Pestati a sangue dal branco a San Giuliano, in una sorta di remake lagunare di Arancia Meccanica il cui tragico finale è stato evitato solo dall'intervento immediato della polizia.Sono ancora sotto choc. Ci vorrà del tempo prima di dimenticare quel quarto d'ora di puro terrore vissuto all'interno del parco, al termine di quella che doveva essere una rilassante passeggiata nel verde sullo sfondo di una Venezia resa ancor più suggestiva dai riflessi del sole al tramonto. «È solo un miracolo se ne siamo usciti vivi. Non saremmo qui a raccontare le fasi di una lucida e violenta aggressione che ci ha travolto come un incubo se le volanti non fossero arrivate nel giro di pochissimi minuti. Per questo vogliamo ringraziare pubblicamente gli agenti: sono stati eccezionali».
A parlare, anche per l'amico Andrea T. è Mirko F. entrambi di 23 anni, entrambi residenti a Zelarino: il primo studente universitario alla facoltà di Chimica, secondo impiegato all'Agenzia Marittima.
Sono stati all'ospedale fino all'alba di ieri, quando i medici hanno concluso tutti gli accertamenti diagnostici tesi a evidenziare eventuali lesioni interne. Si temeva la commozione cerebrale visto che i pugni e i calci hanno sempre mirato alle tempie dei ragazzi. Guariranno in una settimana, il tempo di assorbire gli ematomi e le contusioni che per fortuna sono superficiali.
«Il giorno dopo stento ancora a credere che una cosa del genere sia successo proprio a noi. Per il luogo, per l'ora, erano le sette di domenica, per le modalità. Quei dieci filippini, alcuni dei quali ubriachi fradici, volevano solo picchiarci e il gusto di farlo. Quando ci hanno affrontato piombando giù da una collinetta in assetto da combattimento abbiamo offerto loro i soldi che avevamo e anche i cellulari. Ma ci hanno ghignato in faccia cominciando a malmenarci. Andrea è stato colpito da un diretto in pieno volto che gli ha fatto perdere l'equilibrio. Io sono finito a terra sotto cinque o sei esagitati che si accanivano selvaggiamente e che mi colpivano alle tempie con le mani e con i piedi. Poi Andrea è riuscito a divincolarsi giusto il tempo di digitare il 113 sul cellulare. E stata la nostra salvezza perché all'arrivo della pantere hanno mollato la presa. Alla fine sono stati denunciati in tre per lesioni e minacce aggravate. Purtroppo non è stato possibile arrestarli perché non ci hanno rapinato. D'altronde quando sono stati perquisiti in tasca avevano più contanti di noi e telefonini piuttosto costosi. Altro che sbandati. Ragazzi di circa vent'anni non clandestini che abbiamo saputo risiedono nel villaggio San Marco e frequentano spesso San Giuliano».
«Ci hanno braccati come delle prede - conclude Mirko - e la conferma che si sono voluti semplicemente divertire ce l'ha data una ragazzina cinese che era con loro e che inutilmente ha tentato di avvertirci, gridandoci di scappare il più in fretta possibile perché "loro" avevano deciso di attaccarci. È capitato a noi ma poteva capitare a chiunque. Il nostro unico torto è stato trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato e finire in balìa di questi pazzi».
Monica Andolfatto
http://gazzettino.quinordest.it/Visu...82296&Pagina=5
mi auguro che i due aggrediti siano due progressisti antirazzisti




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