Tenta di rapire bimba sulla spiaggia a Ostia:
inseguito dai bagnanti, algerino rischia il linciaggio
di Giulio Mancini e Sara Cristadoro
ROMA (22 agosto) - Quando dalle urla della madre che disperata lo inseguiva hanno capito che quel nordafricano aveva appena tentato di rapire una bambina, non ci hanno pensato due volte. Lo hanno accerchiato e lo hanno preso a pugni e calci. Solo l’intervento di una coppia di poliziotti ha evitato che quello straniero finisse per essere linciato.
Scappava Boutelhig Djallel, algerino di 31 anni, senza fissa dimora dal corposo curriculum criminale. Fuggiva tra ombrelloni e lettini, con in braccio una bellissima bambina bionda che piangeva terrorizzata. L’aveva appena strappata all’attenzione della madre mentre, poco dopo la mezza, rientravano a casa dalla spiaggia libera ”Buca beach”. A corrergli dietro erano la donna disperata e due passanti che avevano assistito alla scena.
Arrivato al ”Faber beach”, dopo quasi mezzo chilometro di fuga, il nordafricano si è dovuto arrendere. Un muro umano gli si è fatto intorno. Senza che potesse estrarre il coltello a serramanico che aveva in tasca, si è visto togliere di mano la piccola per essere sommerso di calci e pugni.
Dovrà ringraziare l’equipaggio della volante ”Lido 1” Boutelhig Djallel se la sua folle iniziativa è finita solo con qualche acciacco curato al pronto soccorso e giudicato guaribile in 21 giorni. Lo straniero è stato arrestato per tentato sequestro di persona, per detenzione di coltello di genere vietato e resistenza con violenza a pubblico ufficiale. Accuse che vanno ad arricchire un robusto fascicolo pieno di denunce e arresti per spaccio, furto, rissa, reati contro il patrimonio e un provvedimento di espulsione non ottemperato.
Al contrario, non passeranno molto facilmente quei terribili momenti nella memoria della piccola Chiara, un nome di fantasia per indicare la bambina di tre anni e mezzo bella come una bambola, lunghi capelli biondi, occhi azzurri, vestitino color turchese e cappellino con visiera. Spaventatissima non ha mai smesso di piangere neanche in commissariato quando, rassicurata dal primo dirigente Rosario Vitarelli, la mamma ha dovuto formalizzare la denuncia nei confronti del bruto.
«Sono stati attimi tremendi, sono ancora scioccata racconta la mamma, capelli e occhi del colore di Chiara All’inizio, quando si è avvicinato, pensavo si trattasse di qualcuno che, come spesso accade, si era fermato per fare dei complimenti alla bimba. Invece l’incubo mi ha inghiottito quando lui l’ha presa in braccio; ho posato le buste della spesa che avevo in mano e ho urlato con tutta la voce che avevo in gola mentre quell’uomo scappava. Ho tremato al solo pensiero che sarebbe scappato con la mia bambina e io non l’avrei più rivista. Hanno ritrovato tra i suoi effetti personali anche un coltello. Se dei passanti non fossero arrivati in tempo me l’avrebbe sgozzata. Non smetterò mai di ringraziare le persone che si sono fermate per aiutarmi».
«Perché malviventi come questo, con una sfilza di precedenti penali alle spalle, sono ancora in giro liberamente?» contesta il papà di Chiara mentre stringe la mano alla sua bambina.
«Credevamo che certe cose succedessero solo nei film e invece quella mostruosità è avvenuta proprio sotto i nostri occhi raccontano marito e moglie che transitando con l’auto sul lungomare hanno lanciato per primi l’allarme Inizialmente pensavamo fosse una coppia che litigava per strada, ma poi abbiamo capito che si trattava di ben altro e siamo corsi in aiuto della donna».
http://www.ilmessaggero.it/articolo....&sez=HOME_ROMA





Rispondi Citando

