Il caso -
L'ex senatore e deputato (è stato in carica fino all'aprile 2006) è stato espulso dal partito lo scorso luglio, provvedimento proposto dal segretario Cristian Invernizzi. Lui ribatte: "All'interno della Lega a Bergamo sono rimasti solo dei gendarmi attaccati alle poltrone".
"Collabora con l'ex assessore Cè"
La Lega Nord espelle Rossi


Espulso dal partito. Si chiude con un triste epilogo la storia politica tra Sergio Rossi e la Lega Nord. Ex senatore (dal 1996 al 2001) e parlamentare (in carica fino all'aprile 2006), nonché sindaco leghista di Almé, Rossi è stato infatti espulso dal partito lo scorso luglio, provvedimento proposto dal segretario Cristian Invernizzi (nella foto a destra, ndr) e votato dal resto del direttivo provinciale composto dagli otto segretari di circoscrizione e da dieci membri eletti. "Proprio per il suo passato da parlamentare avrebbe dovuto avere maggior senso di responsabilità - spiega Cristian Invernizzi -. Era necessario espellerlo, è un atto dovuto per equità e giustizia nei confronti dei militanti. Quando si perde un ruolo non bisogna prendere in giro chi crede veramente nel movimento. Rossi è stato anche convocato per dire la sua, ma non si è nemmeno presentato".
Sergio Rossi punta però il dito, anche con toni piuttosto polemici, sul suo ormai ex partito. "Innanziatutto è tecnicamente impossibile espellere un non tesserato. Io non ho più la tessera dalla primavera del 2007. E poi il fatto incredibile è che mi è stata inviata la convocazione due giorni dopo il direttivo. Questo dimostra che ormai all'interno della Lega a Bergamo sono rimasti solo dei maggiordomi e dei gendarmi attaccati alle poltrone che eseguono gli ordini a bacchetta senza valutare i come e i perché".
Sergio Rossi ha preso da tempo la decisione di lasciare il Carroccio. "I rapporti erano logori da qualche anno, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dimissioni dell'assessore alla Sanità Alessandro Cè - continua Rossi -. E' stato lasciato da solo, il partito lo aveva bloccato, quindi ha preferito dimettersi. E' stata una scelta coraggiosa". Tanto che l'ex parlamentare leghista ha deciso di seguire l'esempio dell'assessore e salutare tutti. "Non potevo andare avanti a mandare giù il rospo, quindi ho seguito le orme di Cè e mi sono messo a sua disposizione aiutandolo in Regione. Ma non mi sarei mai aspettato questo tiro mancino da parte della Lega".

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