I DESAPARACEIDOS DELLA SINISTRA/2: IL SUBCOMANDANTE FAUSTO BERTINOTTI
di Nicola Parente
immagine su gentile concessione di wordpress.com
Da Presidente della Camera, è andato ricoprire il ruolo di commissario liquidatore del comunismo in Italia, dopo che la coalizione della Sinistra Arcobaleno (partendo da un potenziale 10-12%) ha persino fallito il raggiungimento della soglia di sbarramento al 4%.
Il disastro elettorale di aprile non ha però affatto tolto al subcomandante Fausto la voglia di filosofeggiare e, in attesa di ricoprire da settembre il suo nuovo ruolo di professore universitario a Perugia, Bertinotti si è concesso alla platea chic di Cortina Incontra, in un dibattito al quale ha partecipato anche il filosofo Giulio Giorello.
Qualche perla di illuminante saggezza:
“Credo che lì (riferito alla primavera di Praga, n.d.r.) sia iniziata la crisi della sinistra Europea che nonsa come sfruttare la drammatica ma straordinaria opportunità di riposizionarsi in europa, proponendo l’abbandono dello stalinismo da parte della sinistra”.
“La’ (in Cina, n.d.r.) oggi molti muoiono per permettere ad altri di arricchirsi. Insomma, se mi dicessero di andare ad abitare in Cina, sinceramente risponderei: no grazie”.
E via discorrendo, tutte affermazioni volte a rassicurare la platea chic di Cortina, fra la quale qualcuno avrà pur notato che le nefandezze denunciate da Bertinotti sono figlie dell’ideologia che lo stesso va predicando.
Durante l’ultimo congresso di Rifondazione, invece, l’ex Presidente della Camera, rispolverando gli abiti ormai dimessi di sindacalista oltranzista (e fallimentare) spingeva i suoi a soffiare cinicamente sul fuoco dell’odio sociale e a una nuova stagione di lotte e di scioperi.
"Bisogna intervenire sulla formazione del senso comune del Paese. Il malcontento non basta. Dobbiamo inventare nuove forme di lotta. Bisogna saper intervenire efficacemente sulla linea del sindacato. Il problema dell'autonomia e della indipendenza del sindacato e' il nostro problema, il nostro e non degli altri. La mobilitazione ha bisogno di convinzione dell'efficacia della lotta, ma anche conta chi la promuove".
Insomma, un colpo al cerchio e uno alla botte per il subcomandante Fausto, che persiste nella linea caratterizzante della sua segreteria: tante frasi ad effetto ed operazioni d’immagine.
E così, fra una Luxuria e un subcomandante Marcos, la Sinistra Arcobaleno si è trovata sempre più distante dal suo elettorato di riferimento che, infatti, si è volatilizzato fra astensionismo, Partito Democratico e (orrore) Lega Nord, partito che ha saputo ben cogliere il malcontento sociale della classe operaia settentrionale.
La frequentazione, da parte dei coniugi Bertinotti, più di salotti buoni che di sezioni nei quartieri operai è divenuto un cavallo di battaglia da parte dell’opposizione interna che, guidata da Paolo Ferrero, ha sconfitto a sorpresa, nella corsa per la segreteria, il pupillo dell’ex gruppo dirigente Nichi Vendola.
Dopo la promessa, da parte del neosegretario Ferrero, di frequentare più gli elettori che i salotti e le TV, la signora Lella Bertinotti si è sentita in dovere di precisare che il neoeletto segretario (assieme alla compagna Angela Scarparo) è un habitué della casa di Carlo De Benedetti, imprenditore da sempre legato a doppio filo alla sinistra nostrana.
Insomma, la musica non cambia, sembra che anche stavolta avremo un comunista in cachemire, pronto ad ossequiare quei “poteri forti” contro i quali, in pubblico, dovrà continuare a scagliarsi per accontentare un elettorato sempre più deluso ed evanescente.
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,15808717.html





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