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  1. #1
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    Predefinito I media internazionali si ritirano da Israele?

    Il weekend scorso, la notizia che l’interesse mediatico sull’Israele sta diminuendo è stata appresa con gioia dai lettori del Jerusalem Post. Con il titolo “Non c’è niente da vedere” il giornale ha dichiarato che i media stranieri stanno richiamando i loro giornalisti dal Paese per rimpiazzarli con informatori locali; tutto apparentemente è frutto della diminuzione negli ultimi anni della violenza “spettacolo”.

    Simon McGregor-Wood, capo ufficio dell’Abc a Gerusalemme, ha dichiarato al giornale:

    “Il principio è che ci sono meno notizie di qualche anno fa… Ci sono meno eventi sensazionali. C’è una diminuzione della violenza, e i cambi di posizione [nella politica locale] non sono presentabili. Il conflitto giornaliero tra Israele e i palestinesi non cambia, diventa ripetitivo e di poco interesse. Le notizie sono già state coperte”.

    Tutto ciò è musica per le orecchie dei lettori del Post, che hanno mostrato il loro gradimento attraverso i messaggi lasciati sul sito internet del giornale. Secondo alcuni, i corrispondenti stranieri (o “sinistroidi pazzi che simpatizzano con gli arabi”, come li ha descritti un lettore) non sono i benvenuti su questi lidi e dovrebbero andarsene da qualche altra parte visto che “stanno accadendo cose molto peggiori in altri Paesi del mondo”.

    I temi centrali dei compiacenti messaggi sono che i media internazionali odiano Israele, e che quindi la diminuzione di notizie riguardante il loro Paese sia in se una buona notizia. D’altra parte però un commento lasciato da uno dei lettori avrebbe dovuto far suonare i campanelli d’allarme tra suoi compagni, perché astutamente prevedeva cosa si dovessero aspettare gli israeliani se i palestinesi sentissero la loro causa di nuovo ignorata.

    “Bene cosi”, scrive, “ma non ci vorrà molto affinché gli arabi inventino qualcosa per attirare la loro attenzione”; scenario che - ignorando l’uso della generalizzazione “arabi” al posto di “militanti palestinesi” - non è improbabile per il vicino futuro.

    Se la ragione per il ritiro dei media internazionali è la mancanza di sangue, allora c’è da stare certi che per riportare la causa palestinese al centro dell’attenzione mondiale ci vorrà un ritorno agli anni di violenza indiscriminata nei confronti dei civili israeliani. La vita giornaliera dei palestinesi rimane sempre intollerabile, e non ci sarà da stupirsi se alcuni dalla loro parte decidano che un ritorno agli attacchi suicidi non possa rendere la situazione peggiore, e che invece risulterebbe magari in un incremento d’attenzione mediatica per la sofferenza palestinese.

    Le azioni israeliane nei territori occupati hanno incorporato un approccio sofisticato e mediaticamente studiato che, se pur non oscurando le sue intenzioni maliziose, risulta nell’uso di tattiche meno sanguinolente e che quindi evitano di suscitare reazioni di condanna da parte dei giornalisti. Mi sono accorto di ciò qualche mese fa mentre seguivo la notizia della chiusura di un orfanotrofio della Isc, che si trovava nella città palestinese di Hebron, da parte dell’esercito israeliano (Idf).

    Le minacce di chiusura dell’orfanotrofio e di alcuni palazzi affiliati, mi spiegò un attivista con cui parlai quel giorno, faceva parte di una nuova strategia dove, grazie all’uso di tattiche non-violente per colpire Hamas, Israele sarebbe riuscita a non attirare l’attenzione mediatica. “Un raid in una panetteria o un magazzino non è il tipo di notizia che interesserebbe a molti giornali” mi spiegò. “Anche l’altra sera, quando hanno fatto irruzione in quella fabbrica tessile, è stato molto difficile far interessare i giornalisti - uno di loro mi ha anche chiesto ‘lo stanno bombardando?’, come se solo lo spargimento di sangue potesse giustificare l’uscita a notte inoltrata”.

    Il fatto che Israele abbia scoperto il modo per continuare a rendere la vita difficile ai palestinesi, e nel mentre diminuire l’interesse mediatico creato dall’occupazione, non dovrebbe per qualsiasi motivo essere considerata una vittoria. Le tensioni tra i palestinesi e i loro oppressori israeliani sono ancora lì, aumentano di giorno in giorno, e il calo d’interesse da parte dei media globali rischia d’aggiungere un ingrediente pericoloso.

    L’anima incostante della notizia d’informazione che si fa influenzare da attacchi suicida come dal sesso e oscenità, fa si che ci sia un solo metodo, già sperimentato, per riportate la triste situazione palestinese sulle prime pagine dei giornali. Questo i militanti palestinesi la sanno bene, come d'altronde qualsiasi gruppo armato nel mondo che lotta per l’indipendenza del proprio Stato.

    Gli olivi vengono ancora rimossi per far spazio al muro di separazione, e solo perché non ci sono giornalisti stranieri non vuol dire che non abbia impatto sulle vite dei palestinesi. Anche gli effetti giornalieri dell’occupazione sulla popolazione non diminuisce solo perché le crew televisive fanno le valige per partire alla ricerca di altre zone di conflitto.

    Sarebbe nel migliore interesse della sicurezza d’Israele se i media internazionali proseguissero il loro lavoro con la stessa attenzione dei scorsi anni, siccome nel fare ciò aiuterebbero a mantenere la calma dei militanti palestinesi e allo stesso tempo prevenire il sentimento comune che la loro causa sia ignorata. Se ciò non accade, nessuno deve sorprendersi se la situazione esplode e gli orologi ritornino al sanguinoso inizio della seconda Intifada.
    http://www.osservatorioiraq.it/modul...ticle&sid=6341

  2. #2
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    In effetti sono 60 anni che ci scassano le balle con le notizie dal quel paese di soli 6 milioni di abitanti,mentre muoiono milioni di persone in guerre in Africa.Capisco che è il centro della religione monoteista,però a me personalmente importa poco di ebrei e palestinesi.

  3. #3
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    Il problema è che quel "paese" occupante la Palestina è capace di modificare gli equilibri mondiali, senno' sarebbe effettivamente l'ennesima guerra periferica.
    Ma non è periferica. E' centrale.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da rebeccax88 Visualizza Messaggio
    In effetti sono 60 anni che ci scassano le balle con le notizie dal quel paese di soli 6 milioni di abitanti,mentre muoiono milioni di persone in guerre in Africa.Capisco che è il centro della religione monoteista,però a me personalmente importa poco di ebrei e palestinesi.
    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    Il problema è che quel "paese" occupante la Palestina è capace di modificare gli equilibri mondiali, senno' sarebbe effettivamente l'ennesima guerra periferica.
    Ma non è periferica. E' centrale.

    il problema non è costituito dal popolo ebreo e da quello palestinese...
    ma dal Regime Sionista che di fatto si nutre dell ' Internazionale Sionista e che da essa prende ordini....per una linea di sviluppo strategico di dominio anglo-sion-americano.
    in Palestina si giocano i destini dell'Umanità, quella terra è stata utilizzata come laboratorio sperimentale da parte del mondialismo mammonita, per il progetto " anticristiano globale " definito Nuovo Ordine Mondiale.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Daltanius Visualizza Messaggio
    il problema non è costituito dal popolo ebreo e da quello palestinese...
    ma dal Regime Sionista che di fatto si nutre dell ' Internazionale Sionista e che da essa prende ordini....per una linea di sviluppo strategico di dominio anglo-sion-americano.
    in Palestina si giocano i destini dell'Umanità, quella terra è stata utilizzata come laboratorio sperimentale da parte del mondialismo mammonita, per il progetto " anticristiano globale " definito Nuovo Ordine Mondiale.
    Allora il mondialismo mammonita è composto da coglioni,perchè in 60 anni non son riusciti a battere qualche migliaio di palestinesi.E dovrebbero far paura al resto del mondo?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da rebeccax88 Visualizza Messaggio
    Allora il mondialismo mammonita è composto da coglioni,perchè in 60 anni non son riusciti a battere qualche migliaio di palestinesi.E dovrebbero far paura al resto del mondo?
    veramente sono riusciti a battere qualche decina di milioni di arabi, installadosì lì dal nulla, quindi le risorse ce l'hanno, eccome

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    veramente sono riusciti a battere qualche decina di milioni di arabi, installadosì lì dal nulla, quindi le risorse ce l'hanno, eccome
    Macchè decine di milioni,se davvero tutti gli arabi fossero intervenuti non ci sarebbe Israele.
    Ripeto,sti mammoniti hanno speso miliardi su miliardi in armamenti e basta un beduino con una bomba per mandarli in crisi!

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    veramente sono riusciti a battere qualche decina di milioni di arabi, installadosì lì dal nulla, quindi le risorse ce l'hanno, eccome
    più di aver risorse le hanno ricevute le risorse......

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Mullah Visualizza Messaggio
    più di aver risorse le hanno ricevute le risorse......
    5 miliardi di dolari l'anno, sono le risorse che tutti gli anni i paesi arabi hanno versato ai palestinesi.

    Forse avrebbero dovuto impiegarli meglio? Magari costruendosi un proprio stato invece di fare la guerra per vivere di elemosine?

    Ti ricordo che Arafat prima e Abu Mazen dopo hanno sempre rifiutato la pace. Forse perchè temono che lo scoppio della pace possa significare "dover lavorare per vivere". D'altronde, se avessero voglia di lavorare, sarebbero già emigrati in Arabia Saudita, dove tutta la manodopera è straniera (non araba), guarda caso.

  10. #10
    Neutrino NO-TUNNEL
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    Citazione Originariamente Scritto da rebeccax88 Visualizza Messaggio
    Macchè decine di milioni,se davvero tutti gli arabi fossero intervenuti non ci sarebbe Israele.
    Ripeto,sti mammoniti hanno speso miliardi su miliardi in armamenti e basta un beduino con una bomba per mandarli in crisi!
    nel 48 intervennero egitto, trasgiordania(oggi giordania), siria, e se non sbaglio anche l'Iraq...lo sai a quanto ammontano le popolazioni di questi paesi sommate insieme?

 

 
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