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  1. #1
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    Predefinito E allora...fatevi assumere dalle Coop!

    Questo è il pezzo che ho inserito sul mio blog SAPORI...E DISSAPORI, quindi il tono che ho usato è rivolto ai lettori di quel sito. So perfettamente che su questo spazio, tutti sapete di Berlusconi....
    Saluti a tutti.
    Rosanna Sapori
    -------------------------

    Mi piace leggere opinioni diverse sparse qua e là nei vari blog. Tra questi ve n'è uno particolarmente interessante e pungente di un certo Mr. Uriel che ha un modo di scrivere che ti prende per la schiettezza. Leggevo giorni fa la sua opinione sulla questione "precari" delle Poste Italiane che vogliono essere assunti a tempo indeterminato e ciò da lo spunto anche a me per polemizzare con una categoria: I FANCAZZISTI ORGANIZZATI.

    Tralascio volutamente la storia infinita dei "conflitti di interesse" che affliggono il Premier italiano; suvvia non fate finta di non sapere che Berlusconi ha parecchi interessi in Poste Italiane S.p.A. Se non lo sapete , informatevi! Non è mio compito scrivere tutte le volte spiegando anche gli antefatti, altrimenti non arriviamo più a capo di nulla. Capisco che ci sono gli ignoranti, ma se qualcuno ancora oggi non sa la storia di Berlusconi, beh...allora cambi blog e legga qualcosa d'altro. Dico questo perchè c'è stato chi mi ha scritto che devo essere più precisa quanto commento....

    Quello su cui invece voglio soffermarmi è la curiosa situazione di molteplici "Postini precari". Non solo postini a dire il vero, la cosa riguarda anche altri precari dello Stato e del parastato ed Enti Pubblici; vediamo nel dettaglio.

    Prendiamo un parente o un amico (l'esempio fatto da Mr.Uriel è molto ficcante), oppure un simpatizzante del tal sindacato o del tal partito (casualmente molto a sinistra) e gli facciamo fare un periodo da precario in un Ente Pubblico. Nel fargli fare l'assunzione commettiamo volutamente delle irregolarità contrattuali che consentiranno al nostro "amico" di fare un bel ricorso grazie al quale sarà assunto saltando a piè pari il concorso.

    E così, come d'incanto, via la meritocrazia, via l'equità e via tutte quelle belle cose tanto care alla sinistra. Semplice, chiaro e lineare. Un bel modo per aggirare il blocco delle assunzioni e un bel sistema che produce voto di scambio. Bene, cosa è successo? E' successo che per la prima volta in questo Paese disgraziato - al di là dei conflitti di interesse che lo incancreniscono - un Ministro sta tentando di dire basta a questa vergognosa usanza conosciuta solo ed esclusivamente nelle aziende statali e parastatali. E' successo che Berlusconi si è accorto che questi "PRECARI" sono stati inseriti nelle liste dei raccomandati proprio dal partito politico a lui avverso e soprattutto ha capito che costoro sono sponsorizzati dai sindacati, guardacaso proprio quei sindacati creatori dei maxiricorsi.

    Ora, non me ne frega un bel niente di Berlusconi e ancora meno dei sindacati ma, non voglio più mantenere - con le mie tasse - armate di "fancazzisti" e le loro famiglie solo perchè hanno votato il politico di turno (guarda caso sempre un tantino a sinistra) che gli ha promesso il posto! Se il sindacato e la sinistra vogliono garantire lo stipendio a qualche migliaio di raccomandati, che li facciano assumere alla Lega delle Coop e a qualche Patronato! La smettano di metterli a carico del contribuente!

    Le proteste dei "precari" delle Poste Italiane mi danno la nausea, soprattutto perchè sono a danno dei precari veri, quelli che il futuro non ce l'hanno davvero. Avanti così, basta con i "furbetti del concorsino truccatino", basta con questi raccomandati organizzati travestiti da precari. Andatevene a lavorare nelle Coop o fatevi assumere dai sindacati e poi vedremo se avrete ancora voglia di fare ricorsi!


    http://blog.libero.it/Dissapori/view...che=1219301287

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  2. #2
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    E' vero, qualche giorno fa il corriere denunciava tra l'altro proprio questa pratica che è in vigore in tutta la pa: secondo la cost i pubblici dipendenti dovrebbero essere assunti per concorso, ma oggi questa norma costituzionale è completamente disattesa: le pa assumono orde di precari (raccomandati) che poi sono "costrette" a regolarizzare, bypassando il concorso

  3. #3
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    Niente da eccepire su quanto scritto dalla stimata dott.ssa Sapori. Voglio soltanto aggiungere che sarebbe cosa giusta che coloro che, con i loro sbagli, hanno permesso di "regolarizzare" tanti rapporti di lavoro, causando con il loro comportamento un danno allo Stato, siano chiamati a risarcire il danno prodoto e licenziati per manifesta incapacità -o peggio-.

    P.S. x la Rosanna - a quanto il segnale di TeleNordEst, nelle Alte Marche/Romagna?

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da rosannasapori Visualizza Messaggio


    Quello su cui invece voglio soffermarmi è la curiosa situazione di molteplici "Postini precari". Non solo postini a dire il vero, la cosa riguarda anche altri precari dello Stato e del parastato ed Enti Pubblici; vediamo nel dettaglio.

    Prendiamo un parente o un amico (l'esempio fatto da Mr.Uriel è molto ficcante), oppure un simpatizzante del tal sindacato o del tal partito (casualmente molto a sinistra) e gli facciamo fare un periodo da precario in un Ente Pubblico. Nel fargli fare l'assunzione commettiamo volutamente delle irregolarità contrattuali che consentiranno al nostro "amico" di fare un bel ricorso grazie al quale sarà assunto saltando a piè pari il concorso....

    ....E così, come d'incanto, via la meritocrazia, via l'equità e via tutte quelle belle cose tanto care alla sinistra. Semplice, chiaro e lineare. Un bel modo per aggirare il blocco delle assunzioni e un bel sistema che produce voto di scambio.

    E' esattamente ciò che succede anche in Rai, dove centinaia di persone sono state assunte in questo modo. Tra l'altro, ricevono anche dei rilevantissimi risarcimenti economici per il "danno subìto".

    Se ci pensate, questo sistema già di per sé gravissimo e non degno di un paese civile, è ancor più censurabile quando riguarda, appunto, dipendenti Rai, cioè di un ente preposto all'informazione.
    Se è vero, come è vero, che uno dei capisaldi su cui una democrazia si poggia è l'informazione...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da el cuntadin Visualizza Messaggio
    Niente da eccepire su quanto scritto dalla stimata dott.ssa Sapori. Voglio soltanto aggiungere che sarebbe cosa giusta che coloro che, con i loro sbagli, hanno permesso di "regolarizzare" tanti rapporti di lavoro, causando con il loro comportamento un danno allo Stato, siano chiamati a risarcire il danno prodoto e licenziati per manifesta incapacità -o peggio-.

    P.S. x la Rosanna - a quanto il segnale di TeleNordEst, nelle Alte Marche/Romagna?
    Il segnale di TNE arriva nella provincia di Ferrara e Bologna. Per il resto non credo che riusciremo ad arrivare. Devo dire che con molta intelligenza il mio editore, il compianto Giorgio Panto, ha puntato sul digitale terrestre e la tv via internet. Però anche lì si deve aspettare un po'.
    Grazie
    Rosanna Sapori

    p.s.
    non sono Dottoressa...ho il titolo di studio di Fantozzi....grazie per la stimata...(non proprio da tutti)

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da rosannasapori Visualizza Messaggio
    Questo è il pezzo che ho inserito sul mio blog SAPORI...E DISSAPORI, quindi il tono che ho usato è rivolto ai lettori di quel sito. So perfettamente che su questo spazio, tutti sapete di Berlusconi....
    Saluti a tutti.
    Rosanna Sapori
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    Mi piace leggere opinioni diverse sparse qua e là nei vari blog. Tra questi ve n'è uno particolarmente interessante e pungente di un certo Mr. Uriel che ha un modo di scrivere che ti prende per la schiettezza. Leggevo giorni fa la sua opinione sulla questione "precari" delle Poste Italiane che vogliono essere assunti a tempo indeterminato e ciò da lo spunto anche a me per polemizzare con una categoria: I FANCAZZISTI ORGANIZZATI.

    Tralascio volutamente la storia infinita dei "conflitti di interesse" che affliggono il Premier italiano; suvvia non fate finta di non sapere che Berlusconi ha parecchi interessi in Poste Italiane S.p.A. Se non lo sapete , informatevi! Non è mio compito scrivere tutte le volte spiegando anche gli antefatti, altrimenti non arriviamo più a capo di nulla. Capisco che ci sono gli ignoranti, ma se qualcuno ancora oggi non sa la storia di Berlusconi, beh...allora cambi blog e legga qualcosa d'altro. Dico questo perchè c'è stato chi mi ha scritto che devo essere più precisa quanto commento....

    Quello su cui invece voglio soffermarmi è la curiosa situazione di molteplici "Postini precari". Non solo postini a dire il vero, la cosa riguarda anche altri precari dello Stato e del parastato ed Enti Pubblici; vediamo nel dettaglio.

    Prendiamo un parente o un amico (l'esempio fatto da Mr.Uriel è molto ficcante), oppure un simpatizzante del tal sindacato o del tal partito (casualmente molto a sinistra) e gli facciamo fare un periodo da precario in un Ente Pubblico. Nel fargli fare l'assunzione commettiamo volutamente delle irregolarità contrattuali che consentiranno al nostro "amico" di fare un bel ricorso grazie al quale sarà assunto saltando a piè pari il concorso.

    E così, come d'incanto, via la meritocrazia, via l'equità e via tutte quelle belle cose tanto care alla sinistra. Semplice, chiaro e lineare. Un bel modo per aggirare il blocco delle assunzioni e un bel sistema che produce voto di scambio. Bene, cosa è successo? E' successo che per la prima volta in questo Paese disgraziato - al di là dei conflitti di interesse che lo incancreniscono - un Ministro sta tentando di dire basta a questa vergognosa usanza conosciuta solo ed esclusivamente nelle aziende statali e parastatali. E' successo che Berlusconi si è accorto che questi "PRECARI" sono stati inseriti nelle liste dei raccomandati proprio dal partito politico a lui avverso e soprattutto ha capito che costoro sono sponsorizzati dai sindacati, guardacaso proprio quei sindacati creatori dei maxiricorsi.

    Ora, non me ne frega un bel niente di Berlusconi e ancora meno dei sindacati ma, non voglio più mantenere - con le mie tasse - armate di "fancazzisti" e le loro famiglie solo perchè hanno votato il politico di turno (guarda caso sempre un tantino a sinistra) che gli ha promesso il posto! Se il sindacato e la sinistra vogliono garantire lo stipendio a qualche migliaio di raccomandati, che li facciano assumere alla Lega delle Coop e a qualche Patronato! La smettano di metterli a carico del contribuente!

    Le proteste dei "precari" delle Poste Italiane mi danno la nausea, soprattutto perchè sono a danno dei precari veri, quelli che il futuro non ce l'hanno davvero. Avanti così, basta con i "furbetti del concorsino truccatino", basta con questi raccomandati organizzati travestiti da precari. Andatevene a lavorare nelle Coop o fatevi assumere dai sindacati e poi vedremo se avrete ancora voglia di fare ricorsi!
    La solita porcheria italiana che segue la via delle due piaghe italiche:
    - la mancanza di concorrenza;
    - la mancanza di meritocrazia.
    Ieri, telefriuli, ha trasmesso un dibattito sul '68 in cui sono emerse tali problematiche. La relazione con il '68 era dovuta al fatto che il "voto politico" (il 6 politico a scuola, il 30 politico all'università - con sequestro dei docenti che si opponevano) aveva sicuramente dato una mazzata alla meritocrazia italiana.
    Diversi i dati rilevati dai relatori (tra cui Roger Abravanel),

    1) il sistema non meritocratico e non concorrenziale italiano ha fatto sì che il paese sia, a livello europeo, quello che ha una delle maggiori differenze di reddito tra i cittadini ricchi e quelli poveri e, contemporaneamente, quello in cui c'è la minore probabilità che un povero diventi ricco.
    In pratica in itaiia: vi sono poveri sempre più poveri, ricchi semrpre più ricchi ed è impossibile che un povero diventi ricco. Tra l'altro questo dato testimonia come lo stato sociale italiano sia assolutamente inadeguato.
    Si ridistribuisce il reddito non "spostando i soldi da A a B" ma creando opportunità di lavoro (che consentano di produrre i soldi) e concorrenza (che spinge a lavorare sempre meglio, producendo più soldi).

    2) Allo sviluppo della non meritocrazia ha contribuito anche il cattolicesimo in una accezione secondo cui, essendo tutti uguali, premiare il merito sarebbe stato sbagliato (es. Don Milani).

    3) Lo sviluppo del familismo e della raccomandazione è causato non da "tare genetiche italiane" ma dalla non fiducia nello stato (e nella pubblica amministrazione in generale), per cui la famiglia diventa l'unico riferimento.
    Nei paesi in cui non vi è il familismo vi è una amministrazione che funziona cioè che garantisce giustizia.
    Esempio: vi sono delle regole non scritte all'università per le quali i posti di insegnamento (a tempo determinato) sono assegnati agli "interni" (ovvero a persone che lavorano gratuitamente nei reparti), analogo discorso per gli accessi a dottorati e specializzaizoni. Senza parlare dei "figli di".
    E' palese che ciò sia frutto di un ingiustizia: l'utilizzo di titoli e incarichi per retribuire lavoro (il lavoro dei volontari consente agli universitari strutturati di dedicarsi esclusivamente alla pubblicazione scientifica, scalando i gradi della carriera universitaria). Ciò va contro la meritocrazia e gli interessi della collettività: non diventa oncologo il medico più bravo ma quello che, grazie al sostegno della famiglia, ha potuto fare un anno di volontariato gratis (per entrare poi nella scuola di specializzazione di oncologia).
    Altri esempi: la figlia del sindaco (che è titolare di una ditta di pulizie) e riceve le commesse per la pulizia degli uffici comunali; l'architetto che ha lo zio in regione e riceve commesse dalla regione (si può continuare all'infinito).

    4) Il divario nord sud: il test internazionale che valuta le competenze degli studenti di 11 anni ha dei valori mediobassi al nord (se confrontato con i valori medi dei paesi europei), al meridione è a livello di Thailandia. E' stato statisticamente rilevato che il livello di formazione a 11 anni è proporzionale al reddito a 35 anni.

    5) La mancanza della famiglia (sostituita dal familismo) che dovrebbe educare all'impegno ed alla competizione ed invece insegna a violare le regole (vai alla scula privata che ti compriamo il diploma, parla con lo zio prete che ti trova il posto...).. Un sistema competitivo non è un sistema in cui "il più bravo ammazza il meno bravo" è il sistema in cui il perito elettronico meno bravo ripara computer in un negozio di provincia (e comunque fa un lavoro che gli piace, guadagna e vive), il perito informatico più bravo lavora nella grossa azienda e guadagna 10 volte tanto, in cui il medico meno bravo fa la liposuzione, il medico più bravo diventa primario chirurgo in un ospedala di alta specializzazione. In italia avviene, normalmente, l'inverso.

    6) La mancanza di un senso dello stato (cioè del senso di appartenenza ad una collettività - che si traduce nel rispetto delle leggi e nel riconoscersi in valori storici e culturali comuni-). Senso dello stato sostituito dallo statalismo.

    7) Il '68 come enfatizzazione della "non responsabilità individuale", sostituita da una logica del "gruppo". Logica dell'irresponsabilità che guida ancora gli ex sessantottini al Governo.

    8) L'incompetenza della classe politica italiana, incompetenza destinata ad aumentare considerato che non vi è nessun meccanismo meritocratico che selezioni i parlamentari (che sono nominati dal capo del partito di riferimento e quindi scelti in conseguenza della loro capacità di compiacere il capo stesso - compiacerlo anche in senso alquanto materiale - rif. Carfagna- Berlusconi fa pagare le sue concubine ai contribuenti, mi pare potrebbe pagarsele da solo). Mancano anche primarie (serie) nei partiti (quella del PD fu una messinscena, vigliacca e meschina, con persone vhe votavano 10 volte - come documentato da servizi televisivi-).

    Abravanel ha anche citato alcuni esempi di meritocrazia e successo italiano, in italia, per cui, secondo l'autore, non è impossibile far valere le proprie capacità nel belpase. Trattasi di episodi dovuti ad un forte senso etico e di responsabilità (che è anche il motore dell'impegno) individuali.

    Se non casca l'italia, e se non finisco in mezzo ad una strada prima, alle prossime elezioni non voto nè il mafioso berlusconi (anticoncorrenziale, antimeritocratico, illegalitario e corruttore che, oltretutto, mi fa pagare le sue concubine), nè il comunista Veltroni (che maschera l'anticoncorrenzialità e l'antimeritocrazia dietro un senso ipocrita, vigliacco e irresponsabile di "solidarietà" e uguaglianza), per cui vado sul "partito delle massaggiatrici", "partito dei bevitori di birra". L'obiettivo è far saltare il sistema.
    Comunque così non si va da nessuna parte è uno stillicidio, una agonia.

  7. #7
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    A proposito di ignoranti.. Poste Itagliane è una società per azioni e i dipendenti vengono assunti come vengono assunti in qualsiasi altra società privata senza bisogno di nessun concorso e le irregolarità a danno dei precari è evidente
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  8. #8
    Tyr
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    Citazione Originariamente Scritto da M.A.Valsesia Visualizza Messaggio
    avevi l'occasione di farlo anche nelle passate elezionitruffa, e non avevamo lesinato nel spiegarvi i motivi....


    a proposito....


    DAGLI AL COMUNISTAAAAAAA!!!!!!

    MWAHAHHAAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
    Se a te piacciono gli irresponsabili vota comunista.
    Nessuna metitocrazia (6 politico a scuola), nessuna concorrenza e un paese che si sfascia.
    Sui comunisti, per quanto mi riguarda, non cambio opinione. Anzi uno dei prinicpali motivi per i quali siamo dove siamo sono i comunisti e la loro ideologia irresponsabile.
    Il problema è che dall'altra parte abbiamo un mafioso.
    Che invece di utilizzare la mega maggioranza per governare si fa i porcacci comodi suoi.
    Comunque i comunisti restano:
    - irresponsabili (e sempre colpa della società, la responsabilità non è mai individuale);
    - fascisti (se non sei dei loro cercano di eliminarti)e hanno creato dei veri e propri comitati di affari - e di puttane- nella pubblica amministrazione);
    - vigliacchi: nascondono sotto il mantello della solidarietà la paura di prendere decisioni (gli zingari rubano ma non tutti, chi sbaglia va punito, però....). Sono talmente vigliacchi e ipocriti che non hanno nemmeno il coraggio di dichiararsi comunisti (poi Visco l'abbiamo visto trasformare gli onesti in evasori e lasciar evadere gli evasori reali....);
    - fannulloni (il povero che è tale perchè non ha voglia di lavorare viene considerato alla stessa stregua di chi non lavora per problemi reali, anzi addirittura più meritevole);
    - egoisti e non solidaristi (vd. punto precedente);
    - ipocriti.
    Purtroppo dall'altra parte abbiamo una persona che è quasi impazzita (un delirio di megalomania)..
    Speravo che quelli di AN si ricordassero dell'etica di Almirante e la Lega facesse la Lega:
    Fini è diventato un radical chic di destra.
    La Lega si è piegata a 90 per portare a casa il federalismo fiscale.
    Comunque, per essere chiari: COMUNISTI = FECCIA, UOMINI DA DUE SOLDI BUCATI.
    Meglio un italia unita che un nord comunista.

  9. #9
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    [quote=hellas;8422206]Se a te piacciono gli irresponsabili vota comunista.
    Nessuna metitocrazia (6 politico a scuola), nessuna concorrenza e un paese che si sfascia.
    Sui comunisti, per quanto mi riguarda, non cambio opinione. Anzi uno dei prinicpali motivi per i quali siamo dove siamo sono i comunisti e la loro ideologia irresponsabile.
    Il problema è che dall'altra parte abbiamo un mafioso.
    Che invece di utilizzare la mega maggioranza per governare si fa i porcacci comodi suoi.
    Comunque i comunisti restano:
    - irresponsabili (e sempre colpa della società, la responsabilità non è mai individuale);
    - fascisti (se non sei dei loro cercano di eliminarti)e hanno creato dei veri e propri comitati di affari - e di puttane- nella pubblica amministrazione);
    - vigliacchi: nascondono sotto il mantello della solidarietà la paura di prendere decisioni (gli zingari rubano ma non tutti, chi sbaglia va punito, però....). Sono talmente vigliacchi e ipocriti che non hanno nemmeno il coraggio di dichiararsi comunisti (poi Visco l'abbiamo visto trasformare gli onesti in evasori e lasciar evadere gli evasori reali....);
    - fannulloni (il povero che è tale perchè non ha voglia di lavorare viene considerato alla stessa stregua di chi non lavora per problemi reali, anzi addirittura più meritevole);
    - egoisti e non solidaristi (vd. punto precedente);
    - ipocriti.
    Purtroppo dall'altra parte abbiamo una persona che è quasi impazzita (un delirio di megalomania)..
    Speravo che quelli di AN si ricordassero dell'etica di Almirante e la Lega facesse la Lega:
    Fini è diventato un radical chic di destra.
    La Lega si è piegata a 90 per portare a casa il federalismo fiscale.
    Comunque, per essere chiari: COMUNISTI = FECCIA, UOMINI DA DUE SOLDI BUCATI.
    Meglio un italia unita che un nord comunista.[/quote]


    infatti sei ampiamente accontentato.

  10. #10
    Tyr
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    Citazione Originariamente Scritto da M.A.Valsesia Visualizza Messaggio
    buonanotte itagliano.
    A parte l'imbecille non vedo grosse idee.
    Non ti preoccupare che ci arrivo, non montarti la testa.
    Se gli autonomisti sono questi.................
    D'altronde i comunisti sono questi: convinti di essere più intelligenti della media (e aventi funzione di guida "per le povere masse ignoranti").
    Avevo tre scelte: i comunisti, la "destra". non votare (cioè non fare nulla e stare a guardare, a frignare e a fare l'intellettuale vittimista, vate del federalismo).
    Ho votato la lega e Berlusconi.
    Berlusconi si è messo a fare il duce, la lega gli fa da badante.
    Se si rivotasse adesso non li rivoterei.
    Ma sicuramente:
    non voterei i comunisti e non butterei il voto.
    Lo regalerei al partito dei pensionati o delle meretrici (come quando, tra i radicali fu eletta cicciolina).
    A livello locale, nella mia regione, non abbiamo alternative alla lega (nel caso ci fossero ben vengano).
    Piuttosto che stare a fare l'intellettuale del federalismo preferisco agire così.
    Il federalismo, da un punto di vista politico, non passerà mai, perchè non ha i numeri ed è una riforma costituzionale.
    Non ha i voti della casa delle libertà (piena di ex nazionalisti di AN e di meridionali di forza italia), non ha i voti del PD (i comunisti sono centralisti e statalisti, Veltroni ha già assunto posizioni chiare in proposito - nel suo eterno cerchiobottismo-). Casini è il tutelante gli interessi siciliani....
    Il federalismo non può essere fatto a partire dal basso perchè è riforma COSTITUZIONALE.
    L'unico federalismo attuabile è quello fiscale.
    E poi vi sarebbe la possibilità di macroaggregazioni (macroregioni o euroregioni).
    TUTTO IL RESTO E' UTOPIA.
    Fino a quando il sud e il centro non saranno convertiti all'idea di federalismo non avremo forme di federalismo o elevata autonomia al nord.
    Siccome il livello culturale dei meridionali (attestato da test internazionali) è quello dei Paesi sottosviluppati (non è una battuta, purtroppo) o si fa la guerra o si aspettano generazioni o si aspetta il crollo economico dell'italia.
    Piaccia o non piaccia la realtà è che la maggor parte dei cittadini italiani vuole restare unita (compresi i fascisti al nord e tutti i votanti di forza italia di orignine meridionale, oltre che i comunisti). E l'italia è ancora una democrazia, ovvero la maggioranza decide.
    Non è utopico aspirare ad un progressivo autonomismo, prima fiscale, poi macroregione, ecc. fino a giungere all'autonomia (nel giro di decenni).
    Ribadisco: il resto, per me sono UTOPIE.
    Se qualcuno è convinto che l'autonomismo si possa fare a partire dai comuni mi dica come.
    Chi votare o cosa fare.
    La riforma federale, in quanto riforma costituzionale, deve partire dall'alto, e attualmente non ci sono i numeri perchè ciò possa avvenire.

    Riporto una paginetta sul federalismo tedeco.
    Credo sia abbastanza corretta.
    E dimostra come il federalismo, per potersi attuare in italia, debba passare per una riforma costituzionale (e, per ora, non ci sono i numeri).

    La Repubblica Federale di Germania è costituita da 16 Länder (regioni) che hanno una propria Costituzione, un'ampia sovranità e molti diritti di autonomia. Come funziona questo federalismo?

    Le bandiere dei Länder tedeschi davanti al "Bundesrat",
    la camera delle regioni
    Dove nasce il federalismo tedesco?
    La Germania è stata fondata nel 1871, molto tardi rispetto agli altri paesi dell'Europa, più tardi anche dell'Italia fondata nel 1860. Gli stati autonomi che allora formavano la Germania - la Prussia, la Baviera, la Sassonia e molti altri - continuavano ad esistere come entità amministrative con una notevole influenza sulla politica nazionale. Questo ordinamento federale della Germania è stato interrotto solo dallo stato rigidamente centralista dei nazionalsocialisti tra il 1933 e il 1945.
    I 16 Länder nella loro forma attuale sono stati fondati per lo più dopo il 1945 tenendo in parte conto delle vecchie affinità di popolazioni e dei confini storici. Prima della riunificazione, la DDR (l'ex-Germania dell'est) era formata da 5 regioni, la Repubblica Federale (la Germania dell'ovest) aveva 10 regioni e Berlino (oggi la sedicesima regione) era spaccata in due tra Berlino-est e Berlino-ovest.
    L'obiettivo dichiarato del federalismo tedesco è garantire sia l'unità verso l'esterno che la molteplicità all'interno.

    La forza economica delle varie regioni
    Le 16 regioni sono molto diverse tra di loro, per quanto riguarda superficie, risorse economiche e geografiche e popolazione. Di conseguenza è diversa anche la loro forza economica:
    Le cinque regioni della ex-Germania dell'est (DDR)
    sono contrassegnate con un asterisco rosso *

    Land (regione)
    abitanti (%)
    Germania = 100 %

    forza economica (%)
    Germania = 100 %
    Nordrhein-Westfalen
    (Nordreno-Vestfalia)
    21,922,3Bayern
    (Baviera)
    14,716,8Baden-Württemberg12,714,4Niedersachsen
    (Bassa Sassonia)
    9,58,9Hessen
    (Assia)
    7,49,7Sachsen
    (Sassonia) *
    5,63,3Renania-Palatinato4,94,2Berlin
    (Berlino)
    4,24,3Schleswig Holstein3,33,1Sassonia-Anhalt *3,31,9Brandeburgo *3,11,9Turingia *3,01,7Meclemburgo-Pomerania *2,21,3Amburgo2,13,9Saarland1,31,2Brema0,81,1Da questa statistica si vede un grosso squilibrio tra le regioni dell'est e quelle dell'ovest: nelle 5 regioni dell'ex DDR (Germania dell'est) vive il 17,3% della popolazione della Germania, ma queste regioni rappresentano solo il 10,1% della forza economica del paese. Nelle regioni dell'ovest invece vive il 82,7% della popolazione, queste regioni rappresentano invece il 89,9% della forza economica!
    Quali sono i diritti di autonomia di ogni regione?
    Ogni regione ha il diritto di darsi una propria Costituzione, ha un proprio governo, un parlamento eletto ogni 4 o 5 anni, un Presidente del Consiglio, dei ministri e ministeri. Il parlamento può emanare delle leggi regionali e dei decreti. La Costituzione regionale e le leggi non possono però in nessun caso essere in contrasto con leggi nazionali. Spesso le leggi nazionali determinano una cornice unitaria, all'interno della quale le regioni fanno quello che ritengono giusto.
    Le autonomie riguardano soprattutto:

    • la scuola, le università, la cultura
    • la polizia
    • il diritto comunale
    • una parte del diritto tributario
    • legislazione (in collaborazione con lo stato) in molti campi
    • quasi tutto il lavoro di amministrazione interna
    In molti campi, p.e. nell'economia, lo stato e le regioni agiscono insieme in propri spazi predefiniti. In sostanza, solo gli affari esteri, una parte del diritto tributario, il settore valutario e monetario, il traffico aereo, la dogana e le forze armate sono di competenza e amministrazione esclusiva dello stato. Tutti i tribunali, con eccezione della Corte Costituzionale e delle Corti superiori, sono di competenza dei Länder. Per garantire, nonostante tutte le diversità, una certa omogeneità indispensabile, p.e. nel settore scolastico o anche in altri campi, i Länder fanno degli accordi tra di loro che, una volta approvati, sono vincolanti per tutti.
    E le tasse?
    Le tasse che si pagano sono suddivise in tasse che vanno al 100% allo stato, tasse che vanno direttamente alle regioni, quelle che vanno ai Comuni e quelle che vengono distribuite in vari modi tra queste tre entità federali. Chi incassa, gestisce anche autonomamente le spese, nella misura in cui le leggi (regionali e nazionali) lo permettono.
    L'importanza dei Comuni
    Anche i Comuni hanno dei propri spazi autonomi. La Costituzione della Germania garantisce espressamente l'autonomia amministrativa delle città. Il diritto comunale è di competenza dei Länder; le costituzioni comunali (p.e. anche il sistema elettorale) presentano grosse differenze tra una regione e l'altra, dovute anche a motivi storici. Lo spazio autonomo dei comuni riguarda soprattutto:
    • il traffico locale, la costruzione di strade
    • il rifornimento di elettricità, luce, gas, etc.
    • l'urbanistica
    • possibilità (regolata da leggi regionali) di applicare delle tasse e imposte proprie
    • costruzione e manutenzione di scuole ed ospedali, teatri, musei e campi sportivi
    • l'istruzione per adulti e l'assistenza ai giovani
    Anche se i comuni possono applicare delle tasse e imposte proprie, la gestione dei compiti sopraindicati supera molto spesso le possibilità dei comuni. Per questo, i comuni possono chiedere aiuti al distretto, l'entità territoriale successiva o anche alla regione. La distribuzione delle entrate è comunque sempre in discussione.
    Le regioni più forti devono aiutare quelli più deboli!
    Ci sono delle regioni economicamente più forti e ricche rispetto alle altre (vedi anche la statistica sopra), in alcune regioni la disoccupazione è bassa, in altre è altissima, una crisi in un settore industriale può colpire duramente una regione, ma non le altre. Tutto questo crea squilibri tra le regioni e può influenzare il livello di vita dei loro abitanti. La costituzione della Germania dice esplicitamente che il Governo nazionale ha tra i suoi compiti l'omogeneizzazione delle condizioni di vita nelle varie parti della Germania. Per questo, ogni anno, secondo una chiave di distribuzione prestabilita (ma piuttosto complicata), le regioni più ricche devono aiutare economicamente quelle più deboli. Federalismo significa anche solidarietà e questo è uno dei motivi per cui il federalismo in Germania funziona piuttosto bene ed è accettato da tutti.
    Lo strumento più forte dei Länder è invece il "Bundesrat"
    Il "Bundesrat", la seconda camera del Parlamento, è una rappresentanza delle regioni. Questa camera ha 68 deputati che non sono eletti direttamente dal popolo, ma sono rappresentanti delegati dai governi delle regioni. Il numero di deputati di ogni regione dipende dalla sua grandezza, sono comunque molto avvantaggiate le regioni piccole: la regione Brema con ca. 700.000 abitanti ha 3 deputati, la Regione di Nordreno-Vestfalia con quasi 18 milioni di abitanti ha 6 deputati. deve essere coinvolta nella legislazione in tutti i casi in cui una legge tocca gli interessi regionali (in pratica nel 70-80% dei casi). Una tale legge passa solo se viene approvata non solo dalla prima camera, il "Bundestag", ma anche dal "Bundesrat". In questo modo, le regioni hanno una notevole influenza sugli affari dello stato.
    • Nelle votazioni del Bundesrat, l'interesse dei Länder prevale spesso sugli interessi di partito, né i partiti di Governo, né quelli di opposizione (nella prima camera nazionale) possono essere sicuri che un Governo regionale formato dallo stesso partito ne segua tutte le direttive. Succede spesso che le alleanze del Bundesrat cambiano a secondo dell'interesse regionale toccato.
    • Dato che un cambiamento nel Governo di una regione cambia automaticamente la rappresentanza di quel Governo regionale nel Bundesrat può succedere che il partito di maggioranza nella prima camera vada in minoranza nella seconda camera (o viceversa). Ma questo non significa impossibilità di governare: le regioni sono molto orgogliose delle loro autonomie e l'esito di una votazione nel Bundesrat è spesso meno scontato di uno nella prima camera, nel "Bundestag".
    • Il Presidente del Bundesrat è per legge il Vicepresidente della Repubblica Federale. Dato che il Presidente del Bundesrat cambia, secondo un turno prestabilito, ogni anno, anche alle regioni più piccole tocca regolarmente questo incarico molto importante dello stato federale.

 

 
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