MOSCA - E' altissima la tensione fra Georgia e Russia, con l'escalation della crisi che coinvolge la repubblica secessionista dell'Ossezia del Sud filo-russa, in cui i morti in seguito agli scontri degli ultimi giorni potrebbero essere migliaia. Alcuni jet di Mosca hanno bombardato la base aerea di Vaziani a 25 chilometri dalla capitale georgiana. Ne ha dato notizia Kakha Lamaia, funzionario dei servizi di sicurezza georgiani. "Nessun è rimasto ferito ma alcuni edifici sono rimasti distrutti" ha detto Lamaia secondo cui la Russia così facendo "ci ha dichiarato guerra".
La base georgiana bombardata si trova poco lontano da Tbilisi. Questa mattina il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha ordinato la mobilitazione generale, prima di proclamare un cessate il fuoco di tre ore per consentire l'apertura di un corridoio umanitario che permetta l'evacuazione dei civili e dei feriti, come era stato chiesto dalla Croce Rossa.
Intanto la situazione precipita: Tbilisi dice di aver abbattuto due aerei russi che avevano bombardato i villaggi georgiani di Kareli e Gori, poco a sud della repubblica separatista. Mosca nega, però, di aver perso velivoli. Ma afferma che oltre dieci soldati russi delle forte di interposizione sono stati uccisi.
Il presidente russo Dmitry Medvedev si è impegnato a "proteggere la vita e la dignità" dei cittadini russi in Ossezia del Sud e ha avvertito che i responsabili delle morti dei suoi connazionali "riceveranno la meritata punizione". Gli fa eco il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, accusando Tbilisi di fare pulizia etnica nei villaggi dell'Ossezia del Sud: secondo un portavoce del governo sudosseto Inal Pliev l'offensiva potrebbe aver fatto "migliaia di morti".
La Farnesina, in collaborazione con l'ambasciata italiana a Tbilisi, ha avviato i contatti con i connazionali presenti in Ossezia, 120.
Dopo una feroce battaglia ieri tra truppe di terra georgiane e milizie separatiste, la Georgia ha lanciato questa mattina bombardamenti aerei contro la provincia autonoma ribelle osseta. Caccia-bombardieri georgiani Sukhoi-25, di produzione sovietica, in due ondate successive hanno colpito postazioni dei ribelli sud-ossetini nei dintorni del villaggio di Tkverneti. La reazione di Mosca non si è fatta attendere: una colonna di blindati russi è entrata in Ossezia del Sud alla volta della capitale Tskhinvali. Si è fatta strada dopo che forze sudossete avevano respinto a sud di Tskhinvali i soldati georgiani.
Secondo il corrispondente sul posto dell'agenzia russa Interfax i morti dell'offensiva georgiana sono ormai nell'ordine delle centinaia. Tbilisi, però, accusa Mosca di aver attaccato il suo territorio: secondo Shota Utiashvili, portavoce del ministero dell'Interno della Georgia, due jet hanno sganciato altrettante bombe su un commissariato di polizia a Kareli, mentre il terzo ha fatto lo stesso a Gori, dove le truppe regolari della Georgia si erano radunate per sferrare poi l'offensiva di terra contro i ribelli sud-ossetini, che godono dell'appoggio di Mosca. In un'intervista alla Cnn il presidente georgiano Saakashvili ha chiesto l'aiuto diretto degli Stati Uniti: "Non è più solo una questione georgiana. Si tratta dell'America e dei suoi valori. Noi siamo una nazione amante della libertà che ora si trova sotto attacco".
Dopo che il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha tenuto una seduta straordinaria notturna per fare il punto sulla crisi, senza arrivare ad una dichiarazione congiunta sul cessate il fuoco, da Ue, Osce e Nato sono giunti forti appelli per sospendere gli attacchi e avviare colloqui diretti. Il segretario generale, Jaap de Hoop Scheffer in una nota si è detto "seriamente preoccupato per gli eventi che stanno avendo luogo nella regione georgiana dell'Ossezia del Sud, e afferma che l'Alleanza sta seguendo attentamente la situazione". Ma Mosca ha inviato una nota ai paesi Nato chiedendo che non si dia più sostegno al presidente georgiano, che ha scatenato "un'aperta aggressione accompagnata da una guerra massiccia e propagandistica".
http://www.repubblica.it/2008/08/sez...ardamenti.html




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