In campagna elettorale si dichiarò "anarchico" sui temi cosiddetti "etici". In realtà poi il calore umano reciproco e la coincidenza di vedute emersi nel suo incontro col Santo Padre hanno dato l'impressione - come in seguito si è visto anche nella sua posizione molto determinata sul caso Eluana Englaro («Le leggi le fa il Parlamento non i giudici») - che il suo governo non promuoverà nessuno dei provvedimenti zapateriani che vengono caldeggiati dalle élite di Bruxelles. E' così?
Ho una visione molto diversa da quella del mio collega spagnolo su questi temi. Per la verità non mi sono neppure mai dichiarato "anarchico" in materia etica. Ho semplicemente definito, con un paradosso scherzoso, "anarchica" la linea del Popolo della Libertà, in quanto sempre ispirata in queste materie alla libertà di coscienza. Non si può fare riferimento in questo campo a una rigida disciplina di partito. E in effetti esistono, nel Pdl, alcune persone che in questo campo hanno opinioni differenti da quelle della stragrande maggioranza dei nostri parlamentari e dei nostri militanti. La loro è una testimonianza minoritaria, che non condivido, ma che rispetto. Detto questo, è del tutto evidente che non permetteremo mai alla magistratura di esercitare una supplenza rispetto al potere legislativo, cosa che alcuni magistrati tendono a fare su questo come su altri temi. L'incontro con il Santo Padre è stata un'esperienza arricchente. Benedetto XVI passerà alla storia come uno dei grandi pontefici dell'era moderna. è un uomo di un fascino intellettuale e umano straordinario. Un grande punto di riferimento per tutti, credenti e non. Con lui condivido pienamente l'idea della sacralità della vita, in ogni suo aspetto e in ogni suo momento. E da uomo di governo mi considero profondamente impegnato a tutelarla.
Lei ha confermato al Santo Padre «la priorità attribuita dal governo italiano ai valori di libertà e tolleranza e alla sacralità della persona umana e della famiglia». Vuol dire che ha in previsione concreti provvedimenti a sostegno della vita e della famiglia intesa come uomo e donna, contro la piaga dell'aborto e contro ogni tipo di eutanasia, evitando anche una legge sul testamento biologico?
Certo, e fra i primi atti del nostro governo ce ne sono già alcuni importanti in questo senso. Ma molto è ancora da fare. Credo sia dovere di tutti, per venire al concreto, agire perché la legge 194 sia applicata anche e soprattutto nelle parti orientate all'aiuto alla vita, finora trascurate. Credo che più in generale dovremo lavorare tutti, laici e cattolici, per rimuovere le cause economiche, culturali e sociali che inducono le donne ad abortire. Ogni aborto è una tragedia, una vita che si perde, una sconfitta per la società.
Dall'intervista al settimanale Tempi:http://www.tempi.it/interni/002528-l...o-lo-faccio-io







