Enti. Dopo la denuncia di Corte Conti
Ater, scatta l'ora del pignoramento per i debiti Ici
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Un finale "annunciato" quasi nove mesi fa dalla Corte dei conti quello che ha portato, il 19 maggio scorso, al pignoramento di beni dell'Ater per 370 milioni, richiesto dal Campidoglio per il buco da 558 milioni di Ici non pagata dalla società "in house" della Regione Lazio che amministra il patrimonio immobiliare di edilizia popolare. Nella relazione dello scorso agosto sulla gestione Veltroni del Comune di Roma per il periodo 2005-2006, infatti, la sezione regionale di controllo per il Lazio, presieduta da Vittorio Zambrano, parlava apertamente di situazione "incomprensibile" poiché, nonostante le sentenze favorevoli della Corte costituzionale (ultima la 119/2003) e della Cassazione (18549/2003) sui crediti Ici, il Comune di Roma non era «riuscito ancora a portare ad esecuzione tali giudizi», riscuotendo il dovuto. «L'eccessiva prudenza - si legge nella relazione - manifestata dal Campidoglio nel recupero dei crediti suscita qualche dubbio sull'effettiva volontà di recuperare dall'ex Iacp un'ingente massa di residui attivi». E nel bacchettare l'inerzia dell'amministrazione capitolina i magistrati contabili avevano indicato anche una soluzione: per superare l'emergenza era necessaria la costituzione di un fondo comunale "di riserva" per i crediti vantati nei confronti dell'Ater e per quelli delle "multe" da violazione del codice della strada non pagate. I magistrati contabili, riesaminando ad agosto, su richiesta del Comune, il bilancio capitolino che a marzo era già stato fortemente criticato dalla Corte, avevano puntato l'indice, oltre che sulla gestione dei debiti fuori bilancio, proprio sui residui attivi riguardanti i crediti da mancato introito dell'Imposta comunale sugli immobili da parte di Ater Roma dal 1993 a oggi. Una voce decisamente sostanziosa: il 38% circa degli oltre 1,4 miliardi di euro (rendiconto 2006) del totale dei residui tributari attivi del Comune. Cifra enorme, ma che stranamente il Campidoglio non ha mai riscosso - nonostante le numerose sentenze definitive dal 1993 al 1996 - almeno fino al pignoramento di Ater da parte della Gerit Spa di qualche giorno fa. La soluzione proposta dai magistrati contabili di un unico fondo di svalutazione crediti per l'Ici non pagata dall'Ater e per quelli delle contravvenzioni stradali non riscosse sembrerebbe accomunare le due problematiche nel senso che eventuali maggiori gettiti da una delle due poste potrebbero compensare eventuali minori recuperi sull'altro fronte riducendo così rischi di disavanzi di gestione. Ma quello con il Fisco capitolino non è l'unico conto che la Regione ha ancora aperto: attualmente l'amministrazione laziale deve ancora infatti saldare debiti con il Comune per almeno altri 500 milioni nel settore dei trasporti e oltre 200 alla voce investimenti.




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