Nucleare/ In Lombardia vecchie ipotesi di centrale nel Mantovano

Fino agli anni Ottanta i piani energetici nazionali includevano due località lombarde tra le possibili sedi di una centrale nucleare: Viadana e San Benedetto Po, entrambe nel Mantovano. A trent'anni di distanza la presunta lista dei nuovi siti atomici, diffusa ufficiosamente dai Verdi e attribuita a Enel-Edf, sembra escludere la Lombardia. A frenare ci pensa però anche il presidente della Regione, Roberto Formigoni, non contrario in linea di principio alla decisione del Governo di tornare all'atomo, ma non nel proprio territorio: "In Lombardia - aveva detto a febbraio, già quindi in campagna elettorale - siamo vicini all'autosufficienza quindi non c'è bisogno di centrali in questo momento". La Lombardia, d'altro canto, è in testa alla classifica dei consumi nazionali di energia elettrica con una quota superiore al 20%. Un fabbisogno che, in prospettiva, è destinato a crescere del 2,5% all'anno e una differenziazioni delle fonti di approvvigionamento, in linea con il piano nazionale, la metterebbe al riparo da improvvise impennate dei costi delle fonti fossili. A spingere per la costruzione di una centrale in Lombardia è poi Roberto Castelli, viceministro alle Infrastrutture e esponente di primo piano della Lega Nord. L'ingegnere del Carroccio auspica l'avvento del "federalismo energetico". Uno scenario cioè nel quale le Regioni siano libere di dire sì o no all'atomo, ma anche di beneficiare o meno della scelta con prezzi dell'energia più bassi. Quanto al passato atomico della Lombardia va ricordato che in provincia di Varese, nel Comune di Ispra, sono stati attivi per decenni ben due reattori nucleari a uso scientifico. Il primo venne costruito a partire dal 1959 e ceduto dall'Italia alla Commissione europea nell'ambito del trattato Euratom. Entrambi vennero completati negli anni Sessanta e rappresentano un precedente importante di convivenza della popolazione locale con l'atomo. Impianti nucleari di piccole dimensioni e destinati alla ricerca sono stati costruiti anche a Legnano (Milano) e Pavia. Quanto alla piacentina Caorso, già sede della più grande centrale d'Italia e oggi ufficiosamente di nuovo in lizza per un nuovo impianto, è in Emilia, ma confina con la Lombardia.

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