Berlusconi sta festeggiando i primi cento giorni del suo terzo
governo. Cento giorni durante i quali gli italiani hanno visto
peggiorare le loro condizioni di vita mentre una maggioranza
prona alle esigenze e agli ordini del suo capo era impegnata
soltanto a proteggerlo dagli esiti giudiziari dei suoi
comportamenti privati e da imprenditore.
Un Paese smarrito e una maggioranza arrogante, prodiga di
annunci e di provvedimenti demagogici, come quello dei
soldati per le strade. Berlusconi ha via via annunciato che
sono stati risolti i problemi dell’immondizia a Napoli (ma la
Commissione europea ha fatto sapere che per loro nulla è
cambiato, la procedura davanti alla Corte di giustizia resta
aperta), che la sicurezza è aumentata perché adesso si
prendono le impronte ai rom, bambini compresi (ma anche qui
la Commissione europea ha aperto un’istruttoria e il
Parlamento europeo ha votato a maggioranza una risoluzione
che condanna le pratiche razziste dell’Italia), che il problema
Alitalia è risolto (ma Berlusconi parla di 7000 licenziamenti
contro i meno di 2000 del piano Air France che lui ha sabotato
e anche in questo caso la Commissione europea ha avviato
una procedura di infrazione per il prestito di 300 milioni
considerato illegale).
Ma gli unici provvedimenti che sono andati in porto sono
quello che blocca i processi contro il premier e la
cancellazione di alcuni diritti per i precari decisi dal governo
Prodi.
Le schede da pagina 3 a pagina 60 sono a cura di Paola
Zanca e Alessia Grossi, mentre l’articolo “Dipendenti, amici,
avvocati, portaborse” è di Tullia Fabiani.