    Money is a market phenomenon. What does that mean? It means that money developed on the market, and that its development and its functioning have nothing to do with the government, the state, or with the violence exercised by governments.

    (Ludwig von Mises)
    L'illusione della ricchezza senza sforzo, il consumismo sfrenato, lo spostamento di valore dal lavoro alla soddisfazione di ogni futile capriccio non sono conseguenze del mercato. Sono tutti frutti malsani della creazione di denaro dal nulla, della mutazione di una merce, prodotta con lavoro, in concessione dell'autorità, che come un alchimista dei tempi andati trasforma la carta in oro. Ma la trasformazione è in realtà un'illusione, e si avvicina il giorno in cui scopriremo di aver ceduto il nostro lavoro e i beni che con esso abbiamo prodotto per un mucchio di carta straccia.
    Scriveva profeticamente Mises in Beware the Alchemists:

    Il problema (che l'azione umana cerca di risolvere) non è di aumentare la quantità di denaro. Il problema è di aumentare la quantità di quelle cose che possono essere comprate con il denaro. E se aumentate la quantità di denaro e non aumenta la quantità di cose che possono essere comprate con il denaro, state soltanto aumentando i prezzi pagati per essi. E nel tempo, se l'incremento di denaro continua, l'intero sistema si trasforma in un sistema senza alcun significato… I prezzi salgono perché c'è una quantità supplementare di denaro in cerca di una quantità immutata di beni. Ed i giornali o i teorici chiamano i prezzi più alti, “inflazione.” Ma l'inflazione non sono i prezzi più alti; l'inflazione è il nuovo denaro pompato nel mercato. È questo nuovo denaro ad gonfiare i prezzi. E il governo chiede, “cosa è successo? Come potevamo sapere?” [...]


    Tutto ciò che un governo fa contro il potere d'acquisto dell'unità monetaria, nelle circostanze attuali, è fatto contro le classi medie e le classi lavoratrici della popolazione. Solo che questa gente non lo sa. E questa è la tragedia. La tragedia è che i sindacati e tutta questa gente stanno sostenendo una politica che rende tutto il loro risparmio privo di valore. E questo è il grande pericolo dell'intera situazione.
    Il grande laboratorio alchemico dello stato è la Banca Centrale: essa è il nuovo tempio, il luogo in cui la magica stampante è custodita, dove eleganti alchimisti intrappolano i sogni della gente in tanti biglietti colorati, per poi bruciarli in onore del loro dio crudele.
    ___________________________

    Al cuore del sistema

    Di Llewellyn H. Rockwell, junior


    Il cuore dello stato moderno è la banca centrale. Per cuore intendo la cosa che lo fa funzionare e senza la quale lo stato moderno appassirebbe e morirebbe in breve tempo. È la cosa che produce il denaro. Come tale, pretende di essere il nostro stabilizzatore, la nostra fonte di occupazione, il combustibile per lo sviluppo economico che ci porta la tecnologia.

    In verità, non fa nessuna di queste cose. Quello che fa efficacemente è sostenere lo stato-Leviatano e tutto il suo sfarzo. Naturalmente, questo non lo leggerete mai in un testo scolastico. L'argomanto è raramente menzionato nelle scienze politiche. Gli storici trattano l'istituzione della Fed come un evento molto meno importante della creazione del Ministero del Lavoro.

    È interessante quanto di rado la sua esistenza venga messa in discussione, e ancor di più condannata. Invece, il capo della banca centrale viene adulato e corteggiata da ogni schieramento politico. Gode di un livello di immunità dalle critiche non concesso a nessun altro in politica. Di nuovo, questa è prova di quanto non crediamo nella libertà autentica, poiché la vera fonte del declino della nostra libertà è la banca centrale.

    Perché abbiamo una tale difficoltà ad immaginare un mondo senza una banca centrale? Negli Stati Uniti, la banca centrale è stata un'invenzione del ventesimo secolo. Nel mondo non è esistita alcuna banca centrale del tipo vigente prima del diciannovesimo secolo. In qualche modo abbiamo tirato avanti piuttosto bene perché il sistema monetario si auto-controllava. Era radicato nei prodotti reali che fornivano un collegamento stabile all'attività economica reale. Le banche venivano trattate come normali imprese con profitti e perdite, e potevano aver successo o fallire. A garantire la loro stabilità, nonostante il male della riserva frazionaria, era il sistema competitivo.

    Tutto ciò è finito, gradualmente, con l'avvento della banca centrale. I soldi hanno perso il loro collegamento a qualcosa di reale oltre la carta da stracci su cui sono stampati. Le banche sono state protette dal fallimento. Ma soprattutto, la banca centrale ha cominciato a garantire il debito del governo. Con che cosa garantisce quel debito? Con più carta da stracci, roba che può essere stampata senza limiti.

    Con questa innovazione, il freno fiscale sullo stato è scomparso. Ogni discussione sull'autorizzazione congressuale della spesa ed il freno costituzionale allo stato si è trasformata in rumore bianco o in una trama di menzogne. La gente ha perso l'abitudine di chiedere: “come pensate di pagare questo, di preciso?” Tutti supponiamo semplicemente che là fuori ci sia una magica macchina stampasoldi che realizzerà ogni nostro sogno.

    L'assenza di critica verso la Fed vi dice tutto quel che dovete sapere. È l'unica istituzione sacrosanta perché è l'istituzione più necessaria per la moderna arte di governare. Senza di essa, non potremmo finanziare sia il welfare che la guerra. Non sogneremmo un impero mondiale e dibatteremmo di politica come dibattiamo d'arte, soltanto come una questione di preferenze. Ci sarebbero limiti rigorosi e fisici su ciò che lo stato potrebbe e non potrebbe fare.

    La maggior parte di tutti i nostri dibattiti sulla politica avrebbero fine. Il compito della legislatura e dell'esecutivo sarebbe di amministrare e soprintendere lo stato esistente, non di immaginare sempre più remote giustificazioni per tentare l'impossibile. Nessun politico pretenderebbe plausibilmente di avere la capacità di “condurci nel futuro” perché il loro potere di fare sarebbe molto limitato. Anziché Bush, Clinton, Reagan, Johnson, Truman e FDR, il nostro presidente sarebbe piuttosto come Cleveland, Harrison, Arthur, Garfield e Hayes.

    Dite che non sapete nulla di quei tizi? Questo è il punto. Nega al dittatore la capacità di produrre tutti i soldi di cui ha bisogno a suo capriccio, e il suo status si riduce drammaticamente.

    La banca centrale è sacrosanta perché la sua assenza forzerebbe ogni fazione ad abbandonare le proprie fantasie di potere. La destra dovrebbe abbandonare la sua folle convinzione di poter compiere gesta “eroiche” mediante occupando il controllo dello stato, gesta come difendere o rovesciare qualsiasi governo nel mondo, o come pretendere che tutti nel paese obbediscano alla loro personale opinione di cosa costituisce una vita virtuosa.

    La sinistra dovrebbe abbandonare la sua visione di uno stato che usa la coercizione per realizzare l'uguaglianza perfetta, l'imparzialità e la giustizia distributiva nel mondo intero.

    Senza una banca centrale, la sezione politica delle librerie dovrebbe essere riclassificata come fantascienza.

    Ecco perché difficilmente vi capita di ascoltare una domanda fondamentale sul diritto ad esistere della Fed. Ecco perché la cultura politica aggrotta le sopracciglia quando qualcuno attacca il cuore dello stato. Ecco perché è così “indegno di rispetto” criticare la Fed e perché i critici seri evitano di farlo, e perché, se volete ottenere un posto a Washington, non dovete mai prendere in considerazione l'idea che la banca centrale debba essere abolita. Effettivamente, dovreste celebrare e reclamizzare i vertici della Fed.

    C'è un grande costo intellettuale associato alla banca centrale. La gente oggi immagina che non averne una sia l'equivalente dell'anarchia. Sarebbe come se lo stato avesse nazionalizzato l'industria calzaturiera e subito dopo nessuno potesse nemmeno immaginare come un'azienda privata potrebbe mai produrre delle scarpe. Chiunque suggerisse che lo stato abdichi da questo ruolo sarebbe trattato come un pazzo.

    Ma è davvero pazzesco? La banca centrale ha fallito nella sua dichiarata missione per quasi 100 anni. Ha distrutto i nostri soldi, finanziato guerre ingiuste, ha fatto sorgere un orrendo stato burocratico ed ha causato innumerevoli bolle creditizie. Ma nonostante tutto ci si aspetta che consideriamo tutto questo come una serie di errori di percorso, e che quindi crediamo ai vertici della Fed quando promettono di far meglio in futuro. Cosa c'è di peggio, la Fed non ha mai realmente accettato la responsabilità di nessuno dei suoi misfatti.

    Allora chi è il pazzo qui? Se credessimo davvero nella scienza autentica – non la pseudo-scienza della politica pubblica – potremmo concludere che questa fallimentare banca centrale deve sparire. La sua creazione non è una nota a piè di pagina, ma un passo principale nel rendere possibile la moderna tirannia. La sua abolizione è in sé una chiave per la libertà.

    http://gongoro.blogspot.com/2008/08/...-di-carta.html

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  2. #2
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    Bellissimo articolo

 

 

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