Rileggendo la dichiarazione d'indipendenza delle tredici colonie che fondarono poi gli Stati Uniti d'America: «Una dichiarazione attuale»


Rileggendo la dichiarazione d'indipendenza delle tredici colonie che fondarono poi gli Stati Uniti d'America: «Una dichiarazione attuale»
Dario de Judicibus
Sito: http://www.dejudicibus.it
Blog: http://lindipendente.splinder.com


il dramma è che gli eredi dei Founding Fathers hanno totalmente stuprato i principi della Dichiarazione d'Indipendenza e della Costituzione.




che il ruolo degli USA nel mondo sia andato molto oltre quello che 232 anni fa potevano immaginare i Padri è indubbio. ma lo stesso non mi sento di concordare con voi,pur con tutti i difetti che le amministrazioni della Casa Bianca possono avere,io continuo a non avere dubbi sulla parte da cui stare


Personalmente credo che ridurre la questione sul «da che parte stare» rappresenti una semplificazione che tende ad evitare critiche. Faccio un esempio, in relazione all'articolo che ho pubblicato ieri.
Sul fatto che il terrorismo vada combattuto anche duramente, nessun dubbio. Sul fatto invece di sospendere determinati diritti civili perché questo rende indubbiamente più facile combatterlo, di dubbi ne ho molti. Non perché non mi renda conto che oggettivamente molte leggi civili rappresentino un ostacolo nel combattere chi tali regole non si sogna nemmeno di seguire, ma perché è troppo facile perdere il controllo della situazione e creare forti ingiustizie che primo o poi si pagheranno tanto care quanto costa il terrorismo stesso. Non è un caso che molte dittature e imperi (vedi Napoleone o Stalin) siano venute DOPO rivoluzioni a carattere sociale. Purtroppo non esiste un sistema sicuro al 100% per garantire allo stesso tempo la sicurezza e i diritti fondamentali. Stabilire dove posizionare il confine è la cosa difficile, non dire se si sta da una parte o dall'altra dello stesso. Quello è più facile.
Stessa cosa per la guerra in Afghanistan. Personalmente ritengo fosse necessaria, ma allo stesso tempo non condivido il modo di portarla avanti. Chiariamo una cosa: una guerra e una guerra e pensare che non abbia effetti collaterali è piuttosto ingenuo. Ma una cosa è uccidere un paio di civili in una battaglia intesa a catturare o uccidere un consistente numero di terroristi, un'altra è uccidere varie dozzine di civili per ammazzare un solo terrorista. Mi spiace, ma questo non va bene.
Un giorno scriverò un articolo che susciterà molte polemiche sulla questione "criminali di guerra" (almeno me le aspetto), ma è un discorso che va affrontato su basi strettamente razionali. Dobbiamo ammettere che ora come ora esiste molta incoerenza nell'affrontare questi argomenti e troppo spesso la questione «da che parte stai» viene usata come meccanismo per tagliare la testa al toro. Un po' come la fiducia al governo. Invece dobbiamo entrare nel dettaglio e affrontare i vari problemi uno ad uno, perché da qualunque parte si stia, ci sono molti modi di raggiungere un obiettivo e non tutti sono accettabili. Il fine NON giustifica i mezzi.
Dario de Judicibus
Sito: http://www.dejudicibus.it
Blog: http://lindipendente.splinder.com




A combattere il regime talebano. Il problema non è l'islamismo in sé, ma l'interpretazione data da alcuni Iman del Corano, simile per certi versi a quella che veniva data della Bibbia all'epoca delle Crociate. Ovviamente il terrorismo ha molte madri e quella ideologica è solo una. Molti sono i fattori che portano a questo genere di forma di lotta, molti dei quali ne siamo responsabili noi stessi. Sta di fatto che per il mondo occidentale il terrorismo è un pericolo reale e va combattuto. Non sempre è possibile affrontare un nemico armato e determinato con le parole e offerte di amicizia e pace. A volte è necessario combattere. La guerra è una forma estrema di confronto, da evitare quanto più possibile, ma c'è un tempo anche per essa e anche se dobbiamo tutti crescere per imparare sempre di più a trovare altri modi per dirimere le divergenze, al momento, a volte, è necessaria.
Mi rendo conto che scrivere poche parole in un forum non mi permette di esprimere al meglio il mio pensiero. Il problema non è semplice e richiederebbe ben più di un approfondimento. È per questo che ho creato 4 anni fa il mio blog. Mi permette ogni tanto di poter scrivere articoli per esprimere ciò che penso. A volte, tuttavia, servirebbe molto di più. Quello che viviamo oggi è già successo molte volte nella storia. Non parlo dei singoli eventi, ovviamente, ma della concatenazione di cause ed effetti che hanno portato ad essi.
A volte, quando due culture o modi di vivere incompatibili fra loro si incontrano, nonostante la buona volontà di alcuni, uno dei due finisce per soccombere all'altro. Qui si tratta di decidere quale.
Dario de Judicibus
Sito: http://www.dejudicibus.it
Blog: http://lindipendente.splinder.com




A parte il fatto che loro dicevano che c'erano andati per catturare Bin Laden...al posto dei talebani c'hanno messo quelli dell'Alleanza del Nord e i vari "signori della guerra" che non sono meno fondamentlisti dei talebani...
Per non parlare dell'Iraq dove hanno abbattuto uno dei pochi regimi laici del mondo arabo...


Non sto dicendo che non esista dell'ipocrisia dalla perte degli alleati né che non ci siano anche interessi di altra natura, ma che il regime talebano vada combattuto è qualcosa di cui sono convinto. In quanto a quello che hai detto del'Iraq hai ragione, ma il problema è stato quello di non aver sostenuto l'opposizione interna a Saddam quando era necessario. In Iraq gli americani hanno dimostrato tutti i loro limiti in ambito strategico e geopolitico. Si poteva far cadere Saddam in ben altra maniera, senza trasformare l'Iraq in quello che è. Purtroppo gli USA non hanno mai capito il resto del mondo e agiscono a volte in modo davvero incompetente.
Dario de Judicibus
Sito: http://www.dejudicibus.it
Blog: http://lindipendente.splinder.com