L'OSSERVATORE ROMANO Edizione quotidiana 21 maggio 2010
OSSERVATORE ROMANO
La moneta unica divide l'Europa
L'eurosvalutazione si trasforma in eurotensione e mette a rischio la stabilità dell'asse franco-tedesco. Il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, ha dichiarato oggi in un'intervista che la moneta unica "non corre assolutamente alcun rischio; l'euro è solido e credibile". Una replica chiara e secca alle parole del cancelliere tedesco, Angela Merkel, che ieri, in un accorato discorso al Bundestag, ha lanciato l'allarme: "L'euro è più che mai in pericolo; un fallimento dell'euro è un fallimento dell'Europa". Di fronte a una politica sempre più divisa e incerta, i mercati accusano il colpo: la sfiducia dimostrata da Berlino ha fatto crollare i principali listini.
Due giorni fa le critiche britanniche alla stretta sui fondi speculativi, ieri le discussioni sulla decisione tedesca di vietare le vendite allo scoperto (solo l'Austria ha annunciato di voler seguire la misura) e oggi lo scontro sulla moneta unica in pericolo: l'Europa si scopre più che mai divisa. La crisi greca ha sollevato il coperchio della pentola a pressione e adesso si rischia il tracollo. Merkel ha fatto capire che la Germania è pronta ad andare avanti da sola. La dimostrazione è arrivata dal caso del divieto delle vendite allo scoperto (short selling): lo scatto in avanti tedesco non è piaciuto ai partner europei. "Non ci hanno avvisato di nulla", hanno dichiarato alcune fonti, descrivendo un commissario Barnier non solo sorpreso ma anche irritato. Poche ore prima della decisione della Bafin, infatti, era seduto allo stesso tavolo del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, alla riunione dell'Ecofin. Riunione nel corso della quale il commissario francese aveva illustrato il suo piano d'azione proprio sul fronte della maggiore trasparenza e della regolamentazione degli strumenti finanziari più rischiosi.
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