L’espansione dell’'Heartland o la Shanghai Cooperation Organizationhttp://www.eurasia-rivista.org/cogit...OywRqzYu.shtml
:::: 14 Gennaio 2008 :::: 195 T.U. :::: Analisi :::: Leonid Ivashov
di Leonid Ivashov
Il Summit del Shanghai Cooperation Organization (SCO) che si è tenuto a Bishkek nell’Agosto 2007, ha stimolato studi dedicati al potenziale sviluppo dell’organizzazione. Io penso che è tempo di sostenere le attività del SCO con una adeguata e moderna teoria.
Inizialmente, il SCO fu stabilito per risolvere le dispute di confine tra la Cina e quattro Repubbliche ex Sovietiche. In seguito divenne l’organizzazione che ha molto altro ampio potenziale. L’idea di creare una sostanzialmente più forte formazione sulla base del «Shanghai five», emerse nei Ministeri Russi degli esteri e della Difesa, nel 1998. All’epoca, ero a capo del Dipartimento per la Cooperazione Militare Internazionale del Ministero della Difesa, che lavorava sulla questione assieme al Ministro degli Esteri della Russia G. Karasin. I nostri tentativi furono supportati da E. Primakov. Sfortunatamente, in seguito il progetto fu congelato.
Le idee chiave che sottostanno all’ideologia del SCO, sono:
- L’ordine mondiale unipolare è instabile, pericoloso per il genere umano, e prono alla dittatura basata sulla forza militare;
- Il dominio globale del modello del mercato liberale può determinare uno squilibrio globale economico, una intensificazione della lotta sulle risorse naturali, e l’estinzione di massa per carestia, malattie e conflitti armati;
- La filosofia della prosperità limitata al «miliardo d’oro» è inaccettabile per il genere umano, poiché distrugge l’armonia tra gli umani e la natura e causa lo scontro di civiltà.
Viceversa, le nostre proposte sono:
- Stabilire un secondo polo di potenza globale con una filosofia di vita e un attitudine verso l’ambiente, differente da quelli dell’occidente, un polo che assegni una maggiore priorità ai valori spirituali e morali, alle tendenze collettiviste;
- Armonizzare le relazioni tra paesi e civiltà;
- Creare un sistema di sicurezza basato sull’equilibrio di potenza e delle potenzialità.
I ministri militari hanno iniziato a formare l’alleanza dei «sei» e, di conseguenza, il SCO, quando proposero di considerare la questione della sicurezza in un contesto ampliato al meeting di Astana, Kazakhstan, nel 2000. la politica aggressiva della NATO, la tendenza degli USA di cercare la superiorità militar-tecnologica sugli altri paesi, i tentativi di sabotare il missile Defense Treaty e il SALT, ecc., sono identificati come un comune minaccia in una congiunta dichiarazione dei ministeri della difesa dei «cinque». Le questioni economiche, informative e della sicurezza ideologica, sono state anche esaminate.
Contrariamente al concetto di S. Huntington, sull’inevitabilità dello scontro di civiltà, la conclusione tratta dalla struttura del SCO, è che le interazioni armonizzate tra le civiltà e la loro mutua assistenza, sono possibili. Già durante le consultazioni, i Russi proposero d’invitare l’India e l’Iran alla nuova formazione. I Cinesi suggerirono di coinvolgere il Pakistan. In seguito tutti i partner furono d’accordo sull’adesione della Mongolia nel SCO.
Già a questo punto, il contorno di una alleanza delle cinque civiltà non-occidentali – Russa, Cinese, Mussulmana, Hindu e Buddista – iniziò a materializzarsi. La loro comune caratteristica sono l’assertazione della priorità del collettivismo sull’individualismo, così come il rigetto della struttura mondiale unipolare e il dominio dell’ideologia monetarista.
Designando la configurazione della sicurezza per il previsto SCO, procediamo dal concetto di equilibrio di potere sia nell’organizzazione stesa che in tutta l’Asia Orientale. Tale aspetto è di importanza chiave per la Russia, per i paesi dell’Asia Centrale, e le relazioni nel triangolo Cina-India-Pakistan.
La responsabilità e gli interessi della zona del SCO, sono demarcati per la prima volta, al summit dell’anniversario dell’organizzazione del 2006. Venne stabilito che il SCO aveva il potenziale per giocare un ruolo indipendente in Eurasia. Penso che il potenziale del SCO nella sfera della sicurezza, che rende possibile costruire dei forti legami tra la Shanghai Cooperation Organization e l’UE, l’OSCE, la Lega degli Stati Arabi e l’ASEAN, sia complementare al proprio potenziale, data dall’interazione con il CIS, la CIS Collective Security Treaty (CST) organization, e l’Eurasian Economic Community. In pochi anni, il SCO avrà la chance di evolvere sulla base del sistema di sicurezza collettivo in Eurasia e di influenzare il clima di sicurezza globale.
Perfino oggi, il SCO con il suo format «6+4» (6 paesi-membri e 4 paesi nello status di osservatori), ha enormi risorse economiche ed umane. I territori dei paesi del SCO coprono i 3/5 dell’Eurasia, le loro popolazioni sono la maggioranza della popolazione globale, se si calcolano anche le popolazioni dei paesi osservatori. La zona di responsabilità del SCO è estremamente ricca di risorse naturali, e i suoi paesi hanno le economie che crescono più velocemente nel mondo.
Allo stesso tempo, i paesi del SCO affrontano problemi come la povertà endemica come anche le tensioni etniche e religiose. In molti casi, la filosofia delle elite del SCO è focalizzata nell’acquisizione di alti ratei della crescita economica piuttosto che nello sviluppo economico. Tal orientamento enfatizza un PIL e un reddito pro capite più alto, ma che non necessariamente portano allo sviluppo di nazioni e popoli, e spesso non può migliorare il tenore di vita delle popolazioni, in questioni come cultura, scienza, educazione, ambiente, ecc.
Il SCO venne fondato come «una organizzazione di un nuovo tipo» (E. Primakov), il suo informale primo obiettivo era la trasformazione del mondo moderno, per renderlo migliore e sicuro e arrestare le pericolose tendenze nello sviluppo globale.
Il SCO può e deve avere un proprio sistema di sicurezza, distinto dalla NATO o da ogni altro blocco militare. Lo stesso è vero nella necessità di esporre un distinto modello di sviluppo economico e mantenere un particolare ed informale spazio per lo SCO.
Mlto è già stato fatto, a tal riguardo. Lo sviluppo istituzionale del SCO è in pieno processo, le organizzazioni pubbliche nelle sue strutture emergono, e i processi decisionali, a tutti i livelli, crescono più specifici. I meeting dei leader, delle segreterie del consiglio di sicurezza, difesa, affari esteri e ministeri dell’energia dei paesi membri dello SCO, sono istituzionalizzati e hanno luogo in modo regolare. Il Business Council del SCO ha una agenda significativa. Benessere Pubblico, sostegno sociale, telecomunicazioni e progetti per il trasporto, sono implementati. Un consiglio di coordinamento pubblico in supporto del SCO, è stabilito ed le corrispondenti risorse internet in Russo, sono disponibili.
Nel futuro, l’architettura delle attività internazionali del SCO comprenderanno le seguenti interazioni
- con formazioni regionali e globali;
- interazioni bilaterali tra paesi del SCO e non aderenti al SCO, tra tutto il SCO paesi non aderenti al SCO.
- interazioni dirette da specifici interessi.
Il SCO ha un certe caratteristiche atipiche per le altre formazioni d’integrazione regionale. Il suo modello differisce da quello dell’UE e dell’ASEAN, sia sul piano territoriale che nello spettro dei compiti che indirizza. Il SCO è supposto essere un mondo speciale senza confini chiaramente definiti, un mondo che s espande su tutto il globo. Il quadrangolo della nuova entità globale – Brasile, Russia, Cina ed India – ha già preso forma. Un triangolo capace di consolidare i rami dell’Islam – Iran, Arabia Saudita e Turchia – sta divenendo una realtà. Inoltre, certe altre formazioni sono collegate al SCO.
È un difetto che il SCO non abbia fondamenta ideologiche, come una teoria per l’integrazione inter-civiltà, che includa il concetto e l’algoritmo per strutturare l’enorme spazio dell’organizzazione. Così, molto del progresso nel SCO, è fatto nelle sfere economica e della sicurezza. Sfortunatamente, vi sono ancora teorici della non-integrazione nei paesi del SCO, come Jacques Maunet e Barry Buzan nell’UE.
Una speciale osservazione deve essere fatta sul posto e il ruolo della Russia nel SCO. La Russia è sia un paese multi-etnico che la culla della civiltà Cristiana Ortodossa. Nella precendente denomnazione – come URSS – è già stata uno dei due poli globali. La Russia ha una ricca esperienza nello sviluppo socialista e ha ottenuto esperienza da quello capitalista.
Nel 1938, il filosofo tedesco W. Schubart scrisse, nel suo Europa ed l’Anima dell’Est, che non è Europeo, ma Russo, chi ha la mentalità secondo cui l’umano può essere giustificato nella sua eterna predestinazione. I Russi sono guidati dall’assoluto, dal sentimento universale, dall’animo Messianico... Quando si giunge al pieno significato della vita, gli Europei devono guardare i Russi come un esempio, e non viceversa. Se gli Europei cercano il ritorno agli obiettivi eternali del genere umano, devono adottare la percezione Russo-Orientale del mondo.
Fonte:http://en.fondsk.ru/article.php?id=1138
Strategic Culture Foundation 08.01.2008
Traduzione di Alessandro Lattanzio, readattore di Eurasia e animatore dei siti:
http://www.aurora03.da.ru/
http://sitoaurora.altervista.org/
http://xoomer.virgilio.it/aurorafile/




5 T.U. :::: Analisi :::: Leonid Ivashov
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