Si è rifiutato di sottoporsi al test. Il figlio: «Ma che combini?»
L'assessore al volante dopo aver bevuto «Condannato» a fare da testimonial
Matteo Quero, 41 anni, vicentino: «Non lo faccio mai,
ma questa volta ho sbagliato e sono pronto a pagare»
MILANO — Paga il contrappasso l'assessore alle Politiche giovanili di Vicenza multato per essere sfuggito all'etilometro. Cosparso, anzi ricoperto di cenere, girerà per le scuole predicando sobrietà alla guida. Messaggio che ai suoi figli sembra essere già arrivato. All'alba di venerdì scorso, rientrato a casa dopo una nottata in caserma dai carabinieri, ha trovato ad attenderlo ancora alzato il primogenito quattordicenne: «Papà, ma che hai combinato?». Matteo Quero, 41 anni, giura e spergiura di non aver alzato il gomito.
«Non bevo mai, al massimo un bicchiere in compagnia». Alle due del mattino, è stato fermato per un controllo, e quando gli hanno chiesto di fare il test si è rifiutato: «Semplicemente avevo fretta di tornare a casa». Sostiene, ma poi ammette: «Ebbene sì, qualche bicchiere di vino l'ho bevuto. Due, massimo tre, non lo faccio mai, ma ero a cena da amici e non ho pensato che poi avrei dovuto guidare». Le nuove norme equiparano chi non si fa misurare il tasso alcolemico ad un ubriaco in stato precomatoso: 1,5 grammi di alcol per litro di sangue. Risultato: confisca dell'auto, una Mercedes Classe E, patente sospesa, multa compresa tra i 1.500 e i 6.000 euro, e una denuncia penale che lo porterà davanti al giudice con la teorica possibilità di trascorrere in galera da tre a 12 mesi. Nella terra dello spritz l'assessore alle Politiche giovanili dovrebbe essere un esempio di virtù analcolica. Per Quero, quindi, le sanzioni previste dal codice della strada sono state solo l'aperitivo. Le opposizioni in consiglio comunale hanno chiesto la sua testa e la Padania ha titolato: «L'assessore ammicca all'illegalità».
In città non si parlava d'altro, e anche il sindaco, Achille Variati, un moderato di centrosinistra, era molto contrariato. «Per non parlare di mia moglie», sospira Quero. «Ma non c'è bisogno di insistere, ho capito fin dal primo istante di aver fatto una grossa sciocchezza. Ho sbagliato e devo pagare». Sabato la lettera di congedo dalla giunta vicentina era già sul tavolo del primo cittadino. Che però prima di decidere si è preso una pausa di riflessione. Solo ieri ha chiamato il suo assessore: «Matteo hai sbagliato, ma non voglio che te ne vada. Resterai, ma a patto di diventare un testimonial per la lotta all'alcol tra i giovani». Più che rieducazione sociale, il cattolico Variati parla di un «percorso di redenzione»: «Faremo di un'esperienza personale negativa — spiega il sindaco — un utile esempio pubblico, capace di far capire ai ragazzi a quali rischi si va incontro se si pensa che "tanto non capiterà a me"».
http://www.corriere.it/cronache/08_s...4f02aabc.shtml




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