Solidale con M. P.,
iscritto ai Gc,
cioè "estremista"
Caro direttore, «Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini ». Questa è una lettera dal carcere di Antonio Gramsci alla propria madre. Questa è la prima cosa a cui ho pensato appena ho letto l'articolo apparso su
www.repubblica.it il 20 agosto in merito alla tragica, perché tragica è, vicenda di M.P. il ragazzo di Catania il cui affidamento è stato tolto alla madre perché è stato definito "estremista", cioè iscritto ai Giovani Comunisti, notoriamente il gruppo giovanile del Partito della Rifondazione Comunista. E che male c'è? Mi sento di esprimere tutta la solidarietà possibile ad M.P. perché anch'io, come lui, frequento un liceo classico, come lui, ho genitori separati e, soprattutto, come lui, sono un "estremista" patentato, con la tessera Giovani Comunisti. So benissimo nelle "guerre" che si scatenano da una separazione di genitori vengono utilizzate le armi più bieche per ferire uno o l'altra e spesso l'arma più appuntita sono proprio i figli e di questo non mi stupisco; mi stupisco invece del fatto che gli assistenti sociali adducano tale motivazione per togliere l'affidamento di M.P. alla madre. Mi sembra anche questo l'ennesimo frutto della cultura che si sta diffondendo nel nostro Paese, dove gli ideali di sinistra fanno ancora paura.
Marco Antonioli Bologna
Immigrazione,
l'effetto
sull'economia
Caro direttore, le tasse versate dagli immigrati in Italia sfiorano i due miliardi di euro ogni anno. Nel nostro Paese ci sono 3 milioni e mezzo di cittadini stranieri, cioè il 5,8 per cento dei residenti. L'effetto sull'economia è del 6 per cento del Prodotto interno lordo. Gli immigrati provengono dalla Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina. Ci sono più di mezzo milione di imprenditori stranieri, i due terzi extracomunitari.
Fabio Sìcari Bergamo
Quel motto
non è
di Stalin
Cara "Liberazione", leggo con piacere, nella rubrica delle Lettere di oggi (ieri, ndr), la bellissima lettera di Francesco Lusciano intitolata "Governo Berlusconi: vizi privati, pubbliche virtù". In esso si cita, come motto staliniano, l'espressione "Chi non lavora non mangia". In verità, il motto non è di Stalin, che pure lo fece proprio, bensì di San Paolo che, nella seconda lettera ai Tessalonicesi, scriveva "Se qualcuno non vuol lavorare, neppur mangi!". Come si vede, c'è molta affinità tra il comunismo e il cristianesimo primitivo; peccato che di mezzo ci siano duemila anni di trionfo di Giuda!
Ferdinando Spera Avezzano (Aq)
Quanto valgono
40 anni di lavoro?
Due euro!
Cara "Liberazione", questo è il caso di un nostro collega, successo alla mamma. Storie di mala-amministrazione. 2 euro di pensione, senza poter fare nulla… E' accaduto qualche giorno fa alla signora Franca Brusa, 70 anni, 40 anni di onorato servizio come docente nelle scuole della capitale, che al momento di ritirare la pensione ha trovato una amara sorpresa: 2 euro, netto a pagare! Il ridicolo e l'inverosimile non finisce comunque qui, infatti, al momento di chiedere spiegazioni al centralino dell'Istituto competente, l'Inps, hanno riposto senza mezzi termini che tutti erano in ferie, che erano cose che possono accadere e di rivolgersi ai Carabinieri.
Segreteria Provinciale Consap Roma
Una mia idea
per aiutare
"Liberazione"
Caro direttore, oltre quella del compagno Nando di Roma, credo che anch'io possa esprimere un metodo per dare una mano al nostro quotidiano. Penso che i Circoli cha hanno dato disponibilità alla diffusione del giornale possano considerare valida l'ipotesi di continuare la diffusione facendo pagare 1 euro la copia del giornale. Tutto questo aiuta il partito nella diffusione delle proprie iniziative ed il giornale ad avere un po di ossigeno inteso come euro. Cosa ne pensate, compagni?
Emilio Testa segretario Prc Castelforte (Lt)
Finanziaria,
enti locali
e noi (tartassati)
Caro direttore, è lunga quest'anno l'estate soprattutto per i tanti che senza soldi sono rimasti nella calura agostana delle città, ma i rappresentanti del governo ogni giorno ci regalano una puntata del serial sul federalismo in salsa leghista, una volta la chiamavano secessione. Nell'attesa di vedere le carte del fantomatico federalismo fiscale constatiamo che la sostanza è ben altro. Da una prima attenta lettura del dispositivo sulla finanziaria 2009 si scopre che i tagli per gli enti locali sono talmente diffusi e articolati che sarà facile immaginare uno scenario di gravi conseguenze per i cittadini. Falcidiati soprattutto servizi sociali, istruzione e politiche per l'integrazione; anche per i capitoli destinati all'edilizia scolastica si calcola che subiranno un taglio del 40 per cento, ma quella non è sicurezza o no? Tutto questo mentre i sindaci di ogni colore politico fanno la loro olimpiade della creatività inventandosi ogni giorno provvedimenti e divieti che definire ridicoli appare addirittura eufemistico se per alcuni casi non fossero direttamente in contrasto con i dettami della costituzione. Vietato leggere seduti sulle panchine nei parchi, vietato starci dopo le 22 in più di tre e cosi via. Tutto questo per trasformare le nostre città nell'overlook hotel di Shining dove la paura rimane l'unico elemento di coesione sociale.
Salvatore Amura Associazione Nuovo Municipio
Nessuno ha pagato
per il disastro
di Torre Guaceto
Cara "Liberazione", a un anno dal devastante incendio che mise a dura prova 110 ettari di riserva naturale del polmone verde di Torre Guaceto non ci sono ancora i responsabili di tale disastro. Nessuno a tutt'oggi ha pagato per il disastro ambientale del 21 agosto 2007... La natura a volte fa giustizia da sé. Si vendica dagli scempi umani e si rigenera poderosamente in piena autonomia. Torre Guaceto ad un anno dal disastro ha ripreso a vivere cancellando nell'oasi naturale il nero ed il fumo della vergogna del rogo... A Torre Guaceto serve tanta vigilanza e tanta manutenzione, nonché tanta prevenzione. Gli Enti preposti alla tutela dell'Oasi sono all'altezza del compito assegnatole ? Noi pensiamo proprio di no. Occorre rigenerare un nuovo organismo di gestione democratica della riserva naturale (organismo da allargare alla provincia e alla Regione) con compiti davvero alti di tutela ambientale... Le risorse economiche devono essere gestite in maniera trasparente. I cittadini hanno tutto il diritto di conoscere i bilanci economici dell'organismo di gestione della Riserva. Nessuno ha il diritto di sentirsi padrone di un bene comune, di un bene pubblico... Sentire ancora, a distanza di un anno, che a Torre Guaceto vengono perpetrati scempi indisturbati come quelli denunciati dalla "Gazzetta del Mezzogiorno" di oggi (ieri, ndr) ti viene in corpo tanta rabbia e tanta ribellione dentro. E nessuno paga mai... In conclusione speriamo che non si ripeta mai più il teatro di fiamme del rogo avvenuto un anno fa e speriamo anche che qualcuno si mobiliti per rimuovere, dall'area protetta, i campeggiatori abusivi presenti nelle piazzuole ( a ridosso delle dune di Penna Grossa ) più volte tollerati , nonostante anche le nostre tante proteste. Amiamo Torre Guaceto davvero. Preserviamo la natura. Vogliamole, senza retorica, tanto bene.
Circolo di Rifondazione Comunista / Sinistra Europea Carovigno (Br)
Caro Brunetta,
"il pesce puzza
sempre dalla testa"
Caro direttore, eccomi qui , al mio posto di lavoro lunedì 18 agosto 2008, dopo la pausa feriale di una settimana. Sono qui, caro ministro Brunetta, imbottita di Voltaren. Sì , perché la cervicale mi perseguita da alcuni giorni, ma come succede spesso e da sempre, i dipendenti pubblici evitano di assentarsi di lunedì o di ritorno delle vacanze per essere comunque presenti nei palazzi Kafkiani nei giorni chiacchierati. Abbiamo seguito in queste settimane il susseguirsi di attacchi alla presunta fannulloneria dei dipendenti pubblici, alle loro assenze o presenze improduttive; abbiamo assistito alle dichiarazioni sul recupero dell'assenteismo ottenute grazie alle nuove disposizioni delle circolari ministeriali; dichiarazioni forse pompate da una stampa compiacente, alla quale va il demerito di non aver verificato l'esattezza delle fonti. Lo sa ministro, che lo stipendio base di un impiegato di livello medio si aggira intorno ai mille euro? Mentre l'indennità base di un semplice politico regionale è di oltre nove mila euro alle quali vanno aggiunte numerose altre voci come trasporto, diaria e cariche speciali, peraltro tax-free? Ci sentiamo offesi ed umiliati, ma in fondo l'umiliazione è un bieco strumento di potere perché annientando l'essere umano nella sua dignità lo si ha in pugno, lo si mette in condizione di non poter nuocere. Leggo in tutto quanto sta avvenendo, non tanto la volontà di colpire gli assenteisti, anche perché gli strumenti per intervenire ci sono sempre stati, vedo piuttosto l'annientamento del lavoro pubblico, quindi un vero attentato al cuore dello Stato democratico. Penso infatti che noi lavoratori pubblici siamo una garanzia per la democrazia nelle Istituzioni. Lavoriamo tutti nella consapevolezza di perseguire il bene comune, forti dell'idea che siamo i primi servitori di noi stessi quindi una buona ed efficiente P.A. è la migliore risposta di ciò che siamo. Se le cose non funzionano la responsabilità andrebbe cercata in quella classe dirigente che non vuole trovare soluzioni perché espressione diretta della classe politica. La saggezza popolare esprime con poche e semplici parole il concetto: "il pesce puzza sempre dalla testa". Forse ad una classe politica poco edificante può corrispondere una poco edificante classe dirigente ed un'altrettanta poco edificante pubblica amministrazione.
Una lavoratrice della P. A. via e-mail
Liberazione
21/08/2008