COMUNICATO 18 – 08 – 2008

CO.N.TRAS.COMITATO NAZIONALE TRASPORTATORI & AUTISTI

Oggetto: Basta criminalizzare i camionisti italiani!

Il gravissimo incidente avvenuto l’8 agosto 2008 sull’ autostrada A4 all’altezza dello svincolo di Cessalto dove hanno perso la vita 7 persone, causato da un mezzo pesante condotto da un autista di nazionalità polacca, ha innescato una serie di pretestuosi interventi e polemiche da parte di molti esponenti politici. In questi giorni abbiamo volutamente rispettato il silenzio, per non speculare nel momento del dolore dei famigliari delle vittime, e ascoltato le numerose amenità pronunciate da parte di personaggi che non hanno alcuna competenza in materia. Basti pensare all’ interveto di un esponente del Pdci che ha dichiarato che: - Sarebbe ora di prendere esempio dalla tangenziale di Mestre ed estendere il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti fino a Trieste -. Peccato che nella tratta da Venezia-Mestre fino a Trieste il divieto di sorpasso sia stato introdotto da più di un anno.
Gli accertamenti per determinare le cause del terribile incidente sono ancora in corso e molti politici sono solamente in grado di parlare a vanvera, di mettere in croce un’intera categoria, fomentando l’opinione pubblica contro degli onesti lavoratori come i camionisti, litigando sulle nomine dei commissari speciali scelti per la costruzione della terza corsia (incarichi da centinaia di migliaia di euro).
Alla fine i lavori inizieranno non prima del 2010, durata indeterminata piena di ritardi, come per la variante di Mestre , mentre il traffico continuerà ad aumentare e con esso gli incidenti. La cosa più sconvolgente è come si divertono questi signori a prendere “ per i fondelli” i cittadini ed a speculare su tragici eventi come l’incidente di Cessalto; circa un mese è apparsa sui principali quotidiani locali la notizia che il record di circa 140.000 veicoli in transito al giorno era stato battuto e che grazie al divieto imposto per il sorpasso dei mezzi pesanti erano calati gli incidenti, mentre ora vengono pubblicati i dati dei sinistri in cui sono coinvolti i mezzi pesanti e li si scopre in drammatico aumento.
I mezzi pesanti sono coinvolti nel 38% degli incidenti e nel 70% dei casi il sinistro è causato da camion stranieri o conducenti non italiani. Nella classifica nazionali i camion fanno meno incidenti della categoria delle 2 ruote (biciclette, ciclomotori e motocicli) ma ora si invoca la tolleranza zero nei confronti dei camionisti e trasportatori; non viene minimamente citata la carenza strutturale delle nostre strade ed autostrade, la assoluta mancanza di parcheggi e aree per la sosta, le interminabili ore di guida e di attesa per la operazioni di scarico-carico dei mezzi. Ci troviamo di fronte ad un sistema di lavoro colpito a morte dalla liberalizzazione del settore, dalla concorrenza sleale da parte dei vettori stranieri, da tariffe invariate da 10 anni, dall’aumento spropositato del prezzo del gasolio.
Matteo Zorzi vice-presidente CO.N.TRAS ci ricorda che: nel 2007 si sono registrate 2.776 ore di colonna per traffico intenso, 431 ore causate da incidenti e 473 ore per cantieri di lavoro per un totale di 3680 ore ( pari a 153 giorni)- e poi si pretende che gli autisti rispettino le ore di guida?- Inutili tachigrafi digitali e lo stop dei mezzi pesanti già dal venerdì se poi tutto il resto del sistema lavorativo resta invariato. E continua: Perché non vengono inviate delle ispezioni nei depositi dei supermercati dove gli autotrasportatori restano in parcheggio per 4-5 ore prima di esser scaricati e le operazioni di carico-scarico vengono effettuate dai conducenti quando è vietato dalla legge qualsiasi facchinaggio da parte degli autisti? Perché non si controllano i depositi degli spedizionieri? Perche non si analizza la mancanza di parcheggi attrezzati lungo le principali vie di comunicazione? Perché non si controllano i magazzini o cantieri edili? Semplice: perché si dovrebbe toccare il portafogli dei principali industriali italiani che molto spesso speculano sulle spalle dei lavoratori e sfruttano la manodopera straniera ed italiana.

Co.n.tras nasce per denunciare tutte queste ingiustizie. Basta strumentalizzare tragedie come quella avvenuta lo scorso 8 agosto per bassi interessi di poltrona. Bisogna restituire dignità ad una categoria di lavoratori con una serie di iniziative atte a ristabilire ordine e legalità nel settore del trasporto merci. Lo stato deve fare investimenti reali sul settore sicurezza ( parcheggi adeguati per la sosta e possibilità di rispettare le ore di guida e di riposo giornaliere), tariffario e di controllo.
I trasportatori non possono più essere trattati come dei delinquenti, sono degli onesti padri di famiglia e non lavoratori di serie B su cui far ricadere le colpe di un intera società.
Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, esprime la piena solidarietà alla categoria e conclude: - E’ di oggi la notizia che le contravvenzioni verso i vettori stranieri non vengono mai pagate. Decine di migliaia di multe inevase. E’ questa la giustizia in Italia? La concorrenza sleale degli autisti stranieri vive anche di queste furbizie. Siamo di fronte ad un mercato selvaggio che miete quotidianamente le sue vittime. I trasportatori e gli autisti italiani vanno sostenuti nei fatti, non nelle chiacchere. E le imprese che assumono personale italiano vanno aiutate e prese a modello.

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