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    Predefinito Il vero capolavoro di Berlusconi

    Gli Stati Uniti hanno sostenuto Saakashvili. ora il presidente è un cadavere politico»
    Crisi in Gerogia, Medvedev apre:
    «Sì alla conferenza proposta dall'Italia»


    «Purché ricordi chi ha lanciato per primo l'aggressione» ha detto il presidente russo. «Grati all'Italia»


    Dimitri Medvedv (Afp)MOSCA - La Russia è «riconoscente» all'Italia per l'«atteggiamento equilibrato e ragionevole» tenuto durante la guerra in Georgia. Lo ha detto Dimitri Medvedev in un'intervista esclusiva al Tg1. Mosca, ha annunciato il presidente russo, è «disponibile ad ogni conferenza internazionale» come quella proposta a Roma purché «ricordi chi ha lanciato per primo l'aggressione». Intervistato dal Tg1, Medvedev ha anche usato parole molto dure parlando del suo omologo georgiano Mikhail Saakashvili: «Grazie alle sue azioni ha portato il suo Paese alla bancarotta, per noi non esiste, Saakashvili è un cadavere politico».
    «GLI STATI UNITI HANNO SOSTENUTO LA GEORGIA» - Durante la guerra tra Russia e Georgia «è certo che consiglieri e specialisti americani fossero in campo in Georgia» secondo il presidente russo Dmitri Medvedev. «Gli Stati Uniti hanno sostenuto la Georgia e la sua macchina militare. Il signor Saakhasvili ha avuto carta bianca e l'ha usata nell'aggressione del 7 agosto», ha detto il presidente russo
    Vladimir Putin (Reuters)PUTIN - In precedenza il premier Vladimir Putin aveva fatto sapere che la Russia «risponderà» al rafforzamento della presenza navale della Nato nel mar Nero, regione al centro delle tensioni tra Mosca e Occidente dopo il conflitto armato in Georgia. Lo ha detto il primo ministro russo Vladimir Putin, citato dalle agenzie russe. «La reazione sarà cama, senza isteria - ha precisato Putin -. Ma, naturalmente, una reazione vi sarà».

    POSIZIONE UE - Il premier russo ha poi parlato anche della posizione dell'Unione europea venuta fuori dal vertice di Bruxelles. «Grazie a Dio, il buon senso (nella dichiarazione finale dell'Ue, ndr.) è prevalso», ha detto Putin, affermando poi che «non vi sono più soldati russi in Georgia». «Il numero dei peacekeeper è stato ridotto - ha aggiunto - ma la Russia si riserva il diritto di prendere misure extra di sicurezza».

    USA - Gli Stati Uniti vanno avanti per la loro strada e, a differenza dell'Ue, non escludono possibili sanzioni contro Mosca. Lo ha lasciato intendere la portavoce della Casa Bianca, Dana Perino: «Non darei molto ascolto a ciò che il Cremlino dice o non dice sulle decisioni di altri Paesi. Nulla è escluso. Ci stiamo lavorando».

    02 settembre 2008

    http://www.corriere.it/esteri/08_set...4f02aabc.shtml


    Mentre stiamo qui a dar vita a scaramucce di poco conto su questioni di lana caprina, quasi ci passa inosservato il vero capolavoro in politica estera di questo governo.

    Posto che mi trovo d'accordo con quella parte che ha voluto riconoscere alla Russia le sue ragioni, vuoi perchè ritengo SAGGIO cercare di avvicinare questa grande nazione al mondo occidentale, piuttosto che allontanarlo, vuoi perchè senz'altro ci conviene per un milioni di motivi, ritengo doveroso riconoscere che a discapito del mio scetticismo questa volta l'Italia ha contato qualcosa.
    E non tra due nazioni di secondo livello, ma tra i due più imponenti colossi militari e politici del mondo.
    Giù il cappello di fronte a questo capolavoro e speriamo che porti ad ulteriori passi in avanti.

  2. #2
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    "Amico di tutti"
    Berlusconi fa il mediatore
    Berlusconi e il premier francese Nicolas Sarkozy

    «A Bruxelles ho gettato acqua sul fuoco»
    AUGUSTO MINZOLINI
    INVIATO A BRUXELLES
    C’è un aneddoto importante della crisi in Georgia che gira nelle cancellerie europee e di rimbalzo a Bruxelles. Riguarda la telefonata che Silvio Berlusconi ha fatto a Vladimir Putin quando i carri armati russi erano a poche decine di chilometri da Tbilisi per convincerlo a fare marcia indietro. Una telefonata dai toni drammatici partita da Porto Rotondo nella quale il premier italiano arrivò a dire: «Vladimir, posso comprendere in parte le tue ragioni, ma se vai avanti rischi di trasformarti davanti alla comunità internazionale in un assassino...».

    Parole decise che unite a quelle di altri leader europei fecero tornare Putin sui suoi passi. Naturalmente il Cavaliere non conferma né smentisce l’aneddoto. Risponde solo con il silenzio, fedele al rigido riserbo che si è imposto sulla vicenda. Un atteggiamento obbligato per chi vuole svolgere un ruolo di cerniera tra due giganti come gli Usa e la Russia. Ma già che a Bruxelles si parli di quell’episodio conferma il ruolo non indifferente che il premier ha avuto per evitare che la crisi georgiana riportasse indietro le lancette del tempo, «provocasse - per dirla con le parole del Cavaliere - un ritorno alla guerra fredda».

    Del resto Sarkozy, che come presidente di turno della Ue ha avuto un ruolo istituzionale per trovare una soluzione alla crisi, si è appoggiato non poco a Berlusconi nella ricerca di una possibile mediazione dato che tra i leader europei è quello che può contare sul miglior rapporto sia con Washington sia con Mosca. E Berlusconi ha dovuto destreggiarsi in tutti i modi per restare in equilibrio, rischiando in qualche occasione di assumere anche delle decisioni contraddittorie.

    «Io - ha spiegato - sono amico di tutti e debbo sempre gettare acqua sul fuoco». Non era semplice, infatti, tenere in piedi il filo di un dialogo con un’amministrazione americana che si era innamorata improvvisamente del presidente georgiano Saakashvili e il Cremlino che aveva perso 80 soldati e centinaia di civili di due regioni come l’Ossezia del Sud e Abkhazia che l’opinione pubblica russa considera pezzi di patria.

    Alla fine grazie all’atteggiamento di Sarkozy, della Merkel, di Zapatero e ad un Gordon Brown che ha mitigato la posizione inglese, il Cavaliere è riuscito a rintuzzare le posizioni anti-russe di Paesi come la Polonia, dei cechi, della Lituania («tutte sono state sotto il giogo sovietico» ha sottolineato) e a portare a casa una mediazione che non scontenta più di tanto il Cremlino e non indispettisce la Casa Bianca. «Anche Bush sa - ha fatto presente il premier - che non si può tornare indietro con la storia».

    Con questa idea in testa Berlusconi ieri nel vertice ha fatto di tutto per evitare una risoluzione che dispiacesse a Mosca. «C’è scritto - ha spiegato il Cavaliere che ha tentato in tutti i modi di offrire la versione meno dura per Mosca - che c’è stata una provocazione a cui è seguita una reazione. Qualcuno ha voluto la parola sproporzionata ma io ho chiesto quale reazione può essere definita proporzionata. Comunque la cosa importante è che non ci sono state né le sanzioni, né l’interruzione del dialogo».

    Il premier italiano è stato attento a dimostrare che tutti gli elementi della posizione europea non destabilizzano il rapporto con il Cremlino. Ha osservato che la Ue si è limitata a «deplorare» il riconoscimento russo dell’indipendenza delle due regioni. Ha fatto presente che l’Ossezia del Sud è un territorio che si sente parte integrante della Russia («nell’ultimo referendum il 97% era a favore dell’indipendenza») e che fu «concessa alla Georgia dal georgiano Stalin nel ’31».

    Ha ricordato che il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo costituisce un precedente a cui i russi si sono appellati in quest’occasione. Si è detto sicuro dell’intenzione di Mosca di ritirarsi dalle due regioni secondo l’accordo del 10 di agosto(«Medvedev mi ha fatto presente che aveva accettato il ritiro, ma non erano stati decisi i tempi») e ha minimizzato (ha parlato di «scarrocciamento») la decisione della Ue di vincolare l’inizio delle trattative per il partenariato economico all’uscita dell’ultimo soldato russo dalla Georgia.

    Insomma, Berlusconi si è preoccupato non poco di lanciare segnali distensivi a Putin. Non ha detto una parola sul futuro delle due regioni («vediamo che situazione maturerà») ed è stato molto cauto sull’adesione di Ucraina e Georgia alla Nato: «Dobbiamo tenere conto del sentimento russo che considera ancora la Nato come un’organizzazione contraria alla Russia e della sua sensazione di sentirsi accerchiata».

    Se il Cavaliere ha convinto l’amico Vladimir, ora bisogna vedere l’atteggiamento dell’altro amico, George W. Bush. È convinto che la posizione europea «non scontenta» gli americani. E’ proprio verso Washington che è rivolta la prossima offensiva diplomatica del leader italiano che nei prossimi venti giorni incontrerà la Rice e Cheney a Roma e poi lo stesso Bush a New York. Lui, il Cavaliere, è convinto di riuscirci: «Io e George ci capiamo al volo: non conviene né a noi, né agli americani che Mosca sposti il suo sguardo dall’Occidente all’Oriente».

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...6119girata.asp

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    ...secondo te non denunciare la porcherie della Russia in Georfgia significa essere degli statisti???? L'atteggiamento "equilibrato e ragionevole" significa tacere x non far arrabbiare l'"amico" Putin???
    Vomitevole!!! E dire che è pure un comunista!!!!!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    ...secondo te non denunciare la porcherie della Russia in Georfgia significa essere degli statisti???? L'atteggiamento "equilibrato e ragionevole" significa tacere x non far arrabbiare l'"amico" Putin???
    Vomitevole!!! E dire che è pure un comunista!!!!!


    pidì,quando torni in ferie?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Gigione Visualizza Messaggio


    pidì,quando torni in ferie?
    Adesso abbiamo capito meglio quali sono i tuoi argomenti...complimenti.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da PD-SALVO Visualizza Messaggio
    Adesso abbiamo capito meglio quali sono i tuoi argomenti...complimenti.
    guarda che sei solo a questo mondo.

  7. #7
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    Pensavo che il titolo fosse ironico, invece a quanto pare qualcuno non si è accorto della figuraccia internazionale che abbiamo fatto sostenendo la Russia..

    Capisco che Bush va in pensione ed a Berlusconi rimanga solo l'amico tiranno Putin, ma sopo quello che ha fatto trovare il coraggio di difenderlo mi pare troppo.... L'imbarazzo di Frattini poi la dice lunga, non mi stupirebbe se rimanesse alla Maldive a vita..

    Poi d'altronde abbiamo anche firmato il trattato di non aggressione alla Libia, nota democrazia occidentale....

    Direi che Gigione ha ragione, ci stiamo avvicinando noi al mondo orientale..

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Pensavo che il titolo fosse ironico, invece a quanto pare qualcuno non si è accorto della figuraccia internazionale che abbiamo fatto sostenendo la Russia..

    Capisco che Bush va in pensione ed a Berlusconi rimanga solo l'amico tiranno Putin, ma sopo quello che ha fatto trovare il coraggio di difenderlo mi pare troppo.... L'imbarazzo di Frattini poi la dice lunga, non mi stupirebbe se rimanesse alla Maldive a vita..

    Poi d'altronde abbiamo anche firmato il trattato di non aggressione alla Libia, nota democrazia occidentale....

    Direi che Gigione ha ragione, ci stiamo avvicinando noi al mondo orientale..
    ci stiamo avvicinando a una parte d'Europa (la Russia) che ha un suo ruolo da giocare in questa Europa e an paese dell'altra sponda del Mediterraneo (La Libia) ricchissima di risorse: se l'accordo non lo avessimo fatto noi, domani lo avrebbe fatto Sarkozy: signor repubblica me lei ora è diventato filoamericano?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Direi che Gigione ha ragione, ci stiamo avvicinando noi al mondo orientale..
    magari fosse vero vuol dire che avremmo capito che il baricentro del mondo che conta è da quella parte che si è spostato: l'America per quanto mi riguarda è vecchia e puzza di stantio

  10. #10
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    No,siete voi a non aver capito un tubo.

    Preferivate ritornare alla guerra fredda?Sommandola a tutti i problemi internazionali che già sono sul tavolo?

    Bene ha fatto Berlusconi a non spezzare il dialogo tra Europa e Russia.
    Oltretutto non si capisce per quale motivo se Prodi va in Cina per dieci giorni senza sfiorare la tematica diritti umani è un santo,se Silvio non accetta la linea dura con Mosca allora ha sbagliato.
    La sinistra dovrebbe farsi un esame di coscienza,soprattutto per quanto riguarda i rapporti con Pechino.

 

 
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