In questi giorni è scoppiata la polemica tra Famiglia Cristiana e la maggioranza di governo. I duri attacchi rivolti contro alcune decisioni dell’esecutivo di centrodestra hanno scatenato un vespaio incontrollato. Tutto inizia con queste parole:
“Il governo smetta di giocare ai soldatini e risponda della grave situazione economica in cui versa il paese”
“Neanche fossimo in Angola” scrive Famiglia Cristiana a proposito dei militari in strada - e prosegue: “La verità è che ‘il Paese da marciapiede’ i segni del disagio li offre (e in abbondanza) da tempo, ma la politica li toglie dai titoli di testa, sviando l’attenzione con le immagini del ‘Presidente spazzino’, l’inutile ‘gioco dei soldatini’ nelle città, i finti problemi di sicurezza, la lotta al fannullone”.
Il cuore della critica del settimanale cattolico è chiaro: il governo svia l’attenzione dai problemi economici in cui versa il paese inscenando un farsesco Far West urbano. “C’è il rischio di provocare una guerra fra poveri, se questa battaglia non la si riconduce ai giusti termini, con serietà e senza le ‘buffonate’, che servono solo a riempire pagine di giornali”
Ma non finisce qui. Nell’editoriale di questa settimana, Famiglia Cristiana ha rincarato la dose in merito alla” sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom” .
“Se ne sono accorti in tutta Europa, dove resta vivo l’orrore della discriminazione sociale delle minoranze: quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo”. “Per questo - si legge - il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato. Esprit ha scritto: ‘Gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari’. Sarà ‘incredibile’, ma è vero. Speriamo - è la conclusione al veleno - che non si riveli mai vero il suo sospetto (di Esprit) che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo”.
Apriti cielo, il PDL ha replicato in modo sdegnato. Il Vaticano ha preso le distanze dal settimanale cattolico. Famiglia Cristiana sembra quindi diventata un organo ufficiale dei CattoComunisti. Nessuno si ricorda però che solo pochi mesi fa proprio questa rivista aveva duramente criticato il Partito Democratico definendolo un“Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana”. Come pure aspre furono le considerazioni post-elettorali riguardanti il partito di Veltroni. Il giornale dei Paolini si chiese se la “pax veltroniana” non fosse diventata un “alibi per evitare ogni confronto interno” arrivando a paventare un cambio al vertice “All’Assemblea costituente del Pd (20 e 21 giugno), forse, sarà bene interrogarsi sulla leadership e una gestione poco collegiale. Altrimenti, avrebbe ragione padre Sorge: Veltroni ha così semplificato la politica italiana da far sparire anche il partito dell’opposizione”.
In quei giorni furono i laici del PD ad attaccare. Oggi sono gli esponenti del PDL a storcere il naso. In tutti e due i casi però i commentatori, politici e non, dimenticano di citare l’unica vera ragione tale da spiegare queste prese di posizione e cioè quella che ci riconduce alla matrice religiosa del settimanale. Famiglia Cristiana è un giornale cattolico, fatto da cattolici e che si rivolge ad una opinione pubblica cattolica. Questo spiega sia gli attacci passati al PD, compromessosi con i radicali, sia le attuali critiche al governo, troppo impegnato a “reprimere” senza usare l’umanità e la solidarietà figlia degli insegnamenti del cattolicesimo. Cosa si pretende da un settimanale cattolico se non che porti avanti i principi cattolici? I politici però hanno la brutta abitudine di ricordare solo ciò che conviene loro al momento, dimenticando quel che risulta essere “scomodo”.
Pur non condividendo alcune posizioni del giornale faccio i miei Complimenti alla coerenza ed alla indipendenza di Famiglia Cristiana.
http://candidonews.wordpress.com/200...lia-cristiana/





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