Il ministro Gelmini con grazioso accento bresciano lancia la sua proposta: troppi insegnanti del Sud abbassano la qualità della scuola, bisogna provvedere perchè la scuola «non è uno stipendificio». Come? Con corsi intensivi dedicati a loro, a cominciare da quattro regioni. La giovane Mariastella non teme reazioni immediate, gioca in casa, è a Cortina ospite d’onore in un dibattito. Già che c’è lancia altre due proposte: iniziamo la scuola a fine settembre, perchè l’Italia è un paese turistico ed è peccato perdere un mese così bello stando in aula; e diamo 5 in condotta ai bulli, così poi saranno puniti con la bocciatura automatica.
«La scuola - spiega il ministro - è elemento unificante dello Stato e i programmi devono essere uguali per tutti, ma si deve aprire al contesto territoriale e alzare la propria qualità abbassata dalle scuole del Sud». Il passaggio dei prof dal Sud al Nord? Per Gelmini «non è mai favorevole ma non mi preoccupo della provenienza dell’insegnante ma della sua capacità. Alcuni istituti del Meridione abbassano la qualità generale. Per questo in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata organizzeremo corsi intensivi per gli insegnanti. Dobbiamo premiare il merito, liberare le risorse e introdurre una rivoluzione indispensabile». Sono i passi necessari per eliminare «il livello d’insoddisfazione generalizzato che oggi esiste non solo tra gli studenti ma anche tra le famiglie e gli insegnanti».
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